Come si calcola il compenso del CTU?

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Il CTU (Consulente Tecnico d’Ufficio) è un consulente del tribunale che offre la sua collaborazione occupandosi delle mansioni ausiliarie del giudice. La corretta definizione della parcella risulta assai complessa e delicata per via delle numerose carenze che caratterizzano il quadro normativo di riferimento.

Oggi vogliamo fare un po’ di chiarezza in merito.

Il calcolo della parcella del CTU: cosa dice la normativa?

Gli incarichi del CTU sono volti a supportare il giudice che necessita di specifiche competenze tecniche per raggiungere una sentenza adeguata. Si tratta dunque di una figura determinante che mette in campo le proprie conoscenze per fornire una consulenza di qualità al giudice in merito a una certa causa. Questo ruolo così importante ha fatto sì che questa figura venga regolata dal punto di vista normativo.

Nello specifico abbiamo quattro norme di riferimento:

  1. Legge n.319 del 8/07/1980, modificato dall’art. 1 del D.M. 30/05/2002 che tiene in vigore solo l’articolo 4;
  2. D.P.R. n.115 del 30/05/2002 “Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia”;
  3. D.M. n.182 del 30/05/2002 “Adeguamento dei compensi spettanti ai periti, consulenti tecnici, interpreti e traduttori per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale”;
  4. Allegato al D.M. n.182 del 30/05/2002 “Tabelle contenenti la misura degli onorari fissi e di quelli variabili dei periti e dei consulenti tecnici, per le operazioni eseguite su disposizione dell’autorità giudiziaria in materia civile e penale”.

All’interno di ciascun articolo troviamo i riferimenti che ci consentono di determinare il compenso adeguato per il CTU.

Quali sono le criticità che incontriamo?

Per certi versi il processo civile telematico ha permesso una miglioria nei tempi necessari per numerose operazioni di cancelleria, aggiornando anche i criteri che definiscono la parcella del CTU. La misura del compenso scaturisce da una serie di fattori incerti che sono difficili da individuare nella tabella di riferimento, senza contare le difficoltà scaturite dalla discrezionalità dello stesso giudice.

Inoltre, sono presenti problemi che riguardano l’obsolescenza della tariffa oraria, considerata inappropriata per il ruolo e le responsabilità a carico di questa figura.

Un’altra criticità riguarda invece i pagamenti che spesso seguono tempi molto lunghi e sempre più difficili da ottenere, soprattutto quando entrano in gioco i privati.

Quali sono i criteri per il compenso

Secondo l’art.49 del D.P.R. 115/2002, è previsto un compenso per gli ausiliari del Magistrato per le prestazioni esercitate, caratterizzato da:

  • onorario;
  • rimborso delle spese di viaggio;
  • indennità di viaggio e di soggiorno
  • spese sostenute per portare a compimento l’incarico.

Come detto, la misura degli onorari è demandata, dal Testo Unico con l’art. 50, alle tabelle allegate al D.M. 30/05/2002.

Queste compensazioni considerano anche gli oneri fissi, per quegli incarichi con un grado di difficoltà e di impegno tale per cui è più semplice stabilire a priori la misura esatta del compenso. Nei casi in cui non è possibile farlo, le tabelle prevedono criteri di liquidazione variabili.

Esiste poi una distinzione tra oneri variabili a percentuale, calcolati sulla somma ammessa, sulla somma liquidata, sull’importo stimato e sull’entità del danno, e oneri variabili a tempo, determinati invece tramite il sistema delle vacazioni. Nello specifico, la vacazione equivale a un periodo di due ore, il cui compenso è di 14,68 € per la prima e di 8,15 € per le ore successive.

L’onorario per la vacazione non si divide che per metà, trascorsa 1 ora e 15 minuti è dovuta interamente. Inoltre, il giudice non può liquidare più di quattro vacazioni al giorno per ciascun incarico.

Esempio del calcolo in caso di oneri variabili a tempo

Ecco un esempio del calcolo delle vacazioni:

AttivitàDurataN° di vacazioni
Giuramento presso il tribunale2 ore e 35 minuti1,5
Primo accesso ai luoghi di causa1 ora e 15 minuti1
Accesso gli atti in Comune50 minuti0,5
Ritiro documenti in Catasto25 minuti0,5
Secondo accesso ai luoghi di causa3 ore e 15 minuti1,5
N° 10 sessioni di 5 ore per redazione perizia50 ore25
Deposito perizia:0,5
Totale vacazioni:30,5
Totale: 14,68 € x 1 vacazione + 8,15 € per 29,5 vacazioni =255,10€

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