Con questi tempi le scuole italiane non saranno messe in sicurezza neppure tra cinquant’anni

Per la messa in sicurezza delle scuole italiane situate nelle aree più a rischio del Paese ci vorranno oltre cento anni, se si continua ai ritmi attuali

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Negli ultimi tre anni sono stati realizzati 4.580 interventi nelle aree a rischio sismico, ma solo il 5,3% riguarda lavori di adeguamento antisismico.

“La messa in sicurezza e la riqualificazione antisismica ed energetica delle scuole deve diventare un obiettivo prioritario di questo Paese. Bisogna definire al più presto i contorni di una regia nazionale di interventi, al momento assente, e supportare i Comuni a superare i problemi che incontrano”

La denuncia di Legambiente è forte e diretta. Quasi uno schiaffo all’immobilismo burocratico italiano che fa si che gli interventi di messa in sicurezza e riqualificazione antisismica ed energetica delle scuole procedano con il freno a mano tirato.

Secondo Legambiente per mettere in sicurezza le scuole italiane situate nelle aree più a rischio del Paese ci vorranno oltre cento anni, se si continua ai ritmi attuali. Un arco di tempo inaccettabile e preoccupante se si pensa che in Italia sono ben 19.000 gli edifici scolastici italiani, su 43.072 presenti sul territorio nazionale, che si trovano in comuni a rischio sismico 1 e 2, come ad esempio Amatrice e L’Aquila; che il 65% delle scuole è stato costruito prima dell’entrata in vigore della normativa antisismica (1974) e che negli ultimi tre anni gli interventi di adeguamento sismico effettuati sugli edifici, siti in queste zone, sono stati solo il 5,3%.

L’occasione per la denuncia è arrivata pochi giorni fa, alla vigilia di “Non ti scordardi mè – Operazione scuole pulite” giornata nazionale di volontariato ambientale sulla vivibilità degli edifici scolastici in programma il 17 e 18 marzo in tutta Italia e che l’associazione ambientalista ha voluto dedicare alle comunità scolastiche dell’Italia Centrale colpite dal terremoto.

“Un modo per stare vicino a questi territori e per ribadire che nel nostro Paese le scuole continuano ad essere poco sicure e che la riqualificazione antisismica procede troppo a rilento, a passo di lumaca” afferma Vanessa Pallucchi, responsabile scuola e formazione di Legambiente “Nonostante gli ingenti fondi stanziati, negli ultimi tre anni su 9.425 interventi realizzati sugli edifici scolastici, 4.580 (circa il 49%) hanno riguardato quelli posti nelle zone sismiche 1 e 2. Di questi solo 243 (5,3%) hanno riguardato interventi di adeguamento antisismico nei comuni a maggior rischio, e 98 (2,1%) quelli per nuove edificazioni. Secondo le nostre stime, interne a Legambiente, calcolando che le scuole costruite prima della normativa antisismica sono circa il 65% e considerando che nell’arco di un triennio nelle scuole situate nelle aree più a rischio sismico sono stati realizzati solo 341 interventi (di cui 243 di adeguamento antisismico e 98 nuove edificazioni), di questo passo per mettere in sicurezza gli edifici scolastici, situati nei comuni a rischio sismico 1 e 2 e costruiti prima del ’74, ci vorrà oltre un secolo”.

Dati drammatici che dimostrano come le scuole italiane continuino ad essere poco sicure. Per questo Legambiente con la 19esima edizione di “Non ti scordar di mè – Operazione scuole pulite” invita tutti a mobilitarsi per rimboccarsi le maniche e rendere, attraverso piccoli lavori di riqualificazione, gli edifici scolastici più gradevoli e vivibili”.

In questi ultimi anni, ha invece dichiarato Rossella Muroni, presidente nazionale di Legambiente, sul fronte dell’edilizia scolastica si è aperta una nuova fase segnata per altro dall’arrivo di nuove risorse finanziare, resta il fatto che sono ancora pochissime le scuole su cui si sta intervenendo nelle aree più a rischio del Paese.

In Italia, secondo la Muroni, gli interventi di adeguamento sismico ed energetico non sembrano essere una priorità, come è preoccupante che manchi un’analisi della situazione di rischio delle scuole e una regia nazionale sugli interventi. Per questo in occasione di Nontiscordardimé abbiamo chiesto che venga avviato al più presto un piano di messa in sicurezza di tutte gli edifici nelle aree 1 e 2 a rischio sismico, che venga definita una regia nazionale che concentri qui le risorse che oggi si disperdono in mille rivoli e che si completi l’anagrafe scolastica che consenta in breve tempo di avere una analisi ‎del rischio degli edifici, individuando problemi e priorità di intervento, altrimenti continueremo a restare in balia di eventi sismici e atmosferici e ad avere scuole vecchie e poco sicure”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.