Codice di Condotta Privacy: un ruolo centrale per gli amministratori di condominio!

Alla presentazione del primo Codice di Condotta Privacy per gli studi di amministrazione condominiale, il presidente dell’ANAMMI Bica ha sottolineato le responsabilità dei professionisti del settore nel trattamento dei dati personali.

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Alla presentazione del primo Codice di Condotta Privacy per gli studi di amministrazione condominiale, il presidente dell’ANAMMI Bica ha sottolineato le responsabilità dei professionisti del settore nel trattamento dei dati personali.

Sulla privacy siamo pronti a lavorare – ha affermato – non accettiamo invece l’idea di nuovi balzelli sulla nostra categoria, legati all’ipotesi del registro o dell’albo”.

Sì a nuove responsabilità per l’amministratore di condominio, no a nuovi balzelli sulla categoria.

Questa la posizione dell’ANAMMI, l’Associazione Nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili, in occasione della presentazione del primo “Codice di CondottaPrivacy per gli studi amministrazione condominiale”, svoltasi aRoma.

L’ANAMMI, l’Associazione nazional-europea degli AMMinistratori d’Immobili, è la capofila del Codice di condotta, al quale hanno aderito altre associazioni del settore. Il documento, redatto dall’avv. Carlo Pikler, rappresenta un modello di riferimento perla corretta gestione della privacy negli studi di amministrazione condominiale.

In particolare, le nuove regole dettate dal Regolamento UE obbligano l’amministratore di condominio a a tenere un registro delle attività di trattamento dei dati personali, contenente le linee guida sulle attività che il professionista compie nel proprio esercizio, tutelando così i diritti dei soggetti interessati e l’attività dello stesso amministratore condominiale.

“Il Codice – ha spiegato il presidente Bica – è un primo traguardo, ma occorrerà lavorare ancora per rendere l’intero sistema più fluido. La categoria dovrà affrontare periodicamente la necessità di adeguare il nostro Codice di condotta alle necessità emerse con la sua attuazione”.

Un nodo da sciogliere resta però quello dei condòmini, che di privacy ne capiscono poco e spesso si limitano a pensare che riguardi esclusivamente la video sorveglianza. “Dovremo invece trasmettere il messaggio che il tema implica una responsabilità di rilievo su molte materie – ha osservato Bica – , tuttavia, anche su questa tematica, possono trovare negli amministratori un punto di riferimento”.

Circa l’85% degli italiani, ha inoltre ricordato l’ANAMMI, abita in condominio, un dato unico in Europa che spiega anche la centralità della materia condominiale nel diritto italiano e l’aumento di mansioni e compiti a carico degli amministratori.

“Prima di attribuirci nuovi oneri, le istituzioni dovrebbero riflettere sugli effetti delle loro decisioni – ha avvertito il presidente Bica -. Oggi si parla di una proposta di un registro o, addirittura, di un albo. Una notizia che abbiamo appreso con stupore, visto che, pure di recente, l’Antitrust ha bocciato l’idea di nuovi albi professionali”.

L’Associazione si riferisce all’ipotesi, allo studio delMinistero della Giustizia, di un Registro, che prevedrebbe una tassa di iscrizione e persino una cassa previdenziale a questo collegata.

Per l’ANAMMI, “si vuole, ancora una volta, fare cassa grazie agli amministratori di condominio, rischiando di caricare i nuovi costi dell’albo sui professionisti e, in ultima battuta, sui condòmini”.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.