Bene il Bonus Facciate 90%, ora però bisogna migliorare i dettagli del provvedimento

Finco: il bonus facciate rappresenta un buon punto da cui ripartire, ma il resto della manovra non dice nulla di nuovo (o quasi) di positivo

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“Avevamo già predisposto un comunicato critico sulla manovra di Bilancio – dichiara Carla Tomasi Presidente FINCO – con la parziale eccezione della possibile rivisitazione dell’art. 10 del cosiddetto decreto “Crescita”, ora Legge 58/2019, allorché è arrivata la novità del Bonus facciate. Ciò – insieme al piano manutenzione illustrato dal Ministro De Micheli ed alle risorse stanziate dal Ministro Costa sul tema idrogeologico – ci induce ad un cambio di cifra nel giudizio complessivo circa la suddetta manovra che, per il resto, continua purtroppo ad essere caratterizzata dalla ricorrente e controproducente attitudine a concentrarsi sui soliti noti, specie se titolari di patrimoni immobiliari ancorché piccoli, ed a complicare sempre più gli adempimenti fiscali (vedi ad esempio estensione del regime del reverse charge).”

Il piano di manutenzione delle infrastrutture e dei territori fa parte di una decennale strategia ritenuta prioritaria da FINCO ribadita in tutte le sedi, da ultimo con il progetto “Per un’Italia più bella e più sicura”, presentato nel tempo ai Presidenti del Consiglio Monti, Letta, Renzi, Gentiloni, Conte.

Il “Bonus facciate” potrebbe costituire non solo uno stimolo al miglioramento estetico delle città come anche dei comuni più piccoli e dei borghi storici, ma anche e soprattutto un rilevante volano economico, incluse interessanti ricadute sul turismo.

“Restiamo comunque in attesa di vederne l’articolato per un giudizio più preciso: il condizionale è infatti d’obbligo perché per ora siamo a due righe riportate al punto 4 della Tabella III ( 1/13) del Documento programmatico di Bilancio 2020. Ciò anche per programmare i lavori – continua Carla Tomasi – che scaturiranno da questo bonus, che naturalmente deve essere armonizzato con quelli relativi ad efficienza energetica e sismica. Qualcuno li rimanderà nell’attesa, ma ben di più potrebbero essere coloro che ne inizieranno di nuovi in virtù di questa misura.”

E’ insomma importante poterne valutare gli aspetti di dettaglio, magari già nel decreto fiscale.

Per quanto riguarda i settori rappresentati da Finco, oltre alla Filiera dei Beni culturali, sono possibili importanti impulsi nei settori dell’efficienza energetica in particolare degli infissi e delle schermature solari.

“Non possiamo, quindi, che guardare complessivamente con favore a questa iniziativa e del resto non potrebbe essere altrimenti perché sono agli atti le lettere in tal senso inviate all’allora (ed ora di nuovo) Ministro dei Beni culturali Franceschini ed è ancora registrato l’intervento con questa proposta di Innocenzo Cipolletta, membro del Comitato consultivo della nostra Federazione, in occasione del Convegno per il ventennale FINCO nel 2015 a Milano.

Riteniamo molto positivo che il Ministro Franceschini appena “rientrato” nel ruolo si sia speso per questa misura in attesa – per quanto concerne più da vicino il suo Dicastero – del piano di finanziamenti per la manutenzione, la conservazione ed il restauro dei Beni culturali tutelati – conclude Carla Tomasi”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.