Il Software Docfa, il programma del catasto italiano

Architetti, Ingegneri, Geometri, Periti: in questi ultimi vent’anni, tutti si sono dovuti confrontare con il software catastale Docfa

Corso Docfa

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Il software Docfa, acronimo di documenti catasto fabbricati, è un programma informatico elaborato oramai venti anni fa dall’Agenzia del Territorio che consente l’iscrizione e l’aggiornamento catastale delle unità immobiliari urbane.

Il pacchetto software sul catasto dei fabbricati (Aggiornamento Catasto Fabbricati) è stato realizzato sulla base dell’allora Nuova Normativa Catastale ad opera del team informatico Sogei, una società specializzata in Information Technology totalmente interna al Ministero del Economia e delle Finanze.

L’idea era quella di avere un software moderno e funzionale da poter fornire gratuitamente agli ordini professionali quali ; gli agrotecnici, gli architetti, l’ordine nazionale dei dottori Agronomi e Forestali, i geometri, gli ingegneri, i Perito Agrari e edili, allo scopo di rendere più agevole la compilazione delle domande di accatastamento e le denunce di variazione da fornire agli uffici provinciali competenti.

Dal mese di novembre 2013, è utilizzabile l’ultima versione aggiornata del software, denominata 4.00.2 che è andata a soppiantare la versione 4.0 entrata in attività appena 4 anni prima

Come si struttura e come utilizza il software Docfa?

Innanzitutto dobbiamo specificare che il programma della Sogei può essere utilizzato solo da un professionista abilitato che abbia ricevuto l’incarico dal proprietario dell’immobile.

Andando ad esaminare invece la struttura del software, troviamo prima di tutto una sezione tecnico-descrittiva, attraverso cui è possibile esaminare le caratteristiche generali e particolari dell’unità immobiliare, e poi una parte grafica in cui l’unita catastale in esame viene rappresentata nella sua planimetria.

Una volta svolta la pratica, l’aggiornamento della banca dati catastale risulta essere contestuale alla presentazione della stessa. La rendita catastale indicata nel documento dal professionista incaricato, è una rendita proposta, che viene valutata dall’Agenzia del Territorio entro un anno dalla data dei presentazione, divenendo poi definitiva.

Dopo la valutazione se l’Agenzia del Territorio ravvisa delle rettifiche da eseguire ha l’obbligo di allertare immediatamente il proprietario dell’immobile.

Quando è necessario presentare un documento redatto con software Docfa?

La redazione di un documento con il software in esame risulta assolutamente necessaria quando si tratti di:

  • realizzare unità immobiliari da iscrivere ex-novo in catasto (nuove costruzioni)

  • variazioni dello stato di fatto delle unità immobiliari già iscritte

Oltre a questi due casi esiste una ulteriore tipologia di costruzioni, catastalmente definita come unità afferenti, che risulta essere costituita dalle costruzioni comprese in un immobile, sfuggite all’accatastamento originario ovvero realizzate in epoca successiva per le quali è necessario provvedere alla dichiarazione in catasto.

Ma vediamo adesso nel dettaglio, il caso che forse genera più dubbi tra i tecnici specializzati nelle pratiche da redigere utilizzando il software Docfa, quello relativo alle variazioni catastali.

I motivi per cui è necessario redigere una variazione catastale possono infatti essere molteplici:

  • divisione, da eseguirsi quando l’unità immobiliare è oggetto di frazionamento e genera due o più porzioni, ciascuna delle quali presenta le caratteristiche proprie delle classiche unità immobiliari;

  • fusione, da utilizzare esclusivamente quando due o più unità di qualsiasi categoria e partita speciale vengono fuse in una sola unità;

  • ampliamento, da utilizzare nei casi in cui vi è un aumento di superficie e/o volumetria dell’unità (in questo caso si può parlare sia di un ampliamento che modifica la sagoma in pianta dell’unità immobiliare originaria e comporta quindi un aggiornamento della cartografia, oppure si può verificare nel caso di un ampliamento interno alla sagoma del fabbricato, e in questo caso non sarà necessaria la presentazione del Tipo Mappale)

  • variazioni catastali- demolizione totale, nei casi in cui si interviene per demolire totalmente la consistenza del fabbricato e farne derivare un’area urbana;

  • demolizione parziale, da utilizzare quando viene demolita parte della consistenza dell’unità originaria;

  • diversa distribuzione spazi interni, nel caso di spostamenti di tramezzi divisori, porte di collegamento e comunque per quelle variazioni che non comportano cambiamenti della muratura perimetrale dell’unità immobiliare (realizzazione di soppalchi o balconi a sbalzo)

  • ristrutturazione, in caso di miglioramento qualitativo apportato all’unità immobiliare

  • frazionamento e fusione, nei casi in cui vengano soppresse minimo 2 unità e costituite almeno altre 2, indipendentemente da categorie e partite speciali di appartenenza.

La variazione della destinazione del singolo vano invece, da ufficio ad archivio ad esempio, non comporta di norma l’aggiornamento della planimetria; ma nel caso dovesse rendersi necessaria la presentazione della denuncia di variazione, sicuramente rientrerebbe nella tipologia delle diverse distribuzioni degli spazi interni.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.