Manutenzione di ponti e viadotti: come metterli in sicurezza?

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Quali sono le cause del degrado di ponti e viadotti?

La corrosione è la principale causa di degrado dei più comuni e diffusi tipi di ponte.

I diversi tipi di ponte

I diversi tipi di ponte utilizzati oggi sono: acciaio, cemento armato e precompresso.

Ponti in Acciaio

Nei ponti in acciaio la prima causa di degrado è la corrosione. Per far durare negli anni un ponte in acciaio è necessario:

  • fare ispezioni e manutenzioni periodiche
  • evitare il ristagno di acqua e umidità
  • verniciare, o applicare la zincatura, per proteggere le varie parti
  • riverniciare dopo circa 20-50 anni a seconda del clima e del contesto.

Ponti in Cemento armato

La presenza dell’acciaio nei ponti in cemento fa sì che anche in questo caso la principale causa di degrado sia la corrosione.

L’acciaio, inoltre, risulta protetto dal cemento ma allo stesso tempo difficile da ispezionare. Per ovviare a questa difficoltà e far durare a lungo un ponte in cemento armato bisogna controllare:

  • la qualità del copriferro
  • la profondità di carbonatazione o di penetrazione dei cloruri, 
  • la resistività
  • il potenziale elettrico delle armature
  • l’eventuale presenza di fenomeni ossidativi nelle barre
  • il livello di corrosione delle barre con l’uso della magnetoscopia.

In alternativa potrebbe essere necessario verificare lo stato dell’acciaio con un’esplorazione diretta.

Se dall’esterno si notano già segni di corrosione o distacco del copriferro bisogna intervenire immediatamente. Un buon copriferro garantisce al ponte una vita utili di 50 anni.

Ponti in Precompresso

Anche nei ponti in precompresso il problema è dovuto alla corrosione. In questo caso i cavi sono immersi a fondo nel calcestruzzo dunque potrebbe non esserci nessuna evidenza di un problema e anche la magnetoscopia non risulta efficace.

L’unico modo per prevenire il degrado è l’iniezione delle guaine, operazione assai complessa che in passato veniva effettuata molto di rado.

ENEA per la sicurezza di ponti e viadotti: nasce Fabre

La tragedia del Ponte Morandi ha suscitato molti dibattiti. In seguito all’inaugurazione del nuovo ponte San Giorgio di Genova, ENEA, i Politecnici di Torino e Milano e le Università di Pisa, Padova, Perugia, Camerino, Messina, Sapienza di Roma e della Campania “Luigi Vanvitelli” hanno dato vita al Consorzio Fabre per la sicurezza dei ponti e dei viadotti in Italia.

“Fabre” perché la sicurezza verrà sempre affrontata dal punto di vista ingegneristico sistemi tecnologici avanzati, sia in fase di progettazione sia nella valutazione e nel monitoraggio di strutture esistenti.

L’obiettivo, infatti, è monitorare costantemente ponti e viadotti esistenti e sviluppare tecnologie più avanzate per valutare meglio il loro stato di salute.

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