RCK: calcestruzzo e sue caratteristiche di resistenza

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Cosa si intende per RCK

Il calcestruzzo è un materiale ampiamente utilizzato in edilizia. Conosciuto anche come CLS, si tratta di un conglomerato artificiale composto da acqua, cemento, ghiaia, sabbia e additivi minerali o chimici. In seguito all’idratazione del cemento, il calcestruzzo fresco segue un processo di indurimento, anche chiamato “presa”, che va a formare un materiale da costruzione estremamente resistente alla compressione, con scarse resistenze a trazione e flessione. Una delle caratteristiche per le quali viene scelto il calcestruzzo riguarda proprio la resistenza a compressione, molto difficile da trovare in altri materiali.

Calcolo della resistenza a compressione

La misurazione della resistenza a compressione del calcestruzzo avviene per mezzo di presse di carico su specifici provini, cilindrici o cubici, a 28-30 giorni dal prelievo, mantenuti in un ambiente protetto, in accordo con la norma UNI-EN 12390-2.

L’RCK è quindi il rapporto tra il carico applicato e l’area della sezione resistente dei provini. Le presse di carico vanno a misurare la resistenza allo schiacciamento dei provini fino a quando non avviene il loro cedimento.

In base alle caratteristiche espresse dal materiale analizzato possiamo trovarci davanti a diverse classificazioni del materiale, dal calcestruzzo normale a quello speciale, come ad esempio il Calcestruzzo fibrorinforzato.

Classi di resistenza del calcestruzzo

Il calcestruzzo deve essere classificato in base alla sua resistenza a compressione, così come previsto dalla norma UNI EN 206-1. A livello statistico la resistenza che possiamo attenderci non può essere superiore al 5% dei risultati di tutti i valori delle resistenze verificate nei diversi campioni.

Il risultato è dato da due classificazioni:

  1. resistenza caratteristica cilindrica fck,cyl (indicata anche con fck): con una resistenza caratteristica a compressione a 28-30 giorni di cilindri di altezza 300 mm e diametro 150 mm;
  2. resistenza caratteristica cubica fck,cube (indicata anche con Rck): con una resistenza caratteristica a compressione a 28-30 giorni di cubi di 150 mm di lato.

In base alle prove sclerometriche possiamo quindi definire una tabella con le diverse classi di resistenza a compressione, relative al calcestruzzo normale e pesante.

Classe di resistenza a compressioneResistenza caratteristica cilindrica minima
fck,cyl  [N/mm2]
 
Resistenza caratteristica cubica minima
fck,cube  [N/mm2]
C8/10810
C12/151215
C16/201620
C20/252025
C25/302530
C28/352835
C30/373037
C35/453545
C40/454045
C45/554555
C50/605060
C55/675567
C60/756075
C70/857085
C80/958095
C90/10590105
C100/115100115

Come scegliere la classe giusta?

La scelta della classe è strettamente connessa all’uso che se ne deve fare. Ogni classe presenta caratteristiche diverse che si prestano a tipologie di elementi strutturali e specifiche tecnologie di getto e compattazione.

  • La classe S1 è usata prevalentemente nella prefabbricazione, nello specifico in caso di manufatti ottenuti per estrusione. In alcuni casi viene usata nei misti cementati messi in opera con vibro-finitrice. Il calcestruzzo classe S1 non è pompabile e necessita una vibrazione potente e prolungata tipica della produzione in stabilimento.
  • La classe S2 viene usata nella prefabbricazione, in quanto non è pompabile, e ha bisogno di una vibrazione potente e prolungata per la posa. Nei cantieri stradali che utilizzano solitamente il calcestruzzo preconfezionato, la classe S2 viene usata con l’ausilio di macchine vibro-finitrici per realizzare pavimentazioni stradali.
  • La classe S3 è utile nella realizzazione di getti in pendenza come scivoli, falde dei tetti, scale e superfici poco armate. Per la sua messa in opera è necessario usare un laser screed. Inoltre, la classe S3 si pompa con difficoltà e richiede una vibrazione accurata e prolungata.
  • La classe S4 consente di eseguire strutture verticali non molto armate, come nel caso di pilastri e muri, gettate tramite l’utilizzo della pompa. Può essere usata anche per strutture orizzontali, gettate a canala, come plinti, solette, pavimenti e platee. La vibrazione in questo caso è agevole ma occorre sempre molta attenzione. La classe S4 viene usata anche in caso di casseri rampanti per eseguire vasche, pile di viadotti, vasche, sili e ciminiere.
  • La classe S5 è la più comune nei cantieri in quanto consente di eseguire i getti più frequenti che possono essere così realizzati quasi esclusivamente con l’uso di una pompa. Inoltre si presta bene ai getti di sviluppo orizzontali con pendenze modeste o nulle, come ad esempio nel caso di solai, travi, solette, plinti, pavimenti, platee e molto altro.

In cantiere la classe S5 è quella più utilizzata, anche se non viene riportata nel documento d’accompagnamento del calcestruzzo (bolla). È importante ricordare che la norma UNI EN 206-1 non prevede per la classe di consistenza S5 il limite superiore.

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