Prove sclerometriche: cosa sono e come si eseguono

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Cosa sono le prove sclerometriche e in cosa consistono

La prova sclerometrica è una prova non distruttiva che permette di determinare le caratteristiche di resistenza e rigidezza di un determinato materiale come calcestruzzo, muratura, roccia.

Lo sclerometro ha forma cilindrica e un’asta che fuoriesce da un’estremità ed è caricata da una molla. L’asta viene premuta sulla superficie da testare fino che non viene raggiunto il limite della corsa. In seguito la massa sbatte sull’asta e rimbalza.

La prova sclerometrica si basa sul Rebound number, ovvero sul metodo dell’indice di rimbalzo, è costituita da quattro fasi:

  1. individuare la zona di misura
  2. pulire e levigare la superficie
  3. eseguire almeno 9 battute sclerometriche
  4. calcolare la mediana dei valori degli indici di rimbalzo

La normativa

La normativa di riferimento che dà indicazioni sull’uso delle prove sclerometiche per determinare la rigidezza  e la resistenza di un materiale è la UNI EN 12504-2:2001 – che sostituisce la UNI 9189:1988.

Al punto 1 nota 2 della norma si legge che il metodo ha lo scopo di determinare la resistenza alla compressione del calcestruzzo ma può essere usato anche per stimare la resistenza in sito in modo da capire quali sono le zone strutturali in cui è presente calcestruzzo di scarsa qualità o deteriorato.

Come interpretare i risultati delle prove sclerometriche

Finita la prova sclerometrica si ottiene l’indice di rimbalzo N, si tratta di un numero intero adimensionale. L’indice rappresenta l’altezza di rimbalzo rispetto alla distanza percorsa della massa in movimento tra l’istante in cui è rilasciata e quello in cui colpisce la superficie del materiale, per esempio, del calcestruzzo.

‘’indice va corretto tenendo conto di:

  • taratura dello strumento per cui si moltiplica per il coefficiente N0/ Nt.
  • l’angolo d’azione dello strumento tramite le informazioni fornite dal fabbricante 
  • l’aumento della durezza superficiale causata dalla carbonatazione
  • eventuali temperature esterne non accettabili e/o presenza di acqua sulla superficie.

Per ciascuna zona da indagare si calcolano la mediana e il coefficiente di variazione – a  due cifre decimali – dei valori utili degli indici di rimbalzo.

Spesso, per stimare la resistenza a compressione del calcestruzzo in sito riducendo al minimo le indagini distruttive si usa il metodo SonReb.

Il metodo Sonreb consiste nella combinazione dei risultati di due prove non distruttive, quella con lo sclerometro e quella ultrasonica,: l‘indice di rimbalzo della prova sclerometrica, detto REBound, e la velocità delle onde ultrasoniche, detta SONic.

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