La Regione Toscana detta le regole per garantire ai professionisti un equo compenso. Le categorie professionali coinvolte e i compensi convegno professioni 2018

Definite le regole necessarie a garantire un equo compenso per i professionisti incaricati della progettazione di opere pubbliche e per altre figure professionali

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Un’immagine del recente convegno sulle professioni FIRENZE – Sono state definite le regole necessarie a garantire un equo compenso per i professionisti incaricati della progettazione di opere pubbliche e per altre figure professionali alle quali vengano richieste prestazioni aggiuntive rispetto a quelle previste dal mansionario o di effettuare servizi esterni. Questi, d’ora in avanti, non potranno più essere corrisposte a titolo gratuito, come spesso è avvenuto fino ad oggi.

E’ questo il senso della delibera approvata nella sua ultima seduta dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore alla formazione e al lavoro, Cristina Grieco.

“Lo abbiamo fatto – spiega il presidente della Regione, Enrico Rossi – nell’intento di dare applicazione al principio dell’equo compenso, definendo regole certe, uniformi e valide per numerose categorie di lavoratori. A queste regole si atterrà per prima la Regione Toscana, ma sono tenuti ad applicarle anche tutti gli enti dipendenti dalla Regione stessa, come quelli del sistema sanitario regionale, l’Arpat, Toscana promozione, Artea, Toscana sviluppo, l’Azienda regionale per il diritto allo studio universitario, l’Autorità portuale regionale e i parchi regionali. Il lavoro va adeguatamente retribuito e le amministrazioni pubbliche non devono più corrispondere compensi non correttamente parametrati o, a maggior ragione, pretendere prestazioni aggiuntive a titolo gratuito”.

Le linee guida approvate dalla Regione saranno valide anche per altre categorie professionali come gli avvocati, i commercialisti, i notai, gli assistenti sociali, i consulenti del lavoro. Si applicheranno anche alla professioni sanitarie come medici veterinari, farmacisti, psicologi, infermieri, ostetriche e tecnici sanitari di radiologia medica. Ne sono coinvolte anche le professioni tecniche come agrotecnico, architetto, pianificatore, paesaggista e conservatore, biologo, chimico, dottore agronomo e dottore forestale, geometra e geometra laureato, geologo, ingegnere, perito agrario, perito industriale, tecnologo alimentare.

Sono alcuni decreti ministeriali a fissare i parametri da utilizzare nella liquidazione delle spettanze ai professionisti interessati, ed in particolare le tabelle contenute nel Decreto del Ministero della giustizia del 17 giugno 2016.

Vi si legge che un professionista incaricato deve essere retribuito con un compenso che varia dai 50 ai 75 euro l’ora, un aiuto dai 35 ai 50 euro e un aiuto di concetto dai 30 ai 37 euro. Ma si tratta di cifre indicative in quanto la determinazione del compenso, ad esempio per le opere pubbliche, deve tenere conto del costo delle singole categorie che compongono l’opera, della complessità della prestazione fornita dal professionista e della specificità della sua prestazione.

Ciò vale per le opere edili, per le strutture, gli impianti, le infrastrutture per la mobilità, le opere idrauliche, le tecnologie dell’informazione e della comunicazione, il paesaggio, l’ambiente, la naturalizzazione, l’agroalimentare, la zootecnica, la ruralità, le foreste, oltre alle opere legate al territorio e all’urbanistica.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.