La resistenza al fuoco degli elementi strutturali: pubblicazione Inail sui rischi da incendio

Le immagini della guglia centrale e della volta di Notre-Dame a Parigi andate in fumo la sera dello scorso 15 aprile nel corso di un drammatico incendio, seguito con apprensione in diretta tv da tutto il mondo, hanno riportato l’attenzione al tema della vulnerabilità dei manufatti, dei monumenti e delle opere d’arte e della loro resistenza a contatto con il fuoco.

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Nel volume di approfondimento sulla misura S.2 del Codice di prevenzione incendi, pubblicato dall’Istituto in collaborazione con Sapienza Università di Roma, Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e Consiglio nazionale degli ingegneri, vengono esaminati casi studio di resistenza a materiali infiammanti, dal cemento armato al legno. Un tema di rinnovata attualità all’indomani del rogo che ha distrutto il tetto della cattedrale di Notre-Dame

Le immagini della guglia centrale e della volta di Notre-Dame a Parigi andate in fumo la sera dello scorso 15 aprile nel corso di un drammatico incendio, seguito con apprensione in diretta tv da tutto il mondo, hanno riportato l’attenzione al tema della vulnerabilità dei manufatti, dei monumenti e delle opere d’arte e della loro resistenza a contatto con il fuoco. Molte le domande sollevate all’indomani delle fiamme di Parigi.

“Si è perduto un prodotto insostituibile dello spirito umano? È perita una testimonianza storica di un passato che non può ritornare?”, si è chiesto, fra gli altri, il professor Gianluigi Pellegrino, docente di filosofia politica alla Luiss di Roma. Ma aldilà di queste e di altre domande del dibattito sollevato in quei giorni nella pubblica opinione, che spaziano su questioni tecniche, antropologiche e artistiche di grande interesse, resta l’attualità di un pericolo con cui occorre confrontarsi quotidianamente.

Una collaborazione interistituzionale per offrire proposte e soluzioni progettuali. Al tema dei rischi da incendio, l’Inail è impegnato da tempo in un progetto condiviso con altri soggetti istituzionali per esaminare insieme le potenzialità del nuovo “Codice di prevenzione incendi”, ovvero “Le norme tecniche di prevenzione incendi”, approvate con decreto del Ministro dell’Interno 3 agosto 2015. Il Codice riporta in un unico testo normativo tutti gli attuali standard internazionali di prevenzione e protezione dal fuoco, proponendo a progettisti e tecnici soluzioni progettuali delineate secondo un approccio di tipo prestazionale, vale a dire con l’adozione di soluzioni flessibili in base alle caratteristiche di ciascuna situazione di pericolo da fuoco.

Già pubblicato un primo volume di presentazione generale. Per fornire alcuni strumenti esplicativi, basati su casi pratici di progettazione, è stata attivata una collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria chimica materiali ambiente della Facoltà di Ingegneria civile e industriale dell’Università di Roma “Sapienza”, il Dipartimento innovazioni tecnologiche e sicurezza degli impianti, prodotti e insediamenti antropici (Dit) dell’Istituto e il Dipartimento per la prevenzione e la sicurezza tecnica del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, a cui si è ora aggiunto il Consiglio nazionale degli ingegneri, che ha portato a una prima pubblicazione di carattere generale sul Codice.

La resistenza al fuoco primo testo di approfondimento. A inaugurare la serie di approfondimenti e dei focus su singoli casi studio, viene ora pubblicato il volume “La resistenza al fuoco degli elementi strutturali”, curato dai ricercatori del Dit insieme agli altri autori del gruppo di lavoro e con il contributo di alcuni professionisti del settore, disponibile online sul portale Inail nella sezione “Pubblicazioni” dell’area “Comunicazione”.

A questo primo testo, ne seguiranno altri relativi alle misure della strategia antincendio presenti nel Codice: la reazione al fuoco; la compartimentazione; l’esodo; la gestione della sicurezza antincendio; il controllo dell’incendio; la rivelazione e l’allarme; il controllo di fumi e calore; l’operatività antincendio; la sicurezza degli impianti tecnologici e di servizio.

I casi studio come apprendimento degli strumenti del Codice. Come spiegano gli autori nella descrizione degli obiettivi, “l’utilizzo della metodologia del caso studio, normalmente utilizzata nel campo della ricerca empirica come approfondimento di una questione, nello specifico si ritiene possa favorire l’apprendimento dei metodi e degli strumenti offerti dal Codice, illustrandone l’applicazione pratica in contesti reali”. Dopo un’introduzione sulla normativa europea e su quella italiana relative ai requisiti base delle opere di costruzione, il volume si sofferma sulle azioni meccaniche e termiche operanti sulle strutture esposte al fuoco, analizzando la modellazione dell’incendio e la valutazione della resistenza al fuoco attraverso vari metodi (sperimentale, tabellare e analitico) e l’utilizzo di metodologie di calcolo semplificato e avanzato.

Dal calcestruzzo al legno, la resistenza dei materiali alle fiamme. Si passa poi alle opportunità offerte ai progettisti dal Codice con l’esposizione dei singoli casi studio di resistenza al fuoco declinati varie tipologie di materiale: calcestruzzo armato semplice e precompresso, acciaio, acciaio e calcestruzzo, legno, murature portanti, alluminio. Completano la trattazione due appendici: una con lo studio di curve d’incendio, con ipotesi di fiamme in azione in un deposito di lavorati in legno e in un archivio; l’altra con l’applicazione del metodo analitico avanzato per la valutazione della resistenza al fuoco di un’intera struttura, con l’esempio di un incendio in una fabbrica con deposito di materiale combustibile.

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