Innovazione in edilizia: come sarà il nuovo cantiere edile

Il Sole 24 Ore con un approfondimento pubblicato pochi giorni spiega come cambierà il volto del cantiere edile del futuro.

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L’elettronica e la tecnologia stanno modificando il ciclo produttivo che va dalla progettazione alla gestione dell’opera e, in particolare, stanno interessando i professionisti veri protagonisti della riuscita di questa novità. Il Sole 24 Ore con un approfondimento pubblicato pochi giorni spiega come cambierà il volto del cantiere edile del futuro.

“Perchè non parli?” Dopo Michelangelo davanti alla sua opera più rappresentativa, potrebbe capitare anche a un geometra dei nostri giorni, alla luce dell’affermata evoluzione delle metodologie di lavoro nel cantiere edile. In prima fila scorrono i materiali, più performanti e resistenti, i prodotti da costruzione di nuova generazione si sono arricchiti di funzionalità e proprietà inedite. La sfida passa soprattutto attraverso i mix compositi, frutto delle sperimentazioni dei laboratori di ricerca che stanno indagando la possibilità di sviluppare materiali iper-resistenti, iper-duraturi, iper-isolanti.

Ancor più importante si annuncia la partita che giocheranno i cosiddetti dei big data nell’organizzazione de cantiere edile del futuro: le informazioni digitali potrebbero infatti consentire la messa a punto di un catasto di nuova generazione, interrogabile in tempo reale sulla base di miriadi di parametri, da quelli più semplici (anno di costruzione di un edificio) a quelli più complessi (interventi effettuati nell’arco del tempo e su quali parti strutturali).

Senza contare la potenzialità di questa mole di informazioni per la mappatura degli edifici danneggiati in caso di sisma, con l’obiettivo di avviare immediatamente operazioni di rinforzo strutturale ed evitare ulteriori danni. Questa la frontiera che si va aprendo grazie alla connettività sempre più pervasiva e alla prossima sfida degli “oggetti” (Internet of things).

In questa prospettiva, la parola che mancò allora al Mosè sembra ora essere data agli edifici, che saranno finalmente “connessi“. E non si tratta di uno scenario di là da venire. Gli impianti di nuova generazione sfruttano già la connessione alle reti di telecomunicazioni per trasmettere informazioni quali ad esempio consumi energetici ma anche guasti e malfuzionamenti.

A confermare che ci troviamo in una dimensione superiore, ci pensano infine il BIM Building Information Modeling, il sistema che consentirà una vera e propria full immersion all’interno dei progetti per esplorarli a 360 gradi, e la conferma che sono oltre 6.600 in Italia le startup appartenenti alla categoria delle “innovative”, di cui fanno parte quelle relative al settore dell’edilizia, dell’architettura, del design e dell’immobiliare.

Continuando di questo passo, nulla più potrà sorprenderci: persino gli occhi del professionista, affidati ai droni svettano in ogni luogo e in ogni occasione, dall’Emprire State Building ai crateri del sisma, intesi a pieno titolo come gli strumenti oggi più efficaci per il monitoraggio e la diagnosi. Nulla di strano quindi se in un futuro molto prossimo i droni saranno utilizzati in massa anche all’interno dei cantieri edili.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.