Cosa sono i condoni fiscali e quanto guadagna lo Stato?

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Con l’approvazione del Decreto Sostegni è stata introdotta una nuova procedura di condono delle cartelle esattoriali che prevede la cancellazione automatica delle cartelle fino a 5.000€, relative al periodo dal 2000 al 2010. 

Si tratta di un condono fiscale indirizzato a un numero ristretto di contribuenti, ovvero coloro che hanno dichiarato redditi per il 2019 non superiori a 30.000€. Questa procedura ha interessato 16 milioni di cartelle che saranno cancellate in automatico senza richiedere alcuna azione da parte dei contribuenti.

Cosa sono i condoni fiscali?

Quando si parla di condono fiscale si fa riferimento a una situazione in cui il contribuente ha l’opportunità di regolarizzare la propria posizione fiscale, con qualche agevolazione, secondo le regole previste dal Parlamento. In questo caso siamo di fronte a un provvedimento straordinario e del quale è bene non abusare. 

Con il condono, il contribuente che ha contrato debiti tributari può sanare la propria condizione presentando una domanda, pagando l’importo dovuto secondo quanto previsto dalla legge.

Pensa ad esempio alla pace fiscale, una condizione che oltre alla rottamazione, prevedeva lo stralcio delle cartelle fino a 1.000€ oppure il saldo e lo stralcio, con la possibilità per il contribuente con reddito basso, di pagare solo una parte del debito accumulato.

Storia dei condoni fiscali in Italia

Secondo le ultime indagini, dal 1861 a oggi c’è stato almeno un condono fiscale ogni due anni. La storia fiscale italiana è quindi caratterizzata da sempre da condoni fiscali anche se gli ultimi hanno fatto certamente più scalpore rispetto al passato. Questa materia è piuttosto controversa perché è posta a vantaggio dei contribuenti che non hanno pagato e che in qualche modo vengono salvati dallo Stato che rinuncia ai soldi e parallelamente combatte l’evasione fiscale.

Il primo condono fiscale della storia del nostro Paese risale al 1861, appena 4 mesi dopo l’Unità d’Italia. Da quel momento fino ad ora possiamo contarne ben 82, in 148 anni di storia italiana. In realtà, almeno fino al 1972 non si può parlare di veri e propri condoni. Si trattava di sanatorie fiscali che davano la possibilità al cittadino di non versare sanzioni e/o interessi su tasse e imposte pagate.

Quanto guadagna lo Stato dai condoni fiscali?

A partire dagli anni ’80 possiamo parlare di condono fiscale che, in misure diverse e con differenti clausole viene usato da tutti i governi che si sono succeduti fino a oggi. Secondo le stime fatte, lo Stato ha incassato, tra il 1980 e il 2010, 62,5 miliardi di euro con una media di 2,1 miliardi l’anno e con un picco di 17,6 miliardi incassati nel 2003.

 

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