10 motivi per cui il formato IFC è la chiave per il successo della progettazione BIM

Il buildingSMART International Spring Summit dell'aprile 2017 ha annunciato una nuova era per il formato IFC.

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Il Building Information Modeling (BIM) caratterizza il settore delle costruzioni ed è un requisito obbligatorio per l’aggiudicazione degli appalti in un numero crescente di paesi. L’obiettivo è ottenere una gestione efficiente dei progetti. I presupposti per raggiungerlo sono la trasparenza, una buona comunicazione e la collaborazione interdisciplinare.

L’attenzione si concentra sul modello digitale della costruzione, che contiene tutte le informazioni provenienti dalle varie discipline. Ormai tutti sanno che il BIM non è un software, ma un metodo di lavoro per il settore delle costruzioni, dove persone, processi e strumenti cooperano in modo orientato agli obiettivi. In teoria tutto ciò sembra semplice, ma per i progettisti rappresenta una grande sfida. In particolare, lo scambio di dati CAD in passato si è rivelato imperfetto con il metodo di lavoro convenzionale. Lo scambio dei diversi formati tra i vari software delle diverse discipline ha spesso causato una perdita di informazioni.

Per assicurare un processo BIM fluido è stato sviluppato un formato dati neutro: il formato IFC.

Tutte le soluzioni per la progettazione progettazione compatibili con il metodo BIM presenti sul mercato, principalmente Allplan, ARCHICAD, Vectorworks e Autodesk Revit, lavorano con formati di file proprietari. Al fine di gettare le basi per uno scambio di dati più fluido possibile nel processo BIM odierno, era necessario pensare a un formato file condiviso, un linguaggio comune. La prima pietra era stata posta già nel 1995 con la “International Alliance for Interoperability” (IAI), quando ancora non si parlava di BIM.

All’epoca, i primi modelli 3D si diffusero tra i primi pionieri, in pochi uffici di progettazione. Ma il trasferimento dei dati di progettazione da un software CAD a un altro o ai programmi per le gare d’appalto era comunque già necessario e poteva essere realizzato anche con le prime versioni del formato IFC. Da allora, l’interfaccia di scambio IFC ha accompagnato i progettisti nel corso dell’evoluzione dei processi di costruzione e, con l’introduzione del BIM nella routine di progettazione quotidiana, è diventato più importante che mai.

IFC e buildingSMART sono strettamente collegati l’uno all’altro. L’organizzazione precedente, la IAI, era stata creata su iniziativa di aziende leader nello sviluppo di software con lo scopo di far progredire i metodi di progettazione basati su modelli 3D (ancora una novità negli anni ’90 e 2000) e per migliorare lo scambio dei dati attraverso interfacce IT ottimizzate. Nel 2005 il nome fu poi cambiato in buildingSMART.

L’organizzazione internazionale conta oggi 550 membri ed è attiva in 24 paesi. Oltre all’importante compito di ottimizzazione dell’interfaccia, i membri lavorano a stretto contatto sull’ulteriore sviluppo e sulla standardizzazione dei parametri per lo scambio aperto di informazioni tra software nei progetti BIM. E il mezzo di trasporto essenziale per ottenere tutto ciò è il formato IFC.

Il “buildingSMART International Spring Summit” dell’aprile 2017 ha annunciato una nuova era per il formato IFC. Uno dei punti salienti è stata l’adozione di un “Memorandum of Understanding” (MoU), con cui le imprese ferroviarie di sette paesi hanno deciso di sviluppare uno standard IFC per l’attività ferroviaria entro la metà del 2019. Inoltre, si sta attualmente lavorando agli standard e alle interfacce per ottenere lo stesso flusso completo di informazioni anche nei progetti di ingegneria.

Nel processo BIM, l’IFC supporta il flusso dei dati tra i progettisti e tra i software collegando il modello BIM con i modelli parziali delle discipline specialistiche; inoltre tiene conto dei metodi di lavoro e del necessario flusso delle informazioni tra i partecipanti al progetto.

A titolo illustrativo: l’architetto lavora principalmente con un software di progettazione compatibile con il metodo BIM per lo sviluppo dei propri progetti; l’ingegnere utilizza un altro software per il calcolo statico e la visualizzazione degli andamenti di forze e momenti, nonché per la progettazione delle armature; anche il progettista degli impianti tecnici dell’edificio lavora nella propria applicazione specifica. I vari progetti parziali devono poi essere nuovamente combinati (ovvero federati) nel modello BIM. Il mezzo di trasporto per farlo è il formato IFC.

L’interfaccia IFC è disponibile anche nelle applicazioni per partecipare alle gare d’appalto, per l’aggiudicazione e la fatturazione (calcolo dei volumi e dei costi), per poter importare e interpretare le informazioni specifiche relative alle gare. Inoltre, il software di progettazione compatibile con metodo BIM offre informazioni rilevanti per la pianificazione dei tempi e delle scadenze, nonché per il controllo dei costi e dei processi di costruzione, che nel metodo BIM sono resi possibili dal formato IFC. I vantaggi del metodo di progettazione BIM e dell’interfaccia IFC si estendono alla produzione degli elementi prefabbricati e dei componenti lavorati a controllo numerico.

I programmi di controllo macchina collegati tramite IFC valutano la geometria modellata, la interpretano per i processi di lavoro della macchina e la traducono in un prodotto reale.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.