Il Fascicolo del fabbricato serve davvero alla sicurezza delle nostre case?

Per Confabitare il fascicolo del fabbricato è uno utile strumento per prevenire il sisma più che prevederlo mentre per Fiaip si rischia di caricare i cittadini di nuove “ ODIOSE GABELLE “

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Troppe emergenze e troppa poca prevenzione. Così secondo Confabitare si può sintetizzare il gioco delle responsabilità cui ormai, in Italia, ci siamo abituati e che produce il disastro culturale dell’allarme a tutti i costi e successivo scaricabarile delle responsabilità e finale caccia al colpevole nelle aule del Tribunale. Da una indagine Aitec, Istat e Ingv risultano più di 16 milioni le case italiane costruite prima del 1971 (anno in cui è nata la prima legge che istituiva l’obbligo di depositare i calcoli a firma di un ingegnere), delle quali ben 5,3 milioni sorgono in zona 3 (terremoti di media intensità) e più di 760.000 in zona 4 (terremoti di forte intensità).

“Si aggiunga – secondo recenti dati Istat – che negli ultimi 40 anni lo Stato Italiano ha speso 145 miliardi per la ricostruzione, ovvero 3,5 miliardi all’anno. Se queste rilevanti cifre fossero state spese per opere di prevenzione avremmo sicuramente evitato molti disastri, oltre a possedere un patrimonio edilizio maggiormente rispondente alla normativa. Occorre infatti sapere che non esiste alcuna norma che obblighi ad uniformare alle leggi antisismiche il patrimonio edilizio esistente. L’obbligo di adeguare la vecchia casa esiste solo in caso di ristrutturazione “pesante” e in altri pochi casi (ad esempio in caso di sopraelevazione del fabbricato come nella vicenda della palazzina crollata pochi giorni fa a Casamicciola sull’isola di Ischia).”

Per Confabitare occorre proteggere la vita dei cittadini e le tragedie che hanno appena colpito il nostro territorio devono essere un monito per tutti e l’obbligatorietà di un “tagliando” decennale dei fabbricati che ne certifichi le condizioni statiche e di sicurezza è diventata una esigenza non più rimandabile. I proprietari di ogni abitazione hanno, oltre alle responsabilità, anche il diritto di conoscere lo stato di salute della propria casa.

“Non si comprende infatti perché per il bene auto sia obbligatorio eseguire tagliandi per verificarne la sicurezza mentre il bene casa sia considerato di durata infinita senza alcuna esigenza di tagliandi obbligatori -ha dichiarato Confabitare in una nota stampa pubblica – purtroppo siamo tutti rimasti scioccati dalle scene di devastazione che ci hanno fatto vedere i vari telegiornali, e tutti abbiamo potuto renderci conto che le nostre case possono essere estremamente vulnerabili. Si consideri a titolo di esempio che per gli edifici in muratura di remota costruzione spesso mancano collegamenti efficaci fra le varie parti della struttura, come – sempre a titolo di esempio – spesso i tetti sono solamente appoggiati sulla parte superiore del fabbricato.

Per Confabitare, in conclusione, il Fascicolo del Fabbricato deve essere lo strumento attraverso il quale monitorare lo stato di conservazione del patrimonio edilizio, finalizzato ad individuare le situazioni di rischio ed a programmare gli interventi di manutenzione.

Il documento sembrerebbe rispondere pienamente alle aspettative richieste in quanto contenente le caratteristiche dell’immobile e delle singole unità abitative, evidenziando eventuali modifiche strutturali e presenza di lesioni e conformità degli impianti alle norme. In caso di criticità lievi la proprietà, secondo questa proposta, potrà decidere se procedere ad esami più approfonditi. In caso, viceversa, il tecnico accerti un rischio che possa mettere a repentaglio la vita delle persone, egli dovrà informare i Vigili del Fuoco.

Grazie al Fascicolo del Fabbricato si potrebbe realizzare una mappatura dell’esistente, per capire come intervenire, il tutto accompagnato da una decisa politica di defiscalizzazione per incentivare gli interventi di messa in sicurezza e di adeguamento.

Di segno diametralmente opposto invece le dichiarazioni rilasciata dalla FIAIP “ ancora una volta subito dopo un evento calamitoso si ricercano facili soluzioni a spese dei cittadini. L’evento luttuoso che ha colpito l’isola di Ischia deve invece farci riflettere sulle responsabilità delle amministrazioni locali, che permettono ancora oggi, il perpetrarsi dell’abusivismo edilizio”.

A dichiararlo è il Presidente Nazionale Fiaip Paolo Righi che sostiene che “siamo un Paese con migliaia di leggi sull’edilizia che però non vengono fatte rispettare, la causa è da ricercare nel bisogno di un consenso “facile” da parte della politica”.

“Non si evitano e non si eviteranno – ribadisce la Fiaip – disgrazie di questo tipo introducendo il ” fascicolo del fabbricato”, l’unica soluzione per evitare ulteriori sventure è quella di effettuare controlli mirati sugli edifici da parte delle pubbliche amministrazioni. Le amministrazioni dispongono di tutti gli strumenti per individuare gli immobili a rischio sismico, è quindi giunto il momento che “gli eletti” si assumano le loro responsabilità senza ricercare scorciatoie inutili a carico dei loro amministrati.”

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.