Energie rinnovabili in Italia: settore green in continua crescita

Per il terzo anno consecutivo risultati in linea con gli obiettivi europei al 2020. Grazie alle Energie Rinnovabili evitate 73 milioni di tonnellate di CO2 nel 2016.

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Quali sono le energie rinnovabili in Italia?

Nel 2011 l’Italia ha recepito la Direttiva 2009/28/CE con il Decreto Legislativo n. 28 del 3 marzo. La Direttiva ha assegnato ad ogni Stato membro il raggiungimento di due obiettivi entro il 2020 per quanto riguarda la diffusione delle fonti rinnovabili (FER):

  • obiettivo complessivo o overall target: raggiungere una quota dei consumi finali lordi (CFL) complessivi di energia tramite l’uso di almeno il 20% (17% in Italia) di fonti rinnovabili
  • obiettivo settoriale trasporti: raggiungere una quota di energia prodotta da FER pari al 10%.

Con un Decreto successivo, nel 2014, l’Italia ha adottato il PAN – Piano d’Azione Nazionale – per stabilire le strategie, le misure, i tempi e gli indicatori per raggiungere gli obiettivi fissati in termini di energia prodotta da fonti rinnovabili.

In Italia le energie rinnovabili sono di diversi tipi: termica, elettrica, trasporti.

Quanta energia si usa in Italia?

Dal documento “Fonti rinnovabili in Italia e in Europa”, reso noto il 26 febbraio 2020 proprio sul sito del GSE – Gestore Servizi Energetici -, emergono dati interessanti riguardo alla diffusione delle FER nel 2018, in Italia, nei vari settori:

  • termico: 10,7 Mtep, pari al 19%. Le fonti sono: la biomassa solida (circa 7 Mtep, senza considerare la parte biodegradabile dei rifiuti), utilizzata come legna da ardere o pellet, e le pompe di calore (2,6 Mtep)
  • elettrico: 9,7 Mtep – pari al 34% – di cui fanno parte le fonti: idraulica(42%), solare fotovoltaica (20%), bioenergie (17%), eolica (16%, considerando il dato normalizzato) e geotermia (5%)
  • trasporti: 1,25 Mtep dalla fonte principale, ovvero i biocarburanti, il 7,7%.

Italia e Europa a confronto

Nel 2018 l’Italia era  l’unico tra i principali Paesi membri dell’Unione Europea in cui la quota FER sui Consumi finali lordi – cfl – supera l’obiettivo fissato per il 2020 dalla Direttiva 2009/28/CE.

Se si paragonano le quote FER nei vari settori di Italia ed Europa si scopre che queste sono in linea con i valori medi europei in tutti i settori.

Per quanto riguarda il confronto con alcuni Stati Membri:

  • l’Italia è al 4° posto per contributo ai consumi di energia complessivi
  • nel 2018 sono stati consumati 21,6 Mtep di energia da FER; una quota superiore rispetto a Spagna (15,5)  e Regno Unito (14,7) e solo leggermente inferiore a quella di Francia (25,8) e Germania (36,8).

L’obiettivo FER per il 2030

Il Regolamento 2018/1999 ha imposto che nel 2030 la quota dei consumi di energia proveniente da FER negli Stati dell’UE deve essere pari almeno al 32%.

 L’obiettivo al 2030 che si è data l’Italia nel Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima è ambizioso (quota FER pari al 30%).

L’8 gennaio 2019 il Ministero dello Sviluppo Economico, d’accordo con il Ministero dell’Ambiente e con quello dei Trasporti, ha inviato a Bruxelles la proposta di Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC).

Tra gli obiettivi principali del Piano: arrivare al 30% di produzione di energia da FER nei Consumi Finali Lordi e al 21,6% per quanto riguarda i trasporti.

Il 21 gennaio 2020 è stato pubblicato il testo definitivo del PNIEC, piano che accompagnerà l’Italia nella transizione energetica.

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