Che cosa è il regolamento edilizio unico? Tutte le 42 definizioni standard

Con l’approvazione delle definizioni standardizzate si è ”finalmente” ad un passo dall’effettivo avvio del Regolamento Edilizio Unico

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Nell’ottica di semplificare le procedure a carico del cittadino nei confronti della pubblica amministrazione si parla già da qualche anno di predisporre un Regolamento Edilizio Unico Standard, valido su tutto il territorio nazionale.

Senza tralasciare il rispetto di situazione di particolarità e specificità territoriale, relative a determinati ambiti locali, la presenza di uno strumento normativo unico, appunto un unico e ufficiale regolamento unico edilizio, che si andrebbe ad affiancare ai modelli unici standard predisposti per Scia e Permesso di Costruire, a sentire i professionisti dell’edilizia, sarebbe un elemento utile per superare la babele di norme e regolamenti comunali che rendono le procedure amministrative italiane, lente e spesso totalmente dannose per quanto riguarda uno dei settori principali di qualunque economia.

Un elefantiasi burocratica causata spesso dalla grande varietà di interpretazione di norme, commi, regolamenti comunali, che, se fossero uniformi su tutto il territorio nazionale potrebbero sicuramente essere per lo meno letti in un’unica maniera.

Da qui la necessità di dover approntare un regolamento unico edilizio su tutto il territorio nazionale, un regolamento atteso da diversi anni che possa finalmente superare le divisioni e le differenze, oggi centinaia, che persistono sul territorio nazionale e che in questi giorni sembra aver passato il primo scoglio con l’ approvazione delle definizioni standardizzate.

“Con l’approvazione delle definizioni standardizzate” ha affermato Leopoldo Freyrie presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori “siamo finalmente  ad un passo dall’effettivo avvio del Regolamento Edilizio Unico per l’adozione del quale gli architetti italiani si sono battuti, mettendo a disposizione tutte le loro competenze, al fine di realizzare una svolta per il  mondo dell’edilizia e per cittadini che finalmente potranno contare su norme chiare e prestazionali, condivise su tutto il territorio nazionale e che favoriranno la qualità dell’abitare. Questa è per tutti i professionisti dell’edilizia sicuramente una vittoria”.

Una vittoria, come ha sottolineato lo stesso presidente Freyrie, che permetterà di passare dalla follia normativa degli oltre 8 mila regolamenti, uno per Comune, ad uno schema unico nazionale (cosi come fatto alcuni mesi fa con il nuovo APE nazionale per le certificazioni energetiche), sul quale si baserà poi il Regolamento Edilizio Unico.

Un regolamento costituito di sole 42 definizioni e che consentirà di semplificare non solo la costruzione, ma soprattutto, come previsto e richiesto anche nella stessa Legge di Stabilità 2016, la rigenerazione degli edifici.

 “Ci auguriamo” ha poi concluso Freyrie”che al più presto la Conferenza unificata Stato Regione provveda a svolgere gli atti di sua competenza affinché il provvedimento possa essere approvato al più presto. Il nostro Paese ha bisogno di norme chiare e prestazionali, condivise su tutto il territorio nazionale, che favoriscano la qualità dell’abitare invece della buro-edilizia fonte, tra l’altro, di corruzione e di abusivismo.  Precedere verso la semplificazione è  necessario proprio per garantire il rispetto della legalità e la trasparenza”.

Quali sono le 42 definizioni standardizzate che sono state approvate durante la tavola rotonda sull’emanazione del prossimo regolamento edilizio unico, tenutasi presso il Ministero delle Infrastrutture?

Tecnici e funzionari del Ministero di via Nomentana hanno individuato 42 diverse definizioni. Definizioni standard, che dovranno costituire la base del prossimo Regolamento edilizio nazionale. Vediamo nel dettaglio tutte le 42 definizioni standard riportate in ordine alfabetico:

  1. Altezza lorda: differenza fra la quota del pavimento di ciascun piano e la quota del pavimento del piano sovrastante. Per l’ultimo piano dell’edificio si misura l’altezza del pavimento fino all’intradosso del soffitto o della copertura.

  2. Altezza del fronte: è l’altezza del fronte o della parete esterna di un edificio deve essere delimitata; all’estremità inferiore, dalla quota del terreno posta in aderenza all’edificio prevista dal progetto all’estremità superiore, dalla linea di intersezione tra il muro perimetrale e la linea di intradosso del solaio di copertura, per i tetti inclinati, ovvero dalla sommità delle strutture perimetrali, per le coperture piane.

  3. Altezza dell’edificio: altezza massima tra quella dei vari fronti.

  4. Altezza utile: altezza del vano misurata dal piano di calpestio all’intradosso del solaio sovrastante, senza tener conto degli elementi strutturali emergenti. Nei locali aventi soffitti inclinati o curvi, l’altezza utile si determina calcolando l’altezza media ponderata.

