Terremoto di Ischia, il Paese deve saper affrontare una sfida storica ormai imprescindibile

Il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli interviene sul terremoto che ha colpito Ischia, sottolineando la necessità di “intervenire speditamente con una epocale e straordinaria azione di prevenzione sul patrimonio edilizio”.

Corso Antisismica

Valuta questo articolo

Terremoto di Ischia, il Paese deve saper affrontare una sfida storica ormai imprescindibile Totale 5.00 / 5 3 Voti

“Nella bellissima isola di Ischia un evento sismico di modesta rilevanza ha causato lutti, feriti e rovina. Anche questa volta – ha commentato il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli – si tratta di un territorio a rischio sismico medio (Zona2) colpito da un tragico evento, come avvenne a fine ‘800 causando moltissime vittime. La storia si ripete ed è necessario intervenire speditamente con una straordinaria ed epocale azione di prevenzione”.

“Le norme tecniche (NTC), la puntuale analisi dei terreni (microzonazione sismica di 3° livello) e la recente normativa sulla classificazione sismica dei fabbricati esistenti (unitamente agli incentivi fiscali del Sisma Bonus) devono concorrere, nelle varie fattispecie a migliorare il grado di sicurezza del patrimonio edilizio esistente in modo da garantire la sicurezza dei cittadini”.

“Eventi sismici come quello registrato ieri sera non possono e non devono provocare tali danni alle persone e ai fabbricati. Lo Stato, il Paese, in tutte le sue declinazioni – conclude il Presidente CNGeGL Maurizio Savoncelli – devono rispondere prontamente a una sfida storica, sicuramente complessa, ma oramai necessaria e imprescindibile”.

Sullo stesso tono le dichiarazioni del presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, Armando Zambrano che interpellato in materia ha affermato come ” l’ennesimo evento sismico, che stavolta ha colpito Ischia, sta a dimostrare che nel nostro Paese anche le scosse di non particolare entità possono determinare danni rilevanti a cose e persone. Quello che è successo ieri sera conferma a maggior ragione la necessità di attuare nel più breve tempo possibile un piano di prevenzione sismica e di completare la conoscenza dello stato delle nostre case, anche attraverso strumenti determinanti come il fascicolo del fabbricato. Occorre, inoltre, procedere anche attraverso modifiche normative che rendano ancora più efficaci le iniziative già messe in campo, come il SismaBonus, rendendole pienamente applicabili sia per i grandi fabbricati, sia per quelli piccoli, anche attraverso misure di sostegno agli incapienti. Infine, è necessario consentire ai cittadini di perseguire l’obiettivo del miglioramento sismico anche in tempi lunghi, mettendolo in atto in occasione delle ristrutturazioni e seguendo un progetto ben preciso”.

Sono passati oltre 5 anni da quando, il 1° Agosto del 2012, Giampiero Petrucci intervistava per MeteoWeb il geologo e ricercatore presso l’Osservatorio Vesuviano (INGV) Stefano Carlino. Esperto di vulcanologia e tettonica, Carlino ha collaborato alla stesura del libro “Il terremoto di Casamicciola del 1883: una ricostruzione mancata” (Alfa Tipografia, 2006) e più recentemente a quella del testo “Casamicciola milleottocentottantare: il sisma tra interpretazione scientifica e scelte politiche”.

A Ischia è inoltre localizzato uno storico vulcano italiano, il monte Epomeo, da tanti visto come causa o per lo meno concausa del sisma che ha colpito l’isola lunedi 21 agosto 2017.

La sismicità di Ischia è esclusivamente di tipo vulcanico? O, meglio, è esclusivamente legata all’attività vulcanica pregressa ed attuale?

Stefano Carlino, Esperto di vulcanologia e tettonica, alcuni anni fa ha rilasciato un intervista esclusiva ai colleghi della redazione di Meteo Web, dove ha dichiarati molto chiaramente che “la sismicità ad Ischia è di natura vulcanica. Tuttavia, i terremoti più forti verificatisi nell’isola, di cui si hanno notizie a partire dal 1228, non sono mai stati seguiti da eruzioni. In passato alcuni studiosi hanno definito questi eventi come delle “eruzioni abortite”. In sostanza il magma genererebbe una spinta sulle rocce producendo terremoti, ma senza giungere in superficie. Un’ipotesi questa verosimile, anche se al momento non verificabile. Gli studi più recenti mostrerebbero che la sismicità storica è legata alla dinamica di un bacino magmatico, in lento raffreddamento, il cui top si troverebbe a circa 2 km di profondità. La sismicità di energia significativa si svilupperebbe specialmente nel settore settentrionale, quello di Casamicciola, dove gli spessori delle rocce fragili sono maggiori che in altre porzioni dell’isola”.

Professional USB
Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.