Genova il giorno dopo, l’uovo di Colombo! Parole semplici

Costruire un ponte è una delle opere più antiche dell’uomo. Una sfida continua alle leggi della natura. Che importanza aveva il Ponte Morandi? Un Articolo di Alberto Molinari!

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Costruire un ponte è una delle opere più antiche dell’uomo.Una sfida continua alle leggi della natura, è un’opera di “ingegno” che ha caratterizzato una intera civiltà .

Roma deve anche ai suoi ponti e acquedotti, oltre alle strade e al diritto, la sua potenza e la sua capacità di “tenere insieme” un territorio sempre più grande di quello precedentemente conquistato.

La ricostruzione di un ponte non è quindi solo un’opera di ingegneria. È anche, e forse soprattutto, un’opera di ricostruzione di una comunità ecco il senso dell’architettura .

Prima questione le cause, ancora da accertare, ma sicuramente dovute al cedimento degli stralli; ed il ponte Morandi avendone solo quattro, il cedimento anche di uno solo ha mandato il sistema in crisi , con il cedimento dell’antenna centrale, causando la morte di 43 persone .

Seconda questione: qualcuno ha dipinto, subito dopo il crollo, il progettista come un… allievo alle prime armi “che ha sbagliato” i calcoli . Morandi insieme a Nervi fu un maestro dell’ingegneria e delle sue applicazioni. Parlarne senza tener conto che il ponte è stato progettato negli anni 60, con un carico ipotizzato di traffico adeguato a quegli anni, non prevedendo i 25/27 milioni di veicoli di passaggio all’anno, a cui siamo arrivati oggi è pura follia.  Nella storia del ponte, dopo circa 10 anni, lo stesso progettista, in una perizia sullo stato di salute del ponte, coniò il termine “ammaloramento” delle strutture, che identifico al grado di salinità dei venti ed all’inquinamento portato dalle aree industriali sottostanti, avendo intaccato il cemento armato precompresso a copertura dei cavi di acciaio. Tant’è che gli stralli dei due piloni ,sul lato est, negli anni 90, furono rinforzati con nuovi tiranti in acciaio. Guarda caso sono gli stessi che, nelle identiche condizioni di stress non hanno ceduto. La tecnica usata da Morandi, diverrà la barra per l’industria nascente della prefabbricazione! Il trefolo di acciaio, sostituirà il tondino nelle strutture delle prefabbricazione industriale, alleggerendo le strutture a parità di resistenza.

Terza questione: i nuovi ponti. La concezione dei nuovi ponti, parte da “nuovi vincoli”. Mi soffermerei solo su alcuni: il primo, sostanziale, dopo l’11 settembre, i piloni non possono essere uniti, per evitare che l’abbattimento di uno di essi da parte di un aereo, possa mettere in discussione tutta la struttura! Il secondo, sugli stralli, la concezione cambia dinamica con l’aumento degli stessi, per evitare che il cedimento di uno possa pregiudicare la struttura, ed ecco allora aumentare… la “filatura” negli sky line degli attuali ponti, che diverranno uno dei simboli usati dai progettisti.

Quarta questione: valore ed importanza storica del Ponte. Il ponte Morandi, uno dei più importanti ponti italiani, divenuto il simbolo di una città, tanto da essere chiamato semplicemente il Brooklyn di Genova , era entrato nell’immaginario popolare come parte del paesaggio stesso. Composto da tre antenne/piloni a forma di A, alte 90 metri sorretto da soli 6 stralli, lungo più di 1200 metri, nella sua semplicità stava la purezza di un disegno era diventato, forzando l’immaginario come “l’uovo di Colombo“. Scavalcava una zona altamente inurbata, il greto di un fiume, la ferrovia, una delle zone industriali più grandi di Genova occupate dalle industrie pesanti, per collegare due pezzi di città che erano naturalmente staccate.

Quinta questione: il progetto Piano o la riqualificazione del vecchio ponte Morandi? Si apre sicuramente una ferita nel paese ed il ponte che ne è il simbolo di …ricongiungimento , ne fa le spese. Tralascio lo scavalcamento delle “più” normali regole del codice degli appalti, norme “incise nella pietra” dall’Europa, dell’etica professionale e della normativa; sovviene che siano le stesse amministrazioni che sono le deputate per il rispetto, siano in prima fila, nello scavalcamento e nel rappresentare il progetto Piano come unica soluzione… Pare ovvia la domanda se non fosse stato Piano a presentare il ponte ma un qualsiasi architetto italiano, il progetto sarebbe stato scartato a priori, indipendentemente dal valore e dalla sua qualità e forse anche segnalato all’Ordine per non aver tenuto conto di quanto scritto nella premessa.

Ora, con la ferita ancora aperta, la proposta Piano, che appare più che un ponte un viadotto… quasi ferroviario… con quel ripetersi di piloni .., risulta agli occhi esperti di molti ,come una “banale scelta”, arricchita da una simbolica illuminazione a ricordo delle vittime. Vorrei menzionare a memoria che l’unico esempio di monumento sul percorso autostradale italiano, si trova a ricordo delle vittime del lavoro, sulla A4 all’altezza dell’uscita Brescia Ovest. Alto 36 mt. con i suoi sei fulmini forgiati nel metallo a ricordo di coloro che perirono lavorando su questa strada. Opera dell’arch. B. Fedrigolli con il calcolatore ing.Sola .

Il parere sul progetto Piano, viene definito una soluzione “semplicistica” in cui di architettura non vi sarebbero che tracce e di ingegneria solo routine, con “l’aggravante ” della scelta infelice di definirlo come duraturo per “mille anni”. Quando tutti sanno che una struttura in ferro ha bisogno di una manutenzione continua, rispetto ad una in cemento armato. Purtroppo sarà la risposta che metterà in fila tutti, l’ovvietà della proposta, la sua semplicità costruttiva la faranno da padroni, a discapito di un manufatto, il ponte Morandi, ardito ma ormai ferito, che verrà decapitato, da un progetto che non riguarda peraltro il tessuto urbano sottostante e non prendendo in considerazione neppure il progetto di un tunnel .Genova il giorno dopo, l'uovo di Colmbo ! Parole semplici.

A conclusione alcune domande che potrebbero essere definite banali, ma che ci riportano alla realtà di tutti i giorni: il patrimonio residenziale e non, ed il suo mantenimento in “efficienza”, dopo due situazioni drammatiche, il crollo del Ponte Morandi e il Terremoto nel Centro Italia. Come cittadini ogni due anni siamo costretti a portare il nostro veicolo a passare un collaudo, cosi come l’unica operazione che viene richiesta sul manufatto “casa ” è il test di manutenzione sulla caldaia … non vi sembrano incongruenze lapalissiane che elementi complessi come gli edifici, le strutture che percorriamo, le riteniamo “eterne” , quando sappiamo perfettamente che non lo sono e …non abbiano un “libretto di manutenzione” come peraltro una legge prevede e che servano a salvaguardare la vita umana… di questo l’architettura si è sempre occupata e si deve occupare .

Un Articolo di Alberto Molinari

Crediti Architetti
Redazione

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