Rischio elettrico sul lavoro: cos’è, normativa e prevenzione

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Cosa si intende per rischio elettrico?

Quando si svolgono lavori in presenza di fonti di energia elettrica, di qualunque tipologia, gli operatori sono esposti a pericoli costanti. Questi pericoli costituiscono il cosiddetto rischio elettrico. Nel Testo Unico per la Sicurezza sul Lavoro il rischio elettrico è considerato uno dei rischi sul lavoro più comuni e viene descritto così:

Il rischio elettrico deriva dal contatto diretto o indiretto con una parte attiva e non protetta di un impianto elettrico, così come il rischio d’incendio o esplosione derivanti dal pessimo stato di manutenzione o dall’imperizia nell’impiego di impianti e strumentazione.

I lavoratori maggiormente esposti a questo rischio sono gli operatori elettrici, tra cui:

  • addetti alla manutenzione;
  • istallatori;
  • elettricisti;
  • impiantisti.

Ma non solo. Il rischio si estende anche a coloro che operano in prossimità di fonti elettriche, anche quando non intervengono direttamente sull’impianto elettrico.

Conseguenze di origine elettrica sulla salute

Le conseguenze dell’elettrocuzione sul corpo umano sono piuttosto gravi, ecco perché è essenziale prestare attenzione alla normativa di riferimento. Tra i principali rischi troviamo:

  • le ustioni, in quanto l’elettricità sviluppa molto calore tanto da causare ustioni e bruciature sulla pelle;
  • la tetanizzazione, ovvero l’irrigidimento dei muscoli che porta alla paralisi temporanea e reversibile;
  • l’arresto della respirazione, uno degli effetti della tetanizzazione, causato da un irrigidimento che impedisce la corretta espansione della cassa toracica, impedendo così la respirazione;
  • la fibrillazione ventricolare, causata dalla compromissione del normale funzionamento del cuore che a sua volta impedisce il pompaggio del sangue ossigenato verso il cervello.

La gravità di queste condizioni variano in base all’intensità della scossa elettrica.

Normativa vigente e linee guida

Il lavori elettrici sono stati regolamentati per la prima volta con la Legge n°46 del 5 marzo 1990 “Norme per la sicurezza degli impianti”. Nel 2008 un decreto legislativo la integrò e abrogò la norma, il D.lgs 37 del 2008 “Conformità impianti e apparecchiature/impianti elettrici/messa a terra/verifiche periodiche”.

Oggi il Testo Unico per la Sicurezza contiene la normativa di riferimento, stabilendo inoltre quali sono gli obblighi del datore di lavoro, le sanzioni e i requisiti di sicurezza.

La IV edizione della Norma CEI 11-27 regola lo svolgimento dei lavori elettrici e fornisce alcune linee guida importanti:

  • istruzioni per le persone comuni che eseguono lavori non elettrici;
  • modifiche alla definizione di lavoro elettrico e non elettrico;
  • definizione delle figure responsabili;
  • modifiche alla modulistica;
  • modifiche alla distanza di lavoro sotto tensione e riferimenti alla bassa tensione;
  • definizione della distanza DA9 relativa ai lavori non elettrici.

Come valutare il rischio elettrico

Il passaggio di corrente può avvenire in diversi modi: per contatto diretto, indiretto o arco elettrico.

Il contatto diretto si ha quando il soggetto entra in contatto con una parte attiva dell’impianto e quindi sotto tensione. Il contatto indiretto si ha quando il soggetto entra in contatto con una parte dell’impianto che nella norma non deve essere in tensione ma che ha ricevuto tensione elettrica a causa di un malfunzionamento o un guasto. Si parla di arco elettrico invece quando si entra in contatto con una scarica elettrica in aria, generata dalla differenza di potenziale tra due punti dell’impianto.

Come si valuta il rischio elettrico? La prima cosa che deve fare il datore di lavoro è fare una prima valutazione considerando le fonti di rischio primarie, come ad esempio gli impianti, le condizioni e le caratteristiche dei luoghi di lavoro ma anche quelle dei processi lavorativi.

Questo controllo deve essere fatto periodicamente e rivisto in base a come cambiano i processi lavorativi che in alcuni casi possono alterare la valutazione già eseguita.

Misure di protezione e prevenzione del rischio elettrico

Per prima cosa, è importante fornire una formazione adeguata ai lavoratori, per tutelare la sicurezza in caso di lavori elettrici. Esistono delle misure preventive che è necessario adottare in caso di lavoratori particolarmente esposti al rischio elettrico. Tra queste troviamo:

  • l’uso di estintori a polvere o CO2 da usare in caso di incendi di natura elettrica;
  • la revisione e il controllo degli impianti da parte di figure qualificate;
  • lo spegnimento degli apparecchi ritenuti potenziali cause di incendio notturno;
  • l’uso di attrezzatura di lavoro e dispositivi a norma;
  • evitare il sovraccarico delle prese di corrente, collegando troppi dispositivi contemporaneamente;
  • evitare di usare apparecchi in prossimità di liquidi o in caso di umidità elevata.

Queste sono solo alcune delle misure di protezione e prevenzione. Spetta al datore di lavoro o alle figure da lui designate il controllo costante delle condizioni di lavoro per mettere in sicurezza il lavoro di tutti gli operatori coinvolti.

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