  5. Ballatoio: elemento edilizio praticabile a sviluppo orizzontale, e anche in aggetto, che si sviluppa lungo il perimetro di una muratura con funzione di distribuzione, munito di ringhiera o parapetto.

  6. Balcone: elemento edilizio praticabile e aperto su almeno due lati, a sviluppo orizzontale in aggetto, munito di ringhiera o parapetto e direttamente accessibile da uno o più locali interni.

  7. Carico urbanistico (CU) – Fabbisogno di dotazioni territoriali di un determinato immobile o insediamento in relazione alla sua entità e destinazione d’uso. Costituiscono variazione del carico urbanistico l’aumento o la riduzione di tale fabbisogno conseguenti all’attuazione di interventi urbanistico‐edilizi ovvero a mutamenti di destinazione d’uso.

  8. Distanze: lunghezza del segmento minimo che congiunge l’edificio con il confine di riferimento (di proprietà, stradale, tra edifici o costruzioni, tra i fronti, di zona o di ambito urbanistico, ecc.), in modo che ogni punto della sua sagoma rispetti la distanza prescritta.

  9. Dotazioni Territoriali (DT) – Infrastrutture, servizi, attrezzature, spazi pubblici o di uso pubblico e ogni altra opera di urbanizzazione e per la sostenibilità (ambientale, paesaggistica, socio‐economica e territoriale) prevista dalla legge o dal piano.

  10. Edificio: costruzione stabile, dotata di copertura e comunque appoggiata o infissa al suolo, isolata da strade o da aree libere, oppure separata da altre costruzioni mediante strutture verticali che si elevano senza soluzione di continuità dalle fondamenta al tetto, funzionalmente indipendente, accessibile alle persone e destinata alla soddisfazione di esigenze perduranti nel tempo.

  11. Edificio Unifamiliare: per edificio unifamiliare si intende quello riferito un’unica unità immobiliare urbana di proprietà esclusiva, funzionalmente indipendente, che disponga di uno o più accessi autonomi dall’esterno e destinato all’abitazione di un singolo nucleo familiare.

  12. Indice di edificabilità territoriale (IT): quantità  massima  di  superficie  o  di  volume  edificabile  su  una  determinata  superficie territoriale, comprensiva dell’edificato esistente.

  13. Indice di edificabilità fondiaria (IF): quantità  massima  di  superficie  o  di  volume  edificabile  su  una  determinata  superficie fondiaria, comprensiva dell’edificato esistente.

  14. Indice di permeabilità (IPT/IPF): rapporto  tra  la  superficie  permeabile  e  la  superficie  territoriale  (indice  di  permeabilità territoriale) o fondiaria (indice di permeabilità fondiaria).

  15. Indice di copertura (IC): rapporto tra la superficie coperta e la superficie fondiaria.

  16. Loggia/Loggiato: elemento edilizio praticabile coperto, non aggettante, aperto su almeno un fronte, munito di ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più vani interni.

  17. Numero dei piani: è il numero di tutti i livelli dell’edificio che concorrono, anche parzialmente, al computo della superficie lorda (SL).

  18. Piano fuori terra: piano dell’edificio il cui livello di calpestio sia collocato in ogni sua parte ad una quota pari o superiore a quella del terreno posto in aderenza all’edificio.

  19. Piano seminterrato: piano di un edificio il cui pavimento si trova a una quota inferiore (anche solo in parte) a quella del terreno posto in aderenza all’edificio e il cui soffitto si trova ad una quota superiore rispetto al terreno posto in aderenza all’edificio.

  20. Piano interrato: piano di un edificio il cui soffitto si trova ad una quota inferiore rispetto a quella del terreno posto in aderenza all’edificio.

  21. Pertinenza: opera edilizia legata da un rapporto di strumentalità e complementarietà rispetto alla costruzione principale, non utilizzabile autonomamente e di dimensioni modeste o comunque rapportate al carattere di accessorietà.

  22. Pensilina: elemento edilizio di copertura posto in aggetto alle pareti perimetrali esterne di un edificio e priva di montanti verticali di sostegno.

  23. Portico/Porticato: elemento edilizio coperto al piano terreno degli edifici, intervallato da colonne o pilastri aperto su uno o più lati verso i fronti esterni dell’edificio.

  24. Sagoma: conformazione planivolumetrica della costruzione fuori terra nel suo perimetro considerato in senso verticale ed orizzontale, ovvero il contorno che viene ad assumere l’edificio, ivi comprese le strutture perimetrali, nonché gli aggetti e gli sporti superiori a 1,50 m.

  25. Sedime: impronta a terra dell’edificio o del fabbricato, corrispondente alla localizzazione dello stesso sull’area di pertinenza.

  26. Sottotetto: spazio compreso tra l’intradosso della copertura dell’edificio e l’estradosso del solaio del piano sottostante.

