Come funziona l’avvalimento nel Nuovo Codice degli Appalti?

Corso Codice Appalti e Gare d'Appalto
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L’avvalimento rappresenta uno degli istituti più interessanti all’interno della normativa sulle gare d’appalto, perché facilita l’accesso ai bandi pubblici da parte di un ampio spettro di imprese. Ma come è cambiato l’avvalimento nel diritto dei contratti pubblici in Italia?

Con le novità introdotte dal Nuovo Codice Appalti 2023, la disciplina a riguardo lo rende uno strumento molto più versatile e strutturato, introducendo nuove opportunità ma anche specifici limiti e divieti che è fondamentale conoscere. In questo articolo, vedremo nel dettaglio la questione, ponendo particolare attenzione al cosiddetto avvalimento premiale.

Cos’è l’avvalimento?

L’avvalimento è un meccanismo che consente a un’impresa, detta ausiliata, di partecipare a una gara d’appalto avvalendosi dei requisiti di un’altra azienda ausiliaria. Questa sinergia permette all’ausiliata di soddisfare i criteri di partecipazione richiesti dal bando di gara grazie, appunto, ai requisiti “prestati” dall’ausiliaria, che si impegna a fornirli per l’intera durata dell’appalto.

Ci si può servire dell’avvalimento sia nel momento della presentazione di un’offerta per una gara d’appalto che per la Certificazione SOA, rilasciata da enti certificatori autorizzati, indispensabile nei contratti pubblici. Si tratta, infatti, di un documento che dimostra la competenza economica e tecnica di un’impresa a partecipare a bandi per appalti pubblici di lavori superiori a € 150.000,00, assicurando così che l’impresa possieda tutti i requisiti richiesti dalla contrattazione con la pubblica amministrazione. Per accedere a categorie di importo superiori alla seconda fascia (oltre € 516.000,00), è necessario che l’impresa disponga di un Sistema di Gestione Qualità certificato secondo lo standard UNI EN ISO 9001.

In questo caso, l’avvalimento può giocare un ruolo chiave nell’ottenere la certificazione, purché il contratto con l’impresa ausiliaria rispetti le specifiche dettate dal nuovo codice e dimostri in modo inequivocabile l’effettiva disponibilità delle risorse necessarie.

Avvalimento nel nuovo codice appalti

Una delle novità più significative introdotte dal nuovo codice riguarda l’avvalimento premiale: lo strumento in questione non è più ammesso solamente per soddisfare i requisiti minimi di partecipazione, ma anche per ottenere un punteggio più elevato nella valutazione dell’offerta, grazie ovviamente ai requisiti prestati dall’azienda ausiliaria.

Questa possibilità di miglioramento della propria offerta apre nuove prospettive di competitività, sebbene sia soggetta a specifici limiti e divieti per evitare distorsioni di mercato. Altrettanto interessante è il concetto di avvalimento a cascata, che permette l’interazione tra più imprese ausiliarie, ampliando ulteriormente le possibilità operative per gli operatori economici che concorrono.

Il contratto di avvalimento e i suoi requisiti

Il cuore dell’avvalimento è il contratto che lega l’impresa ausiliata a quella ausiliaria. Per essere valido, questo contratto deve essere redatto in forma scritta e specificare dettagliatamente le risorse e le capacità che vengono messe a disposizione.

Importante sottolineare che, secondo l’art. 104 del Nuovo Codice degli Appalti, il contratto di avvalimento deve avere una natura prevalentemente onerosa, sebbene siano ammesse forme di collaborazione che rispondano a interessi reciproci delle parti coinvolte.

Il secondo comma dello stesso articolo specifica che, se l’intento dell’avvalimento è l’acquisizione di un requisito indispensabile per partecipare a un appalto di lavori con un valore superiore a 150.000 euro o per un appalto di servizi e forniture, il contratto deve elencare le dotazioni tecniche e le risorse che consentono all’operatore ausiliato di ottenere l’attestazione di qualificazione necessaria.

