Arriva il geometra laureato, il diploma non basta più

Via libera ai corsi post-diploma all'interno degli Istituti tecnici: procede l’iter per ufficializzare la figura del geometra laureato, dopo la laurea subito l’iscrizione all'albo senza passare dall’esame di stato.

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Il geometra laureato, a sentire le tante polemiche sulle riparto delle competenza professionali sembra quasi una figura mitologica, una sorta di panacea che permetterebbe ai geometri italiani di mantenere intatti i loro status lavorativi e di adeguarsi alle normative europee in fatto di titoli di studio e albi professionali. Una soluzione che arriva sulla scia delle infinite polemiche sul riparto delle competenze professionali, intercorse negli ultimi mesi tra geometri, architetti, e ingegneri; con i primi accusati spesso di voler “rubare” il lavoro ai secondi.

Ma vediamo allo stato attuale come è la situazione italiana.

Oggi in Italia il titolo di geometra si consegue con il superamento dell’esame di maturità del corso di studi presso l’istituto tecnico settore tecnologico indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio (CAT), fino al 2010 Istituto Tecnico per Geometri (ITG). Il corso di studio è quinquennale, suddiviso in due bienni e un quinto anno.

Una situazione, anzi un percorso di studi,  che tra sentenze e consuetudini si è trascinato quasi immutato dal dopoguerra ad oggi. Il primo tentativo di riforma importante è infatti datato 2014 quando al Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca fu presentato un progetto di attivazione del primo Corso post secondario professionalizzante di valenza universitaria.

Dal 2014 infatti si è cominciato a parlare della possibilità di vedere anche in Italia, ad oggi caso più unico che raro nel panorama europeo delle professioni, la figura del geometra laureato.

Il percorso proposto, che a sentire i rumors provenienti sia dal Ministero sia dal Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, si basa su di un preciso indirizzo di studi strutturato in prosecuzione verticale con l’istruzione secondaria di secondo grado fornita dagli “ex geometri”. Una sorta di specializzazione post – diploma ma organizzata e gestita in collaborazione con università tradizionali e telematiche.

Ma oggi a che punto è l’iter per il geometra laureato?

Come abbiamo già detto nel 2014 è stato presentato il progetto di riforma dell’iter di accesso alla professione di “geometra laureato”, proposto dal Consiglio nazionale dei geometri.

Dopo alcuni mesi in cui il dibattito si è acceso sia nelle aule decisionali sia nella strade, lo scorso 16 aprile a larghissima maggioranza, l’Assemblea dei presidenti degli ordini territoriali di categoria ha posto la parola fine ai dubbi

Come si svolgeranno i corsi per geometra laureato?

  • il progetto approvato prevede che i corsi si svolgano all’interno dello stesso Istituto tecnico che ha ospitato lo studente fino al diploma, in un ambiente quindi già organizzato con aule, laboratori, docenti, personale ATA.

  • le Università non potranno presentare un piano di studi differente da quello proposto dal CNGeGL

  • è prevista l’immediata iscrizione all’albo professionale una volta superato l’esame di laurea, che consiste in un tipico esame di abilitazione, modificato e aggiornato

“Questa vuole essere una proposta”ha affermato il Presidente del Consiglio Nazionale dei Geometri e dei Geometri Laureati, Maurizio Savoncelli “ che permetterà ai giovani geometri di completare il proprio percorso di studi con una specifica laurea triennale. Una innovazione inedita in Italia, che rafforzerà la figura professionale del Geometra nel quadro della più ampia concorrenza europea”

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.