Tariffe professionali minime e la qualità della prestazione

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Abrogazione delle tariffe professionali

Nel 2006 il Decreto Bersani – Legge n. 248 del 2006 -, ha abrogato le leggi che stabilivano l’obbligatorietà dei minimi tariffari

Sotto il governo Monti, con l’art. 9 del D.L. n. 1/2012, c’è stata l’abrogazione definitiva delle tariffe delle professioni:

  • sono stati abrogati anche i massimi tariffari
  • è stata introdotta la cosiddetta liberalizzazione delle tariffe professionali. Il professionista può liberamente stabilire qualsiasi compenso con il cliente, a patto che questo sia adeguato all’importanza dell’opera.

Senza i riferimenti per stabilire la proporzionalità tra lavoro e costo in base importanza dell’opera diventa più difficile per i professionisti stabilire un prezzo giusto

Alcune conseguenze dell’abrogazione

Ciò ha portato a irregolarità nella tariffe minime di architetti e ingegneri. Ne è stato un esempio la vendita online di APE – Attestato di Prestazione Energetica – a prezzi stracciati. Prezzi che non tengono conto del lavoro necessario per l’elaborazione.

La mancanza di tariffe minime stabilite per legge ha anche fatto aumentare i casi di evasione fiscale. I professionisti possono fatturare cifre inferiori rispetto a quelle ricevute e nessuno può contestare l’irregolarità visto che mancano riferimenti di legge.

Una nuova prospettiva: l’equo compenso

In seguito alla manifestazione nazionale del 2017 sono stati approvati diversi articoli di legge che hanno dato il via all’equo compenso per le prestazioni professionali.

Per equo compenso si intende un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto. Si tratta di un criterio che, al momento, può essere applicato solo alla cosiddetta committenza “forte” – imprese bancarie e assicurative, e imprese diverse dalle PMI -, e non a quella di privati per cui lavora la maggior parte dei professionisti.

Il diritto al compenso non basta. Ci sono ancora passi da fare perché anche i professionisti che lavorano per lo più con la committenza privata abbiano la possibilità di chiedere un compenso equo per il lavoro svolto. Uno di questi potrebbe essere la reintroduzione delle tariffe minime.

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