Ma esiste anche una parte dell’articolo 104 che avvicina tra loro avvalimento e subappalto. Il comma 3 chiarifica che, nel caso l’avvalimento sia formalizzato con un’impresa detentrice di autorizzazioni o altri titoli abilitativi richiesti per l’ingresso in una gara (come indicato dall’articolo 100, comma 3) o con soggetti in possesso di competenze professionali specifiche necessarie per l’esecuzione dell’appalto, le attività o i servizi dovranno essere realizzati direttamente dall’impresa ausiliaria, applicando le norme in materia di subappalto.

Il quarto comma, inoltre, evidenzia l’obbligo per l’operatore economico di allegare alla domanda di partecipazione una copia autentica del contratto di avvalimento, indicando se l’obiettivo è l’acquisizione di un requisito di partecipazione o il miglioramento dell’offerta, e, nel caso previsto dal secondo comma, di includere anche la certificazione rilasciata dalla SOA o dall’ANAC. L’impresa ausiliaria, d’altra parte, deve attestare presso la stazione appaltante il possesso dei requisiti generali e specifici, impegnandosi a rendere disponibili le risorse concordate per tutta la durata dell’appalto.

Limiti e divieti

Nonostante l’avvalimento si presenti come un’opportunità, esistono specifici limiti e divieti da considerare. Il divieto di avvalimento in certe condizioni, infatti, ha come scopo quello di garantire la leale concorrenza e l’effettiva capacità di esecuzione dell’appalto da parte dell’impresa aggiudicataria.

A tal proposito, nel contesto di appalti di lavori, servizi e installazioni nell’ambito di forniture, le stazioni appaltanti possono determinare nei documenti di gara che determinate attività essenziali, compresi lavori o componenti di elevata complessità tecnologica, debbano essere eseguite direttamente dall’offerente o da un membro del raggruppamento di operatori economici. Tuttavia, nei casi in cui l’avvalimento sia impiegato per migliorare l’offerta, non è permessa la partecipazione alla stessa gara sia dell’impresa ausiliaria che di quella che beneficia delle risorse messe a disposizione.

Il quinto comma dell’art.104 stabilisce che, in presenza di dichiarazioni non veritiere, la stazione appaltante, oltre ad applicare le sanzioni previste dall’articolo 96, comma 15 (che include la segnalazione all’ANAC), assegna all’operatore economico un termine massimo di dieci giorni per proporre un’alternativa all’impresa ausiliaria, a condizione che ciò non modifichi sostanzialmente l’offerta. In caso di inadempienza, l’operatore verrà escluso dalla gara.

Inoltre, è prevista la responsabilità solidale tra l’operatore economico e l’impresa ausiliaria per quanto riguarda le prestazioni oggetto del contratto. Così come le disposizioni normative antimafia si applicano analogamente ad entrambe le imprese coinvolte, considerato l’importo dell’appalto.

Per assicurarsi il rispetto di queste disposizioni, durante l’esecuzione dell’appalto, la stazione appaltante effettua controlli sostanziali sull’effettiva disponibilità dei requisiti e delle risorse oggetto dell’avvalimento da parte dell’impresa ausiliaria e sull’uso concreto di tali risorse nell’esecuzione dell’appalto. A questo scopo, il Responsabile Unico del Procedimento verifica che le prestazioni contrattuali siano eseguite direttamente con le risorse umane e strumentali dell’impresa ausiliaria, in conformità agli obblighi derivanti dal contratto di avvalimento.

Formazione sul Nuovo Codice degli Appalti

L’avvalimento nel nuovo Codice degli Appalti rappresenta quindi un’opportunità significativa ma anche una sfida: affrontare questi temi con la dovuta preparazione è essenziale per i professionisti del settore, che devono essere sempre aggiornati e pronti a sfruttare al meglio le possibilità offerte dalla normativa. Per questo motivo Unione Professionisti ha creato il Corso Gare d’Appalto Aggiornato, che offre una formazione completa per chi opera nel campo degli appalti pubblici.

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