Fatturazione elettronica 2021: come funziona, obblighi, esoneri

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A partire dal gennaio 2019 l’obbligo della fatturazione elettronica è valido per una buona fetta dei professionisti, fatta eccezione per alcune categorie esonerate. Ormai la fattura cartacea a cui tutti siamo abituati non ha più valore e i professionisti che non si adeguano alle nuove disposizioni vanno incontro a sanzioni.

Inoltre, da dicembre 2021 l’Unione Europea ha confermato la richiesta da parte del Governo italiano sulla proroga di questo obbligo fino al 2024, richiedendo l’estensione dell’obbligo anche ai soggetti in regime forfettario.

Differenze tra la fattura elettronica e quella cartacea

La fattura elettronica, come si può intendere dal nome, è una fattura in formato digitale che rispetta standard ben precisi e che comunica tramite Sistema di interscambio (SDI). Questa modalità di trasmissione, di invio e ricezione, è una delle differenze più importanti tra la fattura elettronica e quella cartacea.

Un’altra peculiarità riguarda lo strumento tramite cui viene realizzata, un dispositivo elettronico: un computer, un tablet o uno smartphone. In questo articolo del nostro blog ti parliamo di come allegare la marca da bollo in una fattura elettronica.

Ma perché si è arrivati a modificare il sistema di fatturazione? I professionisti di tutti i settori sono rimasti fortemente colpiti da queste modifiche, ma i vantaggi sono davvero rilevanti.

I pro della fatturazione elettronica

L’esordio della fattura elettronica va ricercato a livello europeo nella Direttiva 2014/55/UE del 16 aprile 2014 riguardante la fatturazione elettronica negli appalti pubblici. All’interno di questa Direttiva possiamo notare come gli obiettivi proposti sono molto simili a quelli proposti in un secondo momento dalla FatturaPA.

Da una parte troviamo la dematerializzazione dei processi delle imprese. Questo causa un generale aumento della competitività tra le aziende con benefici che vanno oltre l’efficienza degli adempimenti fiscali. Dall’altra parte troviamo un risparmio di questi stessi sistemi, un migliore contrasto dell’evasione fiscale e un controllo più semplice delle risorse disponibili per la gestione della spesa pubblica.

È importante ricorda che, contrariamente a quanto si possa pensare, il principale risparmio non riguarda i costi minori di stampa e spedizione delle fatture. A garantire un risparmio è la totale automazione e integrazione dei processi che mettono in comunicazione le diverse parti, riducendo il rischio di duplicazioni, di emissione di falsi, degli errori de pagamenti e dei tempi necessari per eseguire il pagamento. In pochi click possiamo inviare la fattura ed emettere il pagamento.

Abbiamo parlato del contrasto dell’evasione fiscale. In cosa consiste?

La fatturazione elettronica come strumento contro l’evasione fiscale

La fatturazione elettronica nasce in ambito pubblico ma la scelta di estenderla anche ai privati è dettata dalla ricerca costante di combattere l’evasione fiscale. L’Italia è il primo Paese in Europa che ha applicato l’obbligo e questo anche perché è lo Stato con un gap IVA maggiore in assoluto.

In questo modo è possibile eseguire maggiori controlli in tempo reale sulla congruità tra l’IVA dichiarata e di quella versata, consentendo così alle autorità di bloccare in poco tempo tutte le operazioni ritenute sospette.

Chi sono i soggetti esonerati?

L’obbligo di fatturazione elettronica tra privati non riguarda tutte le categorie di contribuenti titolari partita IVA. Pare che solo il 56% risulta essere coinvolto. Esistono infatti settori professionali e regimi fiscali esenti dalla fatturazione elettronica. Facciamo maggiore chiarezza.

Tra i soggetti esonerati troviamo:

  • medici, farmacie e operatori sanitari come stabilito dal Garante della Privacy (dicembre 2018);
  • società sportive dilettantistiche;
  • soggetti non residenti in Italia che effettuano o ricevono operazioni;
  • piccoli produttori agricoli.

Ricordiamo infatti che ancora oggi risultano esenti dalla fatturazione elettronica le spese sanitarie.

Tutte le altre categorie professionali dunque sono soggette all’obbligo.

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