Brexit SI, Brexit NO. Come prepararsi ad un eventuale recesso senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea?

Un documento ufficiale del Governo Italiano spiega come prepararsi all’eventuale recesso senza accordo del Regno Unito dall’Unione europea? Scarica la guida in pdf.

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L’entrata in vigore dell’accordo di recesso concordato nel novembre 2018 ai sensi dell’art. 50 del Trattato sull’Ue resta la modalità migliore per gestire in termini chiari e ordinati l’uscita del Regno Unito dall’Ue e porre le basi per negoziare tra le Parti un forte partenariato futuro. Nondimeno, alla luce dei tre voti negativi del Parlamento britannico nel processo di ratifica dell’accordo, i ventisette Stati membri dell’UE hanno adottato preparativi anche per lo scenario, poco auspicabile, di un recesso senza accordo.

Questo documento fornisce informazioni sul quadro generale di preparazione al recesso senza accordo del Regno Unito dall’UE, fornendo indicazioni utili e un’analisi settoriale con rinvio a tutta la documentazione disponibile. È una versione aggiornata del documento datato 5 aprile 2019. Se l’entrata in vigore di un accordo di recesso con il Regno Unito o una modifica della normativa determineranno un cambiamento nella situazione giuridica, le informazioni saranno adattate o ritirate se non più pertinenti.

Il 29 marzo 2017 il Regno Unito ha notificato l’intenzione di recedere dall’Unione europea a norma dell’articolo 50 del Trattato sull’UE. Il Governo italiano ha istituito un coordinamento Brexit a Palazzo Chigi per seguire e coordinare le attività inerenti la Brexit e, in particolare, il negoziato sull’accordo di recesso e sul quadro delle future relazioni tra l’UE e il Regno Unito e le misure di preparazione e di emergenza per ogni scenario, incluso quello di un recesso senza accordo.

Dopo circa un anno e mezzo di lavoro tra i negoziatori dell’Unione europea e quelli britannici, il 25 novembre 2018 il Consiglio europeo straordinario “art.50” ha dato il via libera all’accordo di recesso per l’uscita del Regno Unito dall’UE1 e approvato la Dichiarazione Politica sul quadro delle future relazioni.

Si tratta di un’intesa di fondamentale importanza che consentirebbe di gestire il recesso britannico (un processo senza precedenti) in modo ordinato e in termini chiari per cittadini e imprese, prevedendo, dopo l’uscita (al momento prevista il 31 ottobre 20193 dopo una proroga dell’iniziale termine del 29 marzo al 12 aprile 2019), anche un periodo transitorio al 31 dicembre 2020.

L’intesa recepisce pienamente le priorità italiane, a partire dalla tutela dei diritti dei cittadini e dalla protezione delle indicazioni geografiche, per arrivare al regolamento delle pendenze finanziarie britanniche nei confronti del bilancio UE e alle prospettive di un partenariato economico e di sicurezza profondo e ambizioso tra l’UE e il Regno Unito dopo la Brexit.

Ciononostante, tenuto conto dell’incertezza che ancora caratterizza il processo di ratifica del Regno Unito e i tre voti negativi della Camera dei Comuni sulla ratifica dell’accordo il 15 gennaio, il 12 e il 28 marzo 2019, il Governo italiano, in stretto raccordo con la Commissione europea e gli altri Stati membri dell’UE, ha avviato e finalizzato anche paralleli preparativi per il caso di recesso senza accordo. Salvo, infatti, che un accordo di recesso ratificato preveda una data diversa o che vi sia una revoca unilaterale della notifica di recesso4 o che, a norma dell’articolo 50, paragrafo 3, del Trattato sull’Unione europea, il Consiglio europeo all’unanimità decida, d’intesa con il Regno Unito, di posporre ulteriormente la cessazione dell’applicazione dei trattati, la totalità del diritto primario e derivato dell’Unione cesserà di applicarsi al Regno Unito alle ore 00.00 del 1 novembre 2019 (ora dell’Europa centrale). La Commissione UE ha chiesto agli Stati membri un approccio unitario attraverso “un piano di emergenza collettivo improntato al calendario proposto e basato sul piano suggerito nella Comunicazione del 13 novembre 2018. La Commissione sottolinea che le soluzioni bilaterali sarebbero incompatibili con la ripartizione delle competenze all’interno dell’Unione europea o, anche laddove compatibili con essa, metterebbero in ultima analisi a repentaglio l’integrità dell’Unione europea, con effetti negativi per i cittadini, le imprese e le autorità pubbliche. L’opzione migliore per il recesso è il progetto di accordo di recesso: in sua assenza l’Unione europea agirà per tutelare i propri interessi, adottando un approccio unitario e coordinato in tutti i settori”

I preparativi italiani si iscrivono nel contesto del piano collettivo europeo e hanno l’obiettivo principale di garantire, anche con misure legislative:

  • la tutela dei diritti dei cittadini italiani che vivono nel Regno Unito e dei cittadini britannici che vivono in Italia,
  • la tutela della stabilità finanziaria e della continuità operativa dei mercati e dei settori bancario, finanziario e assicurativo (sia localizzati in Italia, sia nel Regno Unito), anche al fine di evitare rischi di liquidità e di garantire certezza delle transazioni, nonché la protezione di depositanti, investitori e assicurati,
  • la promozione di un’adeguata preparazione delle imprese e la gestione di emergenze relative ad alcuni ambiti settoriali come, ad esempio, trasporti, dogane, sanità, agricoltura, ricerca, istruzione e altri settori in cui dovessero essere necessari interventi.
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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.