Che cosa è un Autorizzazione Integrata Ambientale? Come redigere un Integrated Pollution Prevention and Control

Che cosa è un Autorizzazione Integrata Ambientale? Chi sono le industrie soggette? Quali sono le sanzioni che si rischiano nel caso di inadempienze?

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Che cosa è un autorizzazione integrata ambientale? La risposta, estremamente tecnica non può prescindere da un esame delle fonti normative che regolano la materia. Secondo l’allegato I del D.Lgs. 59/2005 infatti, un Autorizzazione Integrata Ambientale, solitamente siglata con l’acronimo A.I.A, non è altro che la traduzione italiana dell’acronimo inglese IPPC: “Integrated Pollution Prevention and Control” e riguarda la prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento proveniente da attività impattanti Un attività che presenta vari punti di contatto con le discipline VAS e VIA.

Una definizione legislativa vaga e generalista dalla quale sembrerebbe che un A.I.A sia solo un elenco di controlli e autorizzazioni riferiti all’ambito ambientale, e che non ci spiega però nel dettaglio esattamente che cosa è un autorizzazione integrata ambientale.

L’Autorizzazione Integrata Ambientale non è infatti, come si può leggere in diversi vademecum di enti pubblici, solo una semplice “somma” delle autorizzazioni ambientali che un’Azienda deve possedere (autorizzazione alle emissioni in atmosfera, allo scarico di reflui e al deposito/gestione di rifiuti giusto per citare le autorizzazioni più comuni ndr), ma è un qualcosa di più.

Un autorizzazione integrata, è più giusto definirla come un, complesso, provvedimento che mira ad autorizzare l’esercizio di un impianto o di parte di esso a determinate condizioni. Condizioni che devono garantire la conformità ai requisiti del D.Lgs. 59/2005 e s.m.i. dello stesso impianto.

Quali sono gli atti e le autorizzazioni che vengono ricomprese nel corso di una procedura di autorizzazione integrata ambientale?

La procedura di A.I.A. come già sottolineato ha lo scopo di valutare in modo integrato e complessivo gli impatti ambientali di un impianto. L’autorizzazione rilasciata sostituisce infatti ad ogni effetto ogni altro visto, nulla osta, parere o autorizzazione in materia di emissioni nell’aria, nell’acqua, nel suolo e di rifiuti, previsti dalle vigenti disposizioni di legge e dalle relative norme di attuazione.

Nel dettaglio all’interno di una procedura di autorizzazione integrata ambientale si ricomprendono le seguenti autorizzazioni:

  • autorizzazione alle emissioni in atmosfera;

  • autorizzazione allo scarico idrico in acque superficiali, sul suolo e nel sottosuolo;

  • autorizzazione allo scarico in rete fognaria;

  • autorizzazione alla realizzazione, modifica ed esercizio di impianti di smaltimento o recupero rifiuti;

  • autorizzazione allo spandimento sul suolo di liquami provenienti da insediamenti zootecnici;

  • autorizzazione all’utilizzo in agricoltura dei fanghi derivanti dal processo di depurazione.

Quali sono le attività soggette a presentare un autorizzazione integrata ambientale?

Le attività che a norma di legge devono presentare questo tipo di autorizzazione sono elencate all’interno dell’ allegato VIII alla parte seconda del D.Lgs. 152/06, e sono:

  • le attività energetiche

  • le attività di produzione e trasformazione dei metalli,

  • le attività dell’industria dei prodotti minerali,

  • le attività dell’industria chimica,

  • le attività di gestione dei rifiuti

  • alcune altre attività come le cartiere, le concerie, i macelli, gli allevamenti intensivi.

Se non si rispettano e seguono le prescrizioni previste dalla normativa sull’autorizzazione integrata ambientale quali sono le conseguenze?

La Legge prevede una sanzione amministrativa pecuniaria dai 5.000 euro a 52.000 euro, all’industria che:

  • Omette di trasmettere all’autorizzazione competente la comunicazione che obbligatoriamente deve precedere l’attuazione di quanto previsto dall’autorizzazione integrata ambientale;

  • Non comunica i dati relativi alle misurazioni delle emissioni (DATI SME);

  • Non presenta, nel termine stabilito dall’autorità’ competente, la documentazione integrativa richiesta dalle autorità competenti.Il decreto stabilisce che chiunque esercita un’attività soggetta ad AIA senza essere in possesso dell’autorizzazione è punito con la pena dell’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 2.500 euro a 26.000 euro.

Nel caso invece di colui che pur essendo in possesso dell’autorizzazione integrata ambientale non ne osserva le prescrizioni viene applicata la sola pena dell’ammenda da 5.000 euro a 26.000 euro. Per la prosecuzione dell’attività dopo l’ordine di chiusura si applica la pena dell’arresto da 6 mesi a 2 anni o ammenda da 5000 a 52000 euro.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.