Nuovo corso di laurea magistrale in Geo-Engineering: l’Anvur boccia l’Unifi

In linea con il parere del Consiglio nazionale degli ingegneri, l'Anvur ha bocciato l'iniziativa dell'Università di Firenze sul corso di laurea magistrale in Geo-Engineering

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Su denuncia dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Firenze, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri si è occupato dell’iniziativa formativa dell’UniFI, un iniziativa volta all’istituzione di un corso di laurea magistrale in Geo-Engineering, con insegnamento esclusivamente in lingua inglese. Al corso, a leggere le indicazioni dell’Ateneo di Firenze sarebbe possibile accedere, se in possesso dei seguenti requisiti: laurea triennale in Ingegneria civile e ambientale (classe L07); laurea triennale in Scienze geologiche (L34); equivalente titolo di studio estero. Un percorso formativo che a sentire voci interne provenienti dall’Università Toscana sarebbe un utile strumento per permettere la formazione professionale di professionisti tecnici esperti “nella pianificazione, progettazione e controllo di sistemi e opere dell’ingegneria applicate a problematiche di origine geologica, in particolare legati alla difesa dal rischio idrogeologico, con competenze trasversali fra l’ingegneria e la geologia … “.

Un intento che ad una prima lettura non può che essere condivisibile, sennonché lo stesso Consiglio Nazionale Degli Ingegneri CNI, pur facendo propria l’attenzione alle politiche per la riduzione e la mitigazione del rischio idrogeologico prevista dal corso di laurea magistrale in Geo-Engineering istituito dall’Università di Firenze, ha sposato anche le perplessità denunciate dall’Ordine Degli Ingegneri Della Provincia Di Firenze.

Secondo gli Ingegneri Fiorentini la proposta formativi di UniFI non apparirebbe idonea a risolvere le problematiche evidenziate, ma neppure coerente con la normativa nazionale in materia di professioni regolamentate, in quanto autorizzerebbe tale nuova figura professionale ad operare nell’ambito di attività professionali di natura notoriamente “riservata”.

“Il rischio” denunciano gli Ingegneri Fiorentini “ è che questo nuovo corso di laurea magistrale in Geo-Engineering produca ulteriore confusione ed incertezza nei ruoli e nelle competenze professionali appare molto elevato, soprattutto in ragione della possibilità, prevista dall’Ateneo, di accedere a tale laurea magistrale da percorsi formativi (triennali) molto diversi fra loro, a cui la legge assegna, correttamente, percorsi professionali ed ambiti di competenze riservati e assolutamente distinti”.

Secondo CNI e Ordine Degli Ingegneri neppure il “meccanismo di controllo” previsto dallo stesso Ateneo (una verifica all’inizio del secondo e dell’ultimo) anno, nei casi in cui la preparazione personale, anche precedente al corso di laurea magistrale, non risulti idonea per sostenere l’esame di abilitazione corrispondente alla classe di laurea magistrale prescelta, suggerirà al consiglio del Corso di laurea magistrale in Geo-Engineering di indicare un piano di studi personalizzato per lo studente ndr) sarebbe sufficiente a mitigare il rischio di formare professionisti poco specializzati, o addirittura con grosse lacune ingegneristiche.

Per questo motivo l’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca, investita della questione da CNI, COPI (Conferenza per l’Ingegneria), l’Associazione Geotecnica Italiana, il Consiglio Nazionale dei Geologi, il CUN (Consiglio Universitario Nazionale) ha espresso parere sfavorevole in merito all’istituzione del corso di laurea magistrale in Geo-Engineering istituito dall’Università Toscana.

Quali sono i motivi dettagliati che hanno portato l’ANVUR ad esprimere parere sfavorevole sull’istituzione o meno del corso di laurea magistrale in Geo-Engineering dell’Università Di Firenze?

I motivi di questa sono rintracciabili e indicati in diverse motivazioni:

  • “Sulla opportunità di istituire il nuovo corso interclasse LM-35 e LM-74 nell’Ateneo di Firenze, si consideri che in tale Università sono già presenti corsi di laurea magistrale delle medesime classi: Ingegneria per la tutela dell’ambiente e del territorio (LM-35) e Scienze e Tecnologie geologiche (LM-74)”;

  • “La consultazione effettuata (20 novembre 2015) è stata rappresentativa di numerose organizzazioni interessate, ma si è svolta in assenza della rappresentanza delle organizzazioni professionali dell’Ingegneria (Ordine degli Ingegneri) che è elemento fondamentale nella collocazione professionale dei laureati nella e/asse LM-35 (Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio)”;

  • “ i risultati di apprendimento attesi non sono stati confrontati con quelli di corsi di studio di altri Paesi, tenuto conto che all’estero la figura del Geological Engineer è costruita in ambiente completamente ingegneristico o a partire da corsi di laurea di primo livello, a connotazione mista geologia-ingegneria, che presentano materie ingegneristiche in misura elevata”;

  • “Non esiste coerenza tra gli obiettivi formativi attesi e le attività formative programmate, in quanto l’origine eterogenea degli allievi comporta una preparazione squilibrata di base che il percorso formativo proposto non compensa. Senza i relativi insegnamenti di base o fondamentali i corsi citati non possono che trattare gli argomenti relativi in modo estremamente superficiale, abbassando il livello dell’insegnamento a valori inadeguati a fornire una preparazione del livello che la laurea magistrale richiederebbe”;

  • “La procedura del meccanismo di controllo, oltre che irrituale, non presenta sufficienti elementi di qualità e trasparenza verso lo studente, che non conosce, al momento dell’immatricolazione, il metodo di svolgimento di tale verifica e non sa quanto questo possa pesare sul suo percorso di studio”;

  • “ Nello stesso Ateneo risulta già possibile accedere ad un corso di laurea magistrale della stessa classe con requisiti curricolari nettamente differenti”.

Elementi negativi di tale gravità che hanno portato l’ANVUR a sconsigliare del tutto l’attivazione del corso di studio Interclasse Geo-Engineering (LM-35 LM 74) proposto dall’Ateneo di Firenze. La palla ora passa all’Università fiorentina.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee.
“Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile” P.R.