Recupero centri storici in Italia: idee, finanziamenti e normativa

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Ogni regione e ogni comune italiano deve poter contare su un piano per il recupero e il rilancio dei centri storici. Si tratta di un patrimonio essenziale su cui è necessario intervenire e da valorizzare. Ogni centro storico racchiude in sé la storia di un luogo e per questo occorre saperlo valorizzare, per tramandarlo e preservarlo dall’edilizia moderna.

Se operi nel settore sai quanto può diventare complesso e articolato ristrutturare casa in centro storico. Ogni comune presenta un regolamento preciso pensato proprio con l’obiettivo di preservare l’unicità del borgo.

La legge Salva Borghi

La legge sulla riqualificazione dei centri storici del 6 ottobre 2017 n. 158 apporta “Misure per il sostegno e la valorizzazione dei piccoli comuni, nonché disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici dei medesimi comuni”. Questa legge ha l’obiettivo di sostenere lo sviluppo economico, sociale, ambientale e culturale dei piccoli Comuni, puntando al riequilibrio demografico del territorio incentivando la residenza nei piccoli Comuni. Inoltre, è prevista la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturale, rurale, storico-culturale e architettonico, riconoscendo contributi a fondo perduto. L’obiettivo quindi è quello di sbloccare l’economia, soprattutto nelle realtà più colpite. Ad esempio, il recupero centri storici in Sardegna e il recupero di edifici dei centri storici in Sicilia sono al primo posto, insieme ad altre regioni italiane, per usufruire dei contributi e degli incentivi per l’edilizia.

Quali sono gli interventi accettati?

La legge sul recupero dei centri storici prevede che all’interno di ogni comune vengano individuate le aree di maggior pregio, sia dal punto di vista della tutela dei beni architettonici che culturali, che possono essere destinatarie di interventi pubblici e privati per la riqualificazione urbana, nel rispetto delle strutture originarie.

Questi interventi si riferiscono a:

  • risanamento;
  • realizzazione di opere pubbliche o di interesse pubblico;
  • conservazione e recupero del patrimonio edilizio dei borghi da parte di soggetti privati;
  • manutenzione straordinaria e di riuso degli edifici inutilizzati;
  • miglioramento dei servizi urbani;
  • consolidamento statico e antisismico degli edifici storici.

Idee per il recupero dei centri storici

All’interno della normativa sono presenti importanti spunti riguardo la riqualifica dei borghi, soprattutto per quanto riguarda le aree abbandonate e dismesse. Ad esempio, è possibile:

  • stipulare convenzioni per la salvaguardia e il recupero dei beni culturali, storici, artistici e librari degli enti ecclesiastici;
  • promuovere lo sviluppo di alberghi diffusi nel proprio territorio;
  • acquistare e riqualificare immobili per contrastare l’abbandono di terreni e di edifici dismessi o degradati;
  • acquisire stazioni ferroviarie dismesse o case cantoniere destinate a presidi di protezione civile o sedi di promozione di prodotti tipici locali, per la destinazione a piste ciclabili, circuiti e itinerari turistico-culturali ed enogastronomici.

Oltre ai fondi previsti per la riqualificazione dei piccoli Comuni, è possibile sfruttare altri strumenti fiscali straordinari, quali:

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