Jobs Act Partite Iva: tutti i dubbi di Confedertecnica

Un popolo di partite iva dimenticato da una semi riforma che il governo chiama Jobs Act partite Iva

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“L’Italia” ha affermato ai taccuini dei principali giornali italiani Calogero Lo Castro, Presidente di Confedertecnica “ha una situazione particolare, quanto a numero di professionisti a partita Iva: siamo un popolo di 3.400.000 persone, secondo l’ultimo rilevamento Istat, cui vanno aggiunti i 960.000 subordinati esclusivi. Siamo quindi quasi 4 milioni e mezzo, come l’intera Irlanda. Eppure solo poco più di duecentomila partite Iva, una percentuale irrisoria, sono comprese nella riforma che il governo chiama Jobs Act partite Iva“.

Un affermazione che, anche se non totalmente, boccia uno dei provvedimenti principali del “Renzismo italiano”, il jobs act partite iva.

“Numeri che se letti nella giusta ottica ci fanno comprendere come la maggior parte di noi, e nella fattispecie i professionisti tecnici, si sentano ancora del tutto esclusi dai provvedimenti intrapresi. E il silenzio assordante con cui il Ministero dello Sviluppo Economico ed il Ministero del Lavoro hanno risposto ai nostri appelli affinché venisse convocato un tavolo con tutte le parti sociali interessate, dà il segno del reale interesse che la politica ha messo nei nostri confronti” prosegue Lo Castro “riteniamo assurdo, per fare un esempio, il ricorso incentivato alle assicurazioni private per ottenere il pagamento della parcella dovuta. Ma in quale paese al mondo, tra quelli che conoscono la civiltà giuridica, lo Stato ammette che non essendovi la necessaria correttezza nei pagamenti, l’unica speranza per essere saldati del dovuto è quella di rivolgersi ad un assicuratore privato, versandogli un premio?”

Dichiarazioni che stridono fortemente con gli annunci che spesso arrivano da parte di esponenti politici locale e nazionali. I dubbi di Confedertecnica infatti non riguardano solo gli aspetti, diciamo, generali del Jobs Act partite Iva. Le perplessità riguardano tanti aspetti della normativa. Aspetti come la formazione professionale, gli ordini professionali sono al centro dello scontro tra lavoratori autonomi e politica.

“Il capitolo della formazione obbligatoria ad esempio” continua Lo Castro “è ancora tutto da affrontare. Secondo il nostro parere infatti non si può risolvere la questione fissando un obbligo generale e lasciando ai singoli professionisti il problema di barcamenarsi tra i tanti corsi a pagamento e dalla dubbia efficacia”.

“Quanto ai  Consigli Nazionali delle professioni invece, che in una intervista televisiva il Vice Ministro all’Economia, Enrico Zanetti, ha indicato come interlocutori del Governo, segnaliamo che questi sono l’espressione del Ministero della Giustizia, sicuramente non fanno politica di tutela del libero professionista” conclude polemicamente il presidente Lo Castro “Siamo un’altra volta a chiedere un incontro per presentare, nero su bianco, le ragioni delle Partite Iva e nello specifico delle centinaia di migliaia di partite Iva dei professionisti tecnici, cui lo Stato è bravissimo a chiedere le tasse più alte d’Europa e altrettanto abile nel negarsi, quando occorre un dialogo”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.