5 dicembre 2019: la nuova scadenza per le grandi imprese che hanno l’obbligo della diagnosi energetica

5 dicembre 2019: la nuova scadenza per le grandi imprese che hanno l'obbligo della diagnosi energetica. La nuova scadenza per le grandi imprese che hanno l'obbligo della diagnosi energetica.

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Pubblico numeroso e attento presso la sede ENEA di Roma al convegno “5 dicembre 2019: la nuova scadenza per le grandi imprese che hanno l’obbligo della diagnosi energetica” organizzato dal Dipartimento Efficienza Energetica e dedicato ad illustrare le attività e gli strumenti a disposizione delle grandi imprese obbligate dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 102/14 ad ottemperare alla seconda tornata di diagnosi entro il prossimo 5 dicembre.

Il convegno è venuto ad inserirsi in un percorso che ha visto l’ENEA – fin dal primo obbligo di diagnosi di dicembre 2015- confrontarsi e offrire supporto tecnico e metodologico al mondo dell’industria attraverso dibattiti, convegni, tavoli tecnici con imprese e con associazioni di imprese. Dopo i saluti di Ilaria Bertini e Domenico Santino, Marcello Salvio ha introdotto e moderato gli interventi degli esperti del Dipartimento Efficienza Energetica, che hanno trattato i diversi aspetti legati alla questione della redazione della diagnosi energetica e della implementazione del piano di monitoraggio dei consumi energetici da parte delle grandi imprese e di quelle con forti consumi di energia.

Dalle Linee Guida ENEA sul monitoraggio dei consumi energetici nel settore industriale, a quelle di alcuni comparti del settore terziario; dalla definizione degli indici di prestazione energetica (IPE) dei diversi settori al prossimo aggiornamento del Portale Audit 102, dedicato alla trasmissione delle diagnosi energetiche secondo quanto previsto dall’articolo 8 del Decreto Legislativo 102/2014, finoalla valutazione da parte di ENEA della completezza delle diagnosi energetiche inviate: sono questi alcuni degli argomenti affrontati dagli esperti ENEA nelle presentazioni.

Nei CHIARIMENTI IN MATERIA DI DIAGNOSI ENERGETICA NELLE IMPRESE del novembre 2016 pubblicati dal Ministero dello Sviluppo Economico, e in particolare al punto 4.1 Quali sono i requisiti minimi che la diagnosi energetica deve rispettare ai fini dell’adempimento dell’obbligo? si afferma quanto segue:

“…..In primis l’azienda viene suddivisa in aree funzionali. Si acquisiscono quindi i dati energetici dai contatori generali di stabilimento e, qualora non siano disponibili misure a mezzo di contatori dedicati, per la prima diagnosi, il calcolo dei dati energetici di ciascuna unità funzionale viene ricavato dai dati disponibili…….”. Nell’Allegato II dello stesso documento si prevede: “Una volta definito l’insieme delle aree funzionali e determinato il peso energetico di ognuna di esse a mezzo di valutazioni progettuali e strumentali, si dovrà definire l’implementazione del piano di monitoraggio permanente in modo sia da tener sotto controllo continuo i dati significativi del contesto aziendale, che per acquisire informazioni utili al processo gestionale e dare il giusto peso energetico allo specifico prodotto realizzato o al servizio erogato.” In tale modo si intende che nelle diagnosi successive alla prima per le aree funzionali devono esserci contatori dedicati, ovvero non tanto un sistema di monitoraggio completo ad esse dedicate ma una “strategia di monitoraggio” che, attraverso un’opportuna copertura di sistemi di strumentazione, di controllo e di gestione, faccia in modo che i parametri energetici ad esse relativi possano avere un’affidabilità crescente con la progressiva implementazione di detti sistemi.

Si evidenzia che, relativamente a tali diagnosi, i criteri generali sono definiti nell’Allegato II al suddetto decreto e nelle norme UNI 16247 1-4. Pertanto, con quanto segue, si intende suggerire un percorso che ha lo scopo di ottenere risultati confrontabili all’interno dei vari settori produttivi i che permettano analisi e valutazioni affidabili.

La definizione del grado di copertura mediante misura dei parametri che contribuiscono alla definizione degli indici di prestazione energetica è una delle necessarie premesse alla loro affidabilità. In base a quanto sopra si vuole indicare un grado di copertura mediante misure al fine di ottenere risultati derivanti dalle diagnosi che aumentino l’attendibilità degli indici attualmente in valutazione e permettano di individuarne degli altri, attualmente non definibili con sufficiente approssimazione.

In tale contesto si inquadra il lavoro che ENEA sta attualmente svolgendo con le associazioni del mondo produttivo per la definizione di una reportistica condivisa utile ad una migliore comprensione delle prestazioni energetiche del sistema produttivo nazionale.

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