Classificazione sismica degli edifici: linee guida e obbligo di certificazione

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Cos’è la classificazione sismica

La classificazione sismica serve a cercare di ridurre gli effetti del terremoto. La divisione dell’Italia in classi sismiche è stata fatta in base in base all’intensità e frequenza dei terremoti del passato in modo da poter applicare norme speciali norme per le costruzioni a seconda della zona sismica di appartenenza.

Ad oggi le classi sismiche italiane sono quattro e sono:

  • Zona 1 – la zona più pericolosa. perché è alta la probabilità che capiti un forte terremoto
  • Zona 2 – zona in cui sono possibili forti terremoti
  • Zona 3 – i forti terremoti sono meno probabili in questa zona
  • Zona 4 – la zona meno pericolosa perché la probabilità che si abbia un terremoto è molto bassa.

Le linee guida

Con il  il decreto n. 58 del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti – poi modificato all’articolo 3 dal DM 7 marzo 2017 n. 65 – sono state stabilite le Linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni.

Nelle linee guida vengono individuate otto classi di rischio sismico – A+, A, B, C, D, E, F, e G – per l’associazione di un edificio a una determinata classe, tenendo conto sia della sicurezza sia degli aspetti economici.

Vengono inoltre previsti due metodi per la classificazione, tra cui quello “semplificato”, e la indicazioni per progettare interventi che riducono il rischio di una o più classi.

Il legame con il Sismabonus

Le linee guida per la classificazione sismica sono state necessarie per far partire il cosiddetto Sismabonus, un nuovo incentivo fiscale che dal 2017 ha permesso di risparmiare sugli interventi di valutazione e prevenzione del rischio sismico degli edifici.

L’incentivo è stato introdotto dalla Legge di Stabilità 2017 che ha previsto:

  • l’estensione alle zone sismiche 1, 2 e 3
  • una durata dell’incentivo di 5 anni
  • la detrazione in 5 anni anziché 10, come avviene per il bonus ristrutturazioni, per le spese effettuate tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2021.

Si può accedere alle detrazioni per interventi che riguardano abitazioni, seconde case e attività produttive. A seconda dell’efficacia dell’intervento le detrazioni possono aumentare, ovvero passare dal 50 all’85%.

La certificazione sismica

Il Certificato di Classificazione sismica è un documento tramite cui un tecnico abilitato valuta e assevera il rischio sismico a cui è sottoposto un edificio. Può essere espresso in percentuale di uno dei due parametri chiave: IS-V o PAM:

  • PAM è la Perdita Annuale Media attesa e considera le perdite economiche dovute a danni agli elementi strutturali e non, e riferite al costo di ricostruzione CR dell’edificio senza contenuto
  • IS‐V è l’indice di sicurezza della struttura, anche conosciuto tra i tecnici come Indice di Rischio.

Il costo della certificazione è a carico del proprietario dell’edificio singolo o del condominio. La certificazione sismica è obbligatoria per gli edifici nuovi, quelli su cui vengono fatti interventi di adeguamento, e per gli edifici esistenti che vogliono accedere agli incentivi.

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