Contabilizzazione del calore: obbligo e come funziona?

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Il D.Lgs 102/2014, modificato poi dal D.Lgs 141/2016, ha introdotto importanti obblighi circa la contabilizzazione del calore per gli impianti centralizzati e la ripartizione delle spese di condominio. Quest’ultima dovrà effettuarsi mediante la norma UNI 10200.

Cosa è cambiato rispetto al passato?

Fino a qualche anno fa la suddivisione dei consumi in condominio veniva calcolata in base a criteri uniformi per tutti. Venivano usati metodi semplici e di facile applicazione ma che spesso erano distanti dai reali consumi di ogni condomino.

Per lungo tempo si è chiesta una maggiore trasparenza e coerenza in merito ma la risposta è stata l’installazione di un impianto di riscaldamento autonomo in ogni appartamento. Questo comporta una maggiore autonomia sia per quanto riguarda i tempi di accensione e sia nei confronti della temperatura. In questo modo però si va a perdere nei costi di manutenzione e di sicurezza degli impianti.

L’unica risposta accettabile è la contabilizzazione individuale per preservare l’autonomia dell’impianto, del suo utilizzo, della sicurezza e che renda più facile la manutenzione a livello centralizzato.

Il risultato è che ogni condomino paga solo il calore che realmente ha consumato, proprio come accade per l’energia elettrica. Questo avviene grazie all’abbinamento con la termoregolazione, con numerosi vantaggi per i singoli.

I vantaggi della contabilizzazione del calore

Possiamo evidenziare almeno tre vantaggi di questo sistema:

  1. secondo le statistiche degli impianti in uso, possiamo riconoscere fino al 15-25% di risparmio per l’intero condominio, con ulteriori benefici in base all’utilizzo del singolo impianto di riscaldamento;
  2. i risparmi energetici si trasformano in costi di riscaldamento inferiori ed emissioni di sostanze inquinanti in atmosfera ridotte;
  3. ogni condomino paga per ciò che consuma e l’impianto viene usato solo quando e quanto serve, senza sprechi e mantenendo i vantaggi di efficienza energetica dell’impianto centralizzato.

Adeguarsi alla normativa: chi sono i soggetti interessati?

Ai condomini che hanno una caldaia centralizzata con un impianto di distribuzione verticale e costruito fino agli anni ’80 è richiesto di intervenire con una contabilizzazione indiretta. Ovvero, grazie all’uso di ripartitori di calore che consentono di misurare indirettamente il consumo del termosifone con un calcolo della media tra la temperatura superficiale del termosifone e quella dell’ambiente.

Anche i condomini con distribuzione ad anello, costruiti a partire dagli anni ’90 è richiesto l’adeguamento in base a quanto descritto dalla normativa.

Conoscere la contabilizzazione del calore è essenziale per ogni amministratore di condominio. Ecco perché è importante seguire periodicamente corsi di aggiornamento per restare sempre al passo sulle novità introdotte. Vuoi saperne di più sui corsi di Unione Professionisti? Visita la sezione dedicata ai corsi di formazione!

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