Elezioni europee: un Manifesto con le priorità delle Costruzioni

In vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio, l’Ance ha elaborato un Manifesto con le priorità del settore delle costruzioni

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In vista delle prossime elezioni europee del 26 maggio, l’Ance ha elaborato, insieme alle altre Associazioni nazionali delle Costruzioni che aderiscono alla Federazione dell’Industria Europea delle Costruzioni (FIEC) e all’European International Contractors (EIC), un Manifesto con le priorità del settore delle costruzioni per il prossimo mandato delle Istituzioni europee (2019-2024).

Il documento – che trovate in allegato scaricabile gratuitamente – affronta i principali temi strategici per il settore delle costruzioni a livello europeo: dalla necessità di maggiori finanziamenti per le infrastrutture e la loro manutenzione, alla digitalizzazione del settore delle costruzioni, passando per il dialogo sociale e l’applicazione dei principi della sostenibilità all’edilizia.

Il Manifesto è articolato in 7 punti:

Investire in un’Europa competitiva.

Sono necessari investimenti per il benessere dei cittadini e lo sviluppo sostenibile dell’economia europea: trasporti, energia, istruzione, alloggi. Il costo del non investimento è molto più elevato del costo dell’investimento: danneggia la crescita economica a breve termine e la competitività a lungo termine.

Le richieste alle istituzioni dell’UE

Promuovere i finanziamenti pubblici e privati – strumenti tradizionali e innovativi, compresi i PPP e gli schemi “chi utilizza/inquina paga” – per agevolare i progetti a valore aggiunto europeo. Pur salvaguardando finanze pubbliche sane, consentire una maggiore flessibilità nel patto di stabilità e crescita quando gli Stati membri attuano le politiche dell’UE e investono in infrastrutture e progetti edilizi.

Garantire che la manutenzione delle infrastrutture sia presa in considerazione nella legislazione comunitaria, nei programmi di finanziamento e nelle raccomandazioni specifiche per paese.

Per una migliore efficacia delle risorse limitate, adattare di conseguenza il contesto finanziario, fiscale e normativo globale, ad esempio sui prestiti alle imprese, mutui ipotecari, IVA ridotta, norme prudenziali per le banche e le assicurazioni.

Rinnovare l’Intergruppo del Parlamento europeo sugli “Investimenti a lungo termine e la reindustrializzazione”.

Garantire la parità di condizioni.

Negli appalti pubblici, l'”acquisto a basso costo” attraverso l’aggiudicazione di Offerte anormalmente basse (Abnormally Low Tenders – ALT) può, in ultima analisi, essere costoso.

Le richieste alle istituzioni dell’UE

Migliorare le direttive sugli appalti pubblici del 2014, in modo che tutti i contraenti dell’UE e dei paesi terzi – sia imprese private che controllate dallo Stato – rispettino le stesse norme. In particolare, lottare contro l’aggiudicazione di offerte anormalmente basse, definendo soglie obbligatorie per l’identificazione e la verifica, con l’obiettivo ultimo di eliminare tali offerte.

Garantire la reciprocità nell’apertura dei mercati, nonché il rispetto del diritto comunitario e nazionale, comprese le norme

Costruzione 4.0: Accelerare la trasformazione digitale dell’industria delle costruzioni.

La costruzione digitale contribuirà al raggiungimento di molti dei principali obiettivi politici dell’UE: economia digitale, efficienza energetica, economia circolare, mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, salute e sicurezza. La costruzione digitale è uno strumento che consente processi più efficienti e l’eliminazione di errori e ritardi, nonché un ambiente edificato sostenibile. Per accelerare la transizione, è necessario adottare nuovi metodi. I dati sono fondamentali per la digitalizzazione e stanno emergendo nuove sfide, creando opportunità e rischi sia per gli appaltatori che per i loro clienti. Lo sviluppo delle Smart Cities, necessarie per il continuo aumento del numero di abitazioni urbane, dipende da una rapida e completa adozione della costruzione digitale lungo la catena del valore.

Le richieste alle istituzioni dell’UE

Fare delle “costruzioni” un settore prioritario per i programmi comunitari pertinenti, ad esempio l’iniziativa Digitising European Industry, in modo che la costruzione digitale possa essere accelerata e dare il suo potenziale contributo ad altri obiettivi politici dell’UE.

Elaborare politiche in materia di dati che garantiscano un accesso aperto ai dati (nel rispetto della normativa UE sulla protezione dei dati) e sistemi interoperabili.

Proseguire i programmi volti a stimolare la creazione di città intelligenti e garantire la coerenza tra la politica e la legislazione dell’UE sulle città intelligenti e tutte le politiche e le normative comunitarie pertinenti che hanno un impatto sulla costruzione digitale.

Regolamento sui prodotti da costruzione: Garantire che funzioni nella pratica.

Il CPR non garantisce la certezza del diritto per gli appaltatori, in quanto esistono lacune normative che aumentano i rischi di responsabilità degli stessi. Più di 100 norme europee armonizzate nell’ambito del CPR sono state bloccate dalla Commissione europea per la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. Ciò sta creando gravi problemi per gli utenti.

Le richieste alle istituzioni dell’UE

La Commissione, insieme agli Stati membri in seno al comitato permanente per le costruzioni, deve garantire che le lacune normative siano compensate, se necessario, da norme nazionali.

La Commissione deve trovare soluzioni rapide per eliminare l’arretrato di norme non consolidate in modo da poterne garantire l’affidabilità, assicurando la certezza del diritto.

Impegnarsi nella dimensione sociale dell’industria delle costruzioni.

In diversi Stati membri le imprese di costruzione non riescono a trovare un numero sufficiente di lavoratori con le competenze necessarie per il presente e il futuro, nonostante gli elevati livelli di disoccupazione nell’UE, in particolare tra i giovani. La corretta attuazione e applicazione della legislazione esistente è fondamentale per garantire condizioni di parità di condizioni di concorrenza tra le imