Cos’è il PTPCT, piano triennale di prevenzione della corruzione e trasparenza

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Cos’è il Piano triennale di prevenzione della Corruzione e Trasparenza

Il Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione e Trasparenza (PTPCT) è un documento necessario di programmazione, attraverso il quale un’amministrazione è in grado di individuare l’esposizione al rischio di corruzione e indica gli interventi organizzativi necessari per prevenire il rischio. Lo scopo principale dunque è quello di prevenire la corruzione nella Pubblica Amministrazione.

È compito dell’amministrazione valutare e gestire il rischio corruttivo, seguendo una metodologia che comprende:

  • l’analisi del contesto interno ed esterno;
  • la valutazione del rischio, con l’identificazione, l’analisi e la ponderazione del rischio;
  • il trattamento del rischio, con l’identificazione e la programmazione delle misure di prevenzione.

Senza una giusta analisi propedeutica, tutto ciò che riguarda l’identificazione e la progettazione delle misure di prevenzione nel PTPCT, potrebbe rivelarsi non adeguata.

Attraverso il PNA (Piano Nazionale Anticorruzione), l’autorità competente fornisce le linee guida e indirizzi operativi, sia alle pubbliche amministrazione che ad altri soggetti che sono chiamati a osservare i requisiti per prevenire la corruzione.

Chi lo predispone?

La figura interessata a predisporre e proporre il PTPCT è il RPCT, ovvero il Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza. Questa figura ha il compito di partecipare alle riunioni che interessano l’organo di indirizzo, sia durante la prima valutazione che in sede di approvazione del piano. In questo modo potrà indagare correttamente sui contenuti e sulle implicazioni attuative.

Oltre al RPCT deve essere convolta la struttura organizzativa, per via della profonda conoscenza delle attività svolte e dei processi decisionali, nel suo complesso:

  • i responsabili degli uffici;
  • l’organo di indirizzo;
  • i titolari degli uffici di diretta collaborazione;
  • i titolari di incarichi amministrativi di vertice;
  • gli stakeholders.

Chi sono i responsabili del monitoraggio del PTPCT?

Tra i compiti del RPC troviamo anche il monitoraggio periodico dell’attuazione dei codici di comportamento nell’amministrazione. In questa fase si occupa di verificare il rispetto dei tempi procedimentali e della tempestiva eliminazione delle cause che possono determinare ritardi o anomalie.

Per eseguire una corretta verifica si avvale del campionamento dei rapporti di maggior valore economico tra l’organismo che ha partecipato e i soggetti che hanno stipulato un contratto con esso, o che ricevono dei vantaggi economici. Grazie a questa verifica il RPC può verificare eventuali rapporti di parentela o affinità esistenti tra gli amministratori, i titolari, i dipendenti e i soci che collaborano con l’ente.

Inoltre, il RPCT deve predisporre una relazione annuale incentrata sull’efficacia delle misure che vendono definite all’interno del PTPC, entro il 15 dicembre di ogni anno, così come previsto dallo schema standard approvato dall’ANAC.

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