Mitigazione Rischio Idrogeologico: mai più immobili vicino ai corsi d’acqua

Mitigazione rischio idrogeologico. Tolleranza zero in Lombardia. Nessuno potrà più costruire edifici in terreni prossimi ai corsi d'acqua.

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La Lombardia ha deciso di imprimere una decisa svolta alla sua politica di Mitigazione Rischio Idrogeologico. L’annuncio, “mai più case costruite vicino ad un corso d’acqua”, è uno dei principi normativi più importanti contenuti nella nuova legge. A dichiararlo è stato lo stesso assessore al Territorio, Urbanistica e Difesa del Suolo della Regione Lombardia Viviana Beccalossi, commentando l’approvazione da parte del Consiglio regionale della Legge sulla Difesa del suolo.

 “Questo provvedimento” ha affermato Viviana Beccalossi “assieme alla Legge sul Consumo di suolo, rappresenta una scelta responsabile e innovativa per tutelare i cittadini e le attività economiche con iniziative capaci di mettere in sicurezza il territorio o quantomeno di intervenire sulla mitigazione del rischio idrogeologico”.

Quali sono le novità più importanti che vengono introdotte dalla nuove legge regionale della Regione Lombardia?

Uno dei punti principali della nuova Legge introduce il concetto di invarianza idraulica. Ossia nella realizzazione di nuove case, industrie, parcheggi o strade, ma anche, ove possibile, negli interventi di riqualificazione, non si deve peggiorare il deflusso verso i fiumi delle acque rispetto alle condizioni di partenza dell’area prima della trasformazione. Il tutto, introducendo progressivamente la realizzazione di vasche volano, pozzi filtranti, tetti verdi, superfici che aiutino l’assorbimento dell’acqua nel terreno.

 “La Legge” conclude l’assessore Beccalossi “rafforza il nostro impegno, in tema di rischio idrogeologico, come dimostrano gli oltre 100 milioni di euro spesi dal bilancio regionale dal momento dell’insediamento di questa Giunta per opere di manutenzione e difesa da frane e alluvioni”.

Il dissesto idrogeologico oggi in Italia. La politica di mitigazione rischio idrogeologico in Italia

Il dissesto idrogeologico è un problema estremamente diffuso sul territorio nazionale. Le calamità naturali che si verificano con maggiore frequenza sono infatti frane e alluvioni. Negli ultimi quaranta anni si sono verificati molti eventi di dissesto idrogeologico che hanno avuto effetti catastrofici. Tra i principali si ricordano quelli di Firenze (1966), Genova (1970), Ancona (1982), Val di Fiemme (1985), Valtellina (1987), Piemonte (1994), Versilia (1996), Sarno (1998), Soverato (2000), NordOvest dell’Italia (2000), Valbruna (2003), Varenna, Nocera Inferiore (2005), Cassano delle Murge (2005), Ischia (2006), Vibo Valentia (2006), Messina (2009), Laces (2010). La crescente incidenza degli eventi catastrofici corrisponde ad un progressivo aumento del rischio idrogeologico legato all’aumento del territorio antropizzato e all’espansione del tessuto urbano spesso in aree instabili che ha interessato il territorio nazionale a partire dal dopoguerra.

Ma è soltanto a seguito dell’evento catastrofico di Sarno (1998) che si consolida l’esigenza di avere un quadro completo ed omogeneo sulla distribuzione delle frane sul territorio nazionale.

Dopo la tragedia di Sarno, viene avviato dall’ISPRA e dalle Province Autonome il progetto IFFI (Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia) che fornisce un quadro dettagliato sui fenomeni franosi nel territorio della Repubblica. Attraverso questo progetto sono state censite circa 470.000 frane che interessano un territorio pari a 20.000 kmq, il 6% del territorio nazionale (dicembre 2006).

L’inventario si basa sulla ricerca di dati storici e d’archivio, sulla fotointerpretazione e sul rilevamento di campagna. Sulla base di queste fonti emerge che il 12% degli eventi (56.648 frane) ha prodotto danni a cose e/o persone.

Quale Regione risulta più colpita dal rischio idrogeologico? In quale Regione sono quindi più necessarie politiche di mitigazione rischio idrogeologico che mettano fine alle tragedie?

Dalle frane censite emerge che la regione maggiormente colpita dal fenomeno franoso è la Lombardia in cui ricadono il 28% delle frane, 130.500 circa, con una superficie in frana pari a 3.308 kmq; segue l’Emilia Romagna con il 14% delle frane, 70.000 circa, per un totale di 2.511 kmq; consistente è anche il numero di frane che ricadono nelle Marche, 42.522 circa il 9% del totale, pari a una superficie di frana di 1.882 kmq. Il restante 50% circa degli eventi si distribuisce tra le altre regioni.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.