Edifici a energia quasi zero: cosa sono e qual è la normativa?

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ZEB e NZEB: una definizione

ZEB ed NZEB sono entrambe sigle che portano a un’idea di  un edificio a ridotto consumo di energia:

  • ZEB sta per “zero energy building”
  • NZEB, invece, è l’acronimo di “near zero energy building”.

Cosa prevede la normativa

Il concetto di NZEB, ovvero di “Nearly Zero energy building”, è stato introdotto dalla europea Direttiva 31/2010/UE che lo definisce un edificio che è energeticamente efficiente, ovvero ha bisogno di pochissima energia proveniente da fonti rinnovabili.

La Direttiva stabilisce che devono essere progettati come NZEB tutti gli edifici:

  • pubblici a partire dal 1° gennaio 2019
  • privati, a cominciare dal 2021.

La costruzione di abitazioni NZEB è fondamentale per il raggiungimento dell’obiettivo europeo per il 2050 di avere un patrimonio edilizio de-carbonizzato, in modo da abbassare di molto le emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera.

Caratteristiche principali e tecnologie utilizzate

Le caratteristiche principali che deve avere un edificio per poter rientrare nella definizione di NZEB sono stati stabiliti dal Decreto Ministeriale 26 giugno 2015 del Ministero dello Sviluppo Economico, “Requisiti minimi degli edifici”.

  • gli indici di prestazione termica utile vanno confrontati con i valori limite dell’edificio di riferimento
  • il coefficiente medio globale di scambio termico per trasmissione
  • l’area solare equivalente estiva per unità di superficie utile, 
  • i rendimenti degli impianti di climatizzazione invernale ed estiva e di produzione dell’acqua calda sanitaria
  • i limiti sulle trasmittanze degli elementi disperdenti
  • metà dell’energia usata deve provenire da fonti rinnovabili
  • il 50% del fabbisogno di ACS – acqua calda sanitaria – deve essere coperto da fonti rinnovabili

Le tecnologie impiantistiche più usate negli NZEB europei sono la ventilazione meccanica controllata, accoppiata alle pompe di calore accoppiate, e gli impianti fotovoltaici. Nei Paesi nordici viene utilizzato molto il teleriscaldamento.

Differenza tra NZEB e case passive

Le case passive sono perfette i climi freddi, in cui gli apporti energetici per il riscaldamento invernale sono superiori a quelli per il raffrescamento estivo. 

Dunque, non sono molto adatte all’Europa meridionale, soprattutto l’area Mediterranea, dove è necessario raffrescare in estate. Gli edifici NZEB, invece, si basano su un principio – la diminuzione dell’energia – che permette di adattarle a qualsiasi clima.

A che punto è l’Italia?

Dal rapporto dell’Osservatorio NZEB ENEA 2019 emerge che tra il 2016 e il 2018 che gli edifici NZEB in Italia sono diffusi in cinque regioni: Abruzzo, Piemonte, Lombardia, Veneto e Marche.

In tutte le regioni c’è stato un veloce aumento di NZEB tra un anno e l’altro, fino al doppio, soprattutto nei casi in cui c’è l’obbligo. La gran parte di questi edifici – 85-90% – consiste in edifici mono o bifamiliari. Per quanto riguarda gli edifici pubblici sono state realizzate per lo più scuole.

La maggior parte degli NZEB si trovava in Lombardia, la regione che nel 2018 ha raggiunto la quota del 20% di NZEB.

Al 30 giugno 2018 in Italia c’erano 1400 edifici nZEB in Italia che sembrano tanti ma corrispondono solo allo 0,03% degli edifici per regione.

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