Demolizione case abusive: il quadro normativo nazionale suddiviso per Regioni

In un documento della Conferenza delle Regioni tutte le norme regionali, l'iter sulle procedure delle demolizioni di manufatti abusivi

Riuso Urbano

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Nell’ambito dell’audizione sulla proposta di legge d’iniziativa parlamentare recante “Disposizioni in materia di criteri di priorità per l’esecuzione delle procedure per la demolizione case abusive” (C 1994), approvata dal Senato, la Conferenza delle Regioni pochi giorni fa ha elaborato un documento di sintesi che vuole riunire in un unico file tutti i dati dell’indagine svolta. Dati che ci riportano una fotografia normativa in chiaroscuro, in linea quindi con tanti settori della burocrazia italica.

Le Regioni e le Pubbliche Amministrazioni che hanno risposto alla richiesta di dati sulle demolizioni dei manufatti abusivi sono le seguenti: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Molise, Piemonte, Puglia, Umbria e Veneto. Triste e preoccupante il dato dell’assenza delle due isole principali dell’Italia.  Sicilia e Sardegna presentano infatti una situazione di cementificazione delle coste che avrebbe fatto auspicare un interesse maggiore nei confronti della richiesta della Conferenza delle Regioni.

Quali sono i reati che sono stati presi in esame dalla ricerca della Conferenza delle Regioni sulla demolizione case abusive?

I reati esaminati sono essenzialmente quelli relativi ad interventi edilizi realizzati in assenza di permesso di costruire. Per questo tipo di reati le demolizioni sono regolate dal TU che attualmente prevede un sistema a doppio binario: autorità amministrative che procedono con le forme del procedimento amministrativo e autorità giudiziaria, in presenza della condanna definitiva del giudice penale per i reati di abusivismo edilizio. La proposta di legge approvata dal Senato (A.C. 1994) interviene sul Testo Unico con l’intento di razionalizzare le procedure di demolizione conseguenti ad illeciti edilizi.

Demolizione case abusive: un quadro normativo nazionale “a macchia di Leopardo”

  • Abruzzo – Provincia dell’Aquila: le leggi di riferimento afferiscono al DPR 380 art 40 ed alla L.R. n° 14 del 2010 art 9 comma 2 per quanto riguarda la demolizione delle opere abusive. Nel dettaglio la legge regionale prevede, con l’Art 3. Comma 1, lett e), che “le funzioni di vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia fatte salve le competenze spettanti ai Comuni ai sensi dell’articolo 35 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia)”. Attualmente sono in fase di esecuzione gli accordi tra Regione e Province per il passaggio formale delle competenze delegate, entro 6 mesi dagli accordi saranno effettivamente vigenti le competenze in carico alla Regione, sino ad allora sono ancora le Provincie deputate a trattare l’argomento.

  • Basilicata: circolare esplicativa del 16/06/2009 Prot. 117859/75AF avente ad oggetto: Titolo IV- Testo Unico sull’Edilizia- DPR 380/2001.

  • Calabria: legge regionale n. 35 del 19.10.2012 s.m.i. art. 14, co. 3 e co. 4. Comma 3. le funzioni circa l’ottemperanza a quanto disposto dall’art. 99 del D.P.R. n. 380/2001 sono demandate agli Enti territoriali. Comma 4. la Regione provvederà a vigilare, in particolare, sulla osservanza di quanto disposto dal comma 3.

  • Campania: la legislazione urbanistica individua nell’autorità comunale il soggetto istituzionalmente competente ad intervenire al fine di prevenire e reprimere gli abusi edilizi. La competenza generale ad adottare i provvedimenti volti a reprimere gli abusi edilizi sono in capo al Comune. Il comma 8 dell’art 31 e l’art 40 del DPR 380/2001 prevedono l’intervento della Regione in caso di inerzia del comune. La Regione ha regolamentato il potere sostitutivo con l’art. 10 della LR n. 10/2004.

  • Friuli Venezia Giulia: LR 19/2009 recante “Codice regionale dell’edilizia”, Capo VI “Vigilanza e sanzioni”, artt. 42 sgg. L’art. 42 demanda la vigilanza sull’attività urbanistico-edilizia al dirigente o responsabile dell’Ufficio tecnico comunale, i quali – constatata l’inosservanza alle norme di legge e di regolamento/prescrizioni degli strumenti urbanistici/modalità esecutive fissate da titoli abilitativi – ingiungono al proprietario e al responsabile dell’abuso la rimozione/demolizione dell’opera (cfr. art. 45). Qualora il responsabile dell’abuso non provveda autonomamente alla demolizione, previo accertamento di inottemperanza e notifica verbale comunale, il bene e l’area di sedime sono acquisiti di diritto gratuitamente al patrimonio del Comune, che ne curerà la demolizione d’ufficio.

  • Puglia: L.R. 11/06/2012, n. 15 “Norme in materia di funzioni regionali di prevenzione e repressione dell’abusivismo edilizio”.

  • Umbria: Norme regionali in vigore. Legge Regionale 21 gennaio 2015, n. 1 “Testo unico governo del territorio e materie correlate”:

  • Norme regionali di riferimento per la Regione Lazio: L.R. 11 agosto 2008, n. 15, Capo II, Sezione II (sistema sanzionatorio); Art. 28 l.r. 15/08 (demolizione di opere abusive), Art. 29 l.r. 15/08 (fondo di rotazione), Art. 30, comma 1, lett. a) l.r. 15/08 (Destinazione dei proventi delle sanzioni pecuniarie).

  • Norme regionali di riferimento per quanto riguarda la Regione Liguria: L.R. 6 giugno 2008, n. 16 e s.m. – TITOLO IV – Vigilanza sull’attività urbanistico edilizia;  Artt. 43, 44, 45, 46, 47, 48 sanzioni interventi assenza, parziale/totale difformità titolo,  Art. 49 accertamento di conformità, Art. 50 lottizzazione abusiva, art. 51 interventi abusivi Stato o Enti Pubblici.

In Molise e Piemonte invece non sono presenti norme regionali che regolino la materia delle demolizioni dei manufatti abusivi.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.