Sicurezza delle infrastrutture stradali: normativa e gestione

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In seguito a grandi incidenti avvenuti sulle infrastrutture come il crollo del Ponte Morandi – di recente ricostruito come Ponte San Giorgio – sono aumentati i dibattiti e sono state messe a punto nuove misure con l’obiettivo di prevenirli.

Perché il numero di feriti e morti diminuisca e per una migliore gestione della sicurezza delle infrastrutture – sicurezza di ponti, viadotti, e strade –  è importante che gli Enti Gestori, o proprietari di strade, applichino le disposizioni del D.Lgs. 35/2011 e si certifichino secondo lo standard ISO 39001.

Così facendo saranno in grado di gestire al meglio tutti gli aspetti che riguardano la sicurezza delle infrastrutture, a livello normativo e metodologico. Ecco nel dettaglio i contenuti e le disposizioni del D.Lgs. 35/2011 e dello standard ISO 39001.

Il D.Lgs. 35/2011: gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali

Il D.Lgs. 35/2011 ha recepito la Direttiva europea 2008/96 e ha introdotto obblighi e procedure per il monitoraggio costante delle condizioni delle infrastrutture stradali.

Attualmente è valido solo per le strade della TEN – rete stradale transeuropea -, ma sarà esteso alla rete stradale nazionale.

All’interno del Decreto:

  • vengono ripartite le competenze dei vari attori
  • viene stabilito come fare l’analisi e la successiva classificazione della rete
  • è prevista la scelta e la pianificazione degli interventi
  • nel caso della manutenzione ordinaria è opportuno l’Ente Gestore/Proprietario ha piena autonomia nella gestione delle infrastrutture di sua competenza, e quindi anche nell’attuazione degli interventi
  • per avviare gli interventi infrastrutturali minimi, ovvero interventi che non dovessero costituire “progetti di infrastruttura” o che non dovessero comportare modifiche di tracciato, sarà sufficiente che l’OC – Organo Competente – approvi la proposta dell’Ente Gestore
  • per le azioni di manutenzione straordinaria o dei nuovi progetti, situazioni che richiederanno modifiche sostanziali dell’infrastruttura. risulterà necessario che l’Ente Gestore/Proprietario fornisca all’OC le informazioni utili ad una stima economica degli interventi. L’Ente Gestore/Proprietario dovrà realizzare la VISSValutazione di impatto sulla sicurezza stradale – in fase di pianificazione e comunque prima all’approvazione del progetto preliminare. 

Lo standard ISO 39001 per la sicurezza del traffico stradale

Nel 2016 l’UNI – Ente Nazionale Italiano di Unificazione – ha recepito e pubblicato lo standard “ISO 39001 – Sistemi di gestione della sicurezza del traffico stradale (RTS) – Requisiti e guida all’utilizzo“.

Lo standard ISO 39001 definisce i requisiti che deve avere un sistema organizzativo che mira alla riduzione del numero di morti e di feriti in seguito a incidenti stradali.

Lo standard internazionale riguarda i sistemi di gestione volontari per la sicurezza del traffico stradale e può essere adottato da qualsiasi tipo di organizzazione: Aziende private, Enti Gestori/proprietari di reti stradali, Enti Pubblici, ecc..

Se si possiede un sistema di gestione conforme ai requisiti dello standard si può ottenere la certificazione da parte un ente accreditato.

La certificazione ISO 39001 è molto utile alle Aziende di dimensioni medio-grandi, responsabili della presenza su strada di un molte di persone (dipendenti o non) e mezzi (di proprietà o non) ed è indicata per Organizzazioni già dotate di sistemi di gestione conformi agli standard come la ISO 9001.

L’obiettivo è la tutela dell’incolumità di chiunque frequenti la strada.

Questi i benefici dell’adozione dello standard:

  • riduzione dei costi e dei tempi di indisponibilità di persone e veicoli, 
  • riduzione dei costi assicurativi, ecc. 
  • migliore efficienza aziendale
  • rafforzamento delle tutele riguardo alla responsabilità di impresa
  • forte riconoscimento dal punto di vista innovativo e della responsabilità sociale
  • facilitazione dell’accesso al mercato nel caso di appalti per lavori stradali.

Lo standard, così come le altre “Norme ISO”, segue il modello Plan-Do-Check-Act, ovvero l’approccio del miglioramento continuo.

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