Reverse Charge edilizia: cos’è e quando applicarlo

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Cosa significa Reverse Charge: la normativa

La normativa di riferimento del Reverse Charge è il D.P.R. n. 633/1972 e, nello specifico, i commi 5, 6 e 7 dell’art 17. 

Il reverse charge fa sì che il fornitore, ovvero il soggetto passivo, non ha l’obbligo di addebitare l’IVA in fattura. L’importo della fattura con l’imposta sul valore aggiunto verrà integrata dal cessionario/acquirente.

La Legge di Stabilità 2015 ha permesso di applicare il reverse charge IVA al settore edilizia. La circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 37/E del 22 dicembre 2015 contiene le domande più frequenti delle associazioni professionali del settore edilizia.

Il Decreto del Ministro dell’Economia e Finanze del 29 aprile 2016 ha previsto il rimborso del credito IVA.

Chi è soggetto a Reverse Charge?

I settori soggetti al reverse charge sono:

  • edilizia
  • prodotti elettronici ceduti nella fase distributiva che precede il dettaglio
  • oro
  • rottami
  • gas ed energia, escluso il gpl
  • consorzi soggetti ad autorizzazione UE.

Autofattura e Reverse Charge 2021

Per gli acquisti:

  • intracomunitari e quelli di servizi extracomunitari, l’operatore IVA, residente o stabilito in Italia, deve comunicare i dati delle fatture d’acquisto
  • interni per i quali l’operatore IVA italiano riceve una fattura elettronica con il codice N6 o suoi sottocodici, ovvero effettuata in regime di Reverse Charge, ai sensi dell’articolo 17 del D.P.R. n. 633/72, l’adempimento contabile prevede un’integrazione della fattura ricevuta con l’aliquota e l’imposta dovuta e la conseguente registrazione della stessa. Nella circolare 13/E del 2 luglio 2018 l’Agenzia delle Entrate propone come modalità alternativa all’integrazione della fattura la predisposizione di un altro documento, detto “autofattura”, da allegare.

Dal 1° gennaio 2021, per il reverse charge “interno” sarà obbligatorio indicare nel campo “Tipo documento” seguito dal codice

  • TD16 per l’assolvimento di quello interno
  • TD17 nelle ipotesi di acquisti di servizi da soggetti UE ed extra-UE;
  • TD18 nel caso di acquisti di beni da fornitori UE.

Sono previsti due nuovi tipi di documento da utilizzare per le fatture differite e nuove tipologie di autofatture per indicare il motivo dell’emissione.

Quando si applica il Reverse Charge in edilizia?

Il Reverse Charge si applica nel settore edile per servizi di:

  • pulizia
  • demolizione
  • installazione di impianti
  • completamento relativi ad edifici.

Non si può invece utilizzare il Reverse Charge nel settore edilizia per le seguenti categorie di operazioni: preparazione del cantiere; trivellazione e perforazione; realizzazione di coperture; noleggio a caldo di attrezzature e macchinari.

Il nuovo Reverse Charge

Da ottobre 2020 sono in vigore nuovi sottocodici, oltre al codice N6, per le operazioni svolte in Reverse Charge come annunciato a marzo:

  • N6.1 inversione contabile – cessione di rottami e altri materiali di recupero
  • N6.2 inversione contabile – cessione di oro e argento puro
  • N6.3 inversione contabile – subappalto nel settore edile
  • N6.4 inversione contabile – cessione di fabbricati
  • N6.5 inversione contabile – cessione di telefoni cellulari
  • N6.6 inversione contabile – cessione di prodotti elettronici
  • N6.7 inversione contabile – prestazioni comparto edile e settori connessi
  • N6.8 inversione contabile – operazioni settore energetico
  • N6.9 inversione contabile – altri casi.
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