Registro anagrafe condominiale: come funziona?

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Cos’è il registro anagrafe condominiale? La normativa

Quando si parla di anagrafe condominiale si fa riferimento al registro che raccoglie i dati di ogni condomino e dei relativi appartamenti. Questo strumento è attivo dal 2012 e, tra i compiti dell’amministratore condominiale, vi è anche quello di compilare il registro e richiedere i dati necessari ai condomini (articolo 1129 comma 2 del Codice Civile). In questo modo è possibile reperire in ogni momento specifiche informazioni.

Quali dati devono essere riportati nell’anagrafica condominiale?

Al suo interno sono presenti informazioni quali:

  • nome, cognome, codice fiscale, residenza o domicilio dei condomini che abitano nell’appartamento;
  • dati catastali delle unità immobiliare: la sezione urbana, il foglio, la particella, il subalterno e il Comune;
  • informazioni relative alle condizioni di sicurezza delle parti comuni dell’edificio.

Rispetto a quest’ultimo punto, il condomino dovrà specificare se:

  • l’impianto elettrico e/o l’impianto di riscaldamento dell’immobile è stato oggetto di ristrutturazione, specificando l’anno, secondo le norme di sicurezza in vigore nel momento in cui si sono svolti i lavori;
  • l’immobile, costruito nell’anno “X” è stato oggetto di ristrutturazione nell’anno “Y” in base alla norma vigente;
  • l’unità immobiliare e gli impianti, costruiti nell’anno “X” secondo la normativa vigente, non sono stati oggetto di ristrutturazione;
  • l’immobile e gli impianti sono a norma, rispettano le leggi vigenti e sono conformi alla normativa di sicurezza.

Per la corretta compilazione, l’amministratore consegna ai condomini una scheda in cui inserire tutti i dati di contatto e anagrafici. In questo modo, in caso di convocazione di assemblee o solleciti di pagamento, l’amministratore può avere maggiore controllo e svolgere le attività in modo più rapido.

Periodicamente l’amministratore è tenuto a chiedere ai condomini se ci sono state variazioni rispetto ai dati comunicati nella scheda anagrafica.

L’accesso al registro anagrafe condominiale

L’accesso a questo documento condominiale è concesso solo al comune, all’agenzia delle entrate, agli enti governativi, che possono avere esigenze legate al controllo fiscale. Oltre a queste figure possono avere accesso al registro anche i condomini. Nessun altro ente terzo, per nessuna ragione, può richiederne l’accesso.

La privacy

All’interno del Codice Civile troviamo una chiara esplicazione per ciò che concerne la tutela dell’anagrafe condominiale. Abbiamo detto infatti che spetta all’amministratore di condominio la gestione del registro in cui vengono riportate le generalità dei proprietari e dei titolari dei diritti reali, come ad esempio nel caso di usufruttuari, ma anche di inquilini e comodatari. Solo le autorità competenti possono richiederne l’accesso per fini fiscali.

Come si compila il registro anagrafe condominiale?

L’amministratore consegna la scheda ad ogni inquilino che dovrà essere compilata secondo le indicazioni contenute al suo interno. La normativa in vigore non specifica entro quanto tempo deve essere compilato e spedito il questionario. Inoltre non sono previste sanzioni se il questionario è compilato in modo parziale, errato o non viene compilato affatto.

Qualora l’amministratore non riceve dai singoli condomini le informazioni necessarie per compilare il registro anagrafe, è tenuto a richiederli espressamente tramite raccomandata. Dopo 30 giorni, in caso di mancata comunicazione, l’amministratore deve reperire personalmente le informazioni necessarie, addebitando i costi al condomino.

Allo stesso modo, le eventuali variazioni dei dati devono essere comunicate all’amministratore entro 60 giorni in forma scritta. 

Per quanto riguarda invece le condizioni di sicurezza, si devono fornire informazioni sullo stato generale dell’immobile e di tutti gli impianti (elettrico, idraulico, gas, ecc.), anche se non è previsto alcun obbligo di allegare gli attestati di conformità degli stessi.

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