  27. Soppalco: partizione  orizzontale  interna  praticabile,  ottenuta  con  la  parziale  interposizione  di  una struttura portante orizzontale in uno spazio chiuso.

  28. Superficie territoriale (ST): superficie reale di una porzione di territorio oggetto di intervento di trasformazione urbanistica. Comprende la superficie fondiaria e le aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti.

  29. Superficie fondiaria (SF): superficie reale di una porzione di territorio destinata all’uso edificatorio. E’ costituita dalla superficie territoriale al netto delle aree per dotazioni territoriali ivi comprese quelle esistenti.

  30. Superficie coperta (SC): superficie risultante dalla proiezione sul piano orizzontale del profilo esterno perimetrale della costruzione fuori terra, con esclusione degli aggetti e sporti inferiori a 1,50 m.

  31. Superficie permeabile (SP): porzione di superficie territoriale o fondiaria priva di pavimentazione o di altri manufatti permanenti, entro o fuori terra, che impediscano alle acque meteoriche di raggiungere naturalmente la falda acquifera.

  32. Superficie totale (ST): somma delle superfici di tutti i piani fuori terra, seminterrati ed interrati comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio.

  33. Superficie lorda (SL): somma delle superfici di tutti i piani comprese nel profilo perimetrale esterno dell’edificio escluse le superfici accessorie.

  34. Superficie utile (SU): superficie di pavimento degli spazi di un edificio misurata al netto della superficie accessoria e di murature, pilastri, tramezzi, sguinci e vani di porte e finestre.

  35. Superficie accessoria (SA): superficie di pavimento degli spazi di un edificio aventi carattere di servizio rispetto alla destinazione d’uso della costruzione medesima, misurata al netto di murature, pilastri, tramezzi, sguinci, vani di porte e finestre. (La superficie accessoria comprende; i portici e le gallerie pedonali; i ballatoi, le logge, i balconi e le terrazze; le tettoie con profondità superiore a m 1,50; le tettoie aventi profondità inferiore a m. 1,50 sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile; le cantine poste al piano interrato, seminterrato o al primo piano fuori terra e i relativi corridoi di servizio; i sottotetti accessibili e praticabili per la sola porzione con altezza pari o superiore a m 1,80, ad esclusione dei sottotetti aventi accesso diretto da una unità immobiliare e che presentino i requisiti richiesti per i locali abitabili che costituiscono superficie utile; i vani scala interni alle unità immobiliari computati in proiezione orizzontale, a terra, una sola volta; spazi o locali destinati alla sosta e al ricovero degli autoveicoli ad esclusione delle autorimesse che costituiscono attività imprenditoriale; le parti comuni, quali i locali di servizio condominiale in genere, i depositi, gli spazi comuni di collegamento orizzontale, come ballatoi o corridoi. Gli spazi comuni di collegamento verticale e gli androni condominiali sono escluse dal computo sia della superficie accessoria sia della superficie utile ndr)

  36. Superficie complessiva (SC): somma della superficie utile e del 60% della superficie accessoria (SC=SU+60% SA).

  37. Superficie calpestabile: superficie risultante dalla somma delle superfici utili (SU) e delle superfici accessorie (SA) di pavimento.

  38. Terrazza: elemento edilizio scoperto e praticabile, realizzato a copertura di parti dell’edificio, munito di ringhiera o parapetto, direttamente accessibile da uno o più locali interni.

  39. Tettoia: elemento edilizio di copertura di uno spazio aperto sostenuto da una struttura discontinua, adibita ad usi accessori oppure alla fruizione protetta di spazi pertinenziali.

  40. Veranda: locale o spazio coperto avente le caratteristiche di loggiato, balcone, terrazza o portico, chiuso sui lati da superfici vetrate o con elementi trasparenti e impermeabili, parzialmente o totalmente apribili.

  41. Volume totale o volumetria complessiva: volume della costruzione costituito dalla somma della superficie totale di ciascun piano per la relativa altezza lorda.

  42. Volume tecnico: sono volumi tecnici i vani e gli spazi strettamente necessari a contenere ed a consentire l’accesso alle apparecchiature degli impianti tecnici al servizio dell’edificio (idrico, termico, di condizionamento e di climatizzazione, di sollevamento, elettrico, di  sicurezza,  telefonico ndr)

Quali saranno i prossimi passaggi burocratici che dovrà affrontare il prossimo futuro regolamento edilizio unico prima di poter essere ufficialmente realtà?

Dopo che il testo proposto dai tecnici del Mit ha superato le resistenze di alcuni enti locali la strada del Regolamento edilizio unico sembra essere tutta in discesa. Dopo l’ok finale, preceduto dal passaggio in conferenza unificata Stato Regione, toccherà alla Regioni recepirlo, entro sei mesi. Dopo di che la palla di ufficializzare la nascita in tutte le realtà locali passerà alle amministrazioni comunali.

Corsi Crediti Ingegneri
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.