Prestazione professionale senza iscrizione all’Albo: niente compenso

Cassazione: è irrilevante la circostanza che l’elaborato sia controfirmato da un altro professionista competente in materia

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Con la sentenza n. 2038/2019, la Corte di cassazione ha confermato che l’esecuzione di una prestazione d’opera professionale di natura intellettuale, effettuata da chi non sia iscritto nell’apposito albo previsto dalla legge, dà luogo a nullità assoluta del rapporto tra professionista e cliente, privando il contratto di qualsiasi effetto, in contrario non rilevando la circostanza che il progetto dell’opera realizzando risulti redatto da altro professionista (un ingegnere) cui quello incaricato (un geometra) si sia al riguardo rivolto, dal personale possesso del titolo abilitante da parte di quest’ultimo dipendendo la validità del negozio.

Secondo l’orientamento giurisprudenziale della suprema Corte, ricorda la sentenza, “la progettazione e la direzione di opere da parte di un geometra in materia riservata alla competenza professionale degli ingegneri e degli architetti sono illegittime, cosicché a rendere legittimo un progetto redatto da un geometra non rileva che esso sia controfirmato o vistato da un ingegnere ovvero che un ingegnere esegua i calcoli del cemento armato e diriga le relative opere, perché è il professionista competente che deve essere, altresì, titolare della progettazione, trattandosi di incombenze che devono essere inderogabilmente affidate dal committente al professionista abilitato secondo il proprio statuto professionale, sul quale gravano le relative responsabilità”.

Quello che è stata stipulato quindi è un contratto nullo, totalmente privo di effetti giuridici. Prive di effetti giuridici sono anche le pattuizioni ivi contenute, comprese quelle riguardanti il compenso professionale stabilito per il professionista.

Secondo l’art. 2231 c.c. infatti “quando l’esercizio di un’attività professionale è condizionato all’iscrizione in un albo o elenco, la prestazione eseguita da chi non è iscritto non gli dà azione per il pagamento del compenso professionale”.

Un quadro normativo che ha portato la Suprema Corte ha ritenere come irrilevanti le considerazioni svolte dal ricorrente, in forza delle quali per le attività da quest’ultimo svolte, nel caso di specie, sarebbe stato necessario applicare il principio generale di libertà di lavoro autonomo. E ciò per il semplice fatto che, a dire del ricorrente, tali attività sarebbero espletabili anche da un semplice diplomato disegnatore, non iscritto all’albo dei geometri. L’argomentazione secondo i giudici della corte suprema è però erronea perché troverebbe il suo fondamento nell’altrettanta erronea interpretazione dell’art. 17 del Regolamento per la professione di geometra, secondo cui, a dir del ricorrente, le suddette operazioni possono formare oggetto di attività di altre professioni.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.