Legalità nel settore delle costruzioni: le proposte dei sindacati al convegno romano

Favorire e a sostenere una cultura della legalità e della sicurezza nel settore delle costruzioni come fattore prioritario per lo sviluppo economico e sociale del Paese

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Si è tenuto a Roma, presso il Centro Congressi Frentani, il Convegno Nazionale organizzato dai sindacati di categoria Feneal Filca Fillea “Legalità: una priorità per il settore delle costruzioni e per l’intero sistema Paese.” Al centro la richiesta di un intervento robusto e un’azione congiunta contro l’illegalità e le infiltrazioni mafiose, a sostegno dell’economia legale e della corretta competizione delle imprese e per la promozione ed il risanamento produttivo ed occupazionale delle aziende confiscate alla mafia. All’iniziativa erano presenti diversi i relatori istituzionali fra cui l’On. F. Bubbico, Vice Ministro degli Interni, il Prefetto E. M. Sodano Direttore ANBSC (Agenzia Nazionale Beni Sequestrati), il Prefetto A. Trovato Direttore Struttura di Missione Antimafia per il Sisma 2016 e il Dott. Paolo Pennesi Direttore INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro).

Sono, inoltre, intervenuti diversi delegati aziendali che hanno parlato delle loro esperienze. Nel corso dei lavori presieduti da Scelfo (Filca Cisl), introdotti dalla relazione unitaria di Gorla (Fillea Cgil) e conclusi dall’intervento di Panzarella (FenealUil), i sindacati hanno presentato un documento che raccoglie una serie di proposte volte a favorire e a sostenere una cultura della legalità e della sicurezza nel settore delle costruzioni come fattore prioritario per lo sviluppo economico e sociale del Paese. “Il fenomeno della criminalità e dell’illegalità – affermano, ricordando che nell’economia del nostro Paese esso rappresenta il 27% del Pil, – costituisce un problema globale che va affrontato con azioni integrate per arginare e contrastare le attività illecite e questo, in primo luogo, privando le mafie dei loro patrimoni e restituendoli sani e legali alla collettività. Trasformare l’azienda mafiosa in impresa legale e produttiva, trasparente, che sappia produrre lavoro vero e pulito e valori sociali costituzionalmente garantiti, – proseguono – è un obiettivo molto difficile, ma non impossibile. Non si dimentichino i buoni risultati ottenuti attraverso l’azione sindacale di contrasto ai fenomeni criminali ed alla illegalità che in tanti anni ha permesso di creare regole e strumenti per favorire la regolarità nei cantieri: Durc e white list antimafia ad esempio. Ma ciò non basta – spiegano – come risulta anche dal continuo aumento delle aziende sequestrate prima e confiscate poi e che molto spesso falliscono lasciando senza lavoro migliaia di lavoratori.”

Per i sindacati “serve agire subito ed in concreto prevedendo opportune forme di ammortizzatori sociali per i lavoratori delle aziende sequestrate e pensando ad ulteriori misure di contrasto e prevenzione alle infiltrazioni mafiose nel tessuto economico produttivo del paese, estendendo, ad esempio, i protocolli di legalità a tutte le opere pubbliche, istituendo presso le prefetture tavoli provinciali permanenti di monitoraggio, attraverso rating di legalità come strumento di agevolazione e premialità nell’accesso agli appalti pubblici.”

Tra le proposte presentate, inoltre, vi è la Costituzione di un tavolo Istituzionale Nazionale per il loro monitoraggio e l’istituzione di una Banca Dati e dell’Ufficio Attività produttive e sindacali presso l’ANBSC per affrontare le criticità relative alle aziende confiscate e garantire il massimo livello di trasparenza delle informazioni, la destinazione a fini sociali dei beni confiscati, la costituzione di una specifica white list di manager per la gestione industriale ed economica delle imprese sequestrate e confiscate ed il rafforzamento degli interventi sui flussi di manodopera.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.