Tutela del patrimonio culturale, artistico e architettonico italiano

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La tutela del patrimonio culturale, artistico e architettonico italiano è un aspetto essenziale per il nostro territorio. Ricordi i lavori di restauro che hanno interessato le cupole delle chiese di piazza del Popolo a Roma? Una volta conclusi non erano più identiche a prima. Cosa è successo? È stato un errore tecnico o una svista? Senza soffermarsi sulla débâcle tra Committente e impresa, ciò che è certo è che questo esempio ci offre spunti di riflessione sullo stato del Patrimonio artistico e culturale del nostro Paese. Pensa ad esempio anche al grosso frammento che, staccandosi da un capitello del soffitto della Basilica di Santa Croce a Firenze, ha provocato la morte di un turista spagnolo.

Questi episodi riflettono il tema dell’incuria nazionale e ci obbligano a concentrare la nostra attenzione sulla necessità di intervenire tempestivamente con opere di restauro architettonico e risanamento conservativo per preservare l’enorme eredità culturale del nostro Paese.

La tutela e salvaguardia del patrimonio artistico, bene comune dell’umanità, grazie al ricorso a soluzioni tecnologiche innovative e a nuovi modelli di sviluppo in grado di preservare il patrimonio comune dell’umanità, devono trovare spazio per il dialogo e non solo. Non possiamo più stare a guardare, dobbiamo agire, salvaguardare e mettere in sicurezza il patrimonio storico e architettonico che caratterizza il nostro territorio.

Conservazione programmata dei beni architettonici

Una delle sfide più grandi per la tutela innovativa del patrimonio architettonico è data dall’adozione dei piani di conservazione programmata degli interventi sugli interventi. Questa gestione si pone come alternativa al restauro, o diventa complementare in alcuni casi, e ci consente di fare prevenzione sugli edifici per impedire ed evitare il degrado totale.

Molto spesso infatti, nel nostro territorio manca la cultura alla prevenzione. Aspettiamo che i frammenti del soffitto di una delle basiliche più belle d’Italia cada giù, causando la morte di una persona, invece di eseguire costanti opere di manutenzione per prevenire queste terribili situazioni.

È bene ricordare che il piano di manutenzione programmata è una pratica introdotta con la Legge Merloni nel 1994 (legge n.109/1994). Successivamente poi, nel 1995 fu istituita anche una sottocommissione UNI con lo scopo di dedicarsi alla Manutenzione del Patrimonio Immobiliare con l’avvio di norme guida in materia di documentazione tecnica e manualistica.

Per comprendere quanto siamo indietro in Italia sull’emanazione di una Legge per l’Architettura basti pensare che la legge in materia emanata in Francia ha superato di gran lunga il 40° anniversario. Alcune regioni, come il Veneto, la Toscana, le Marche e la Campania, si sono organizzate in modo indipendente e hanno promosso una legge regionale con l’obiettivo di garantire la qualità architettonica del patrimonio artistico italiano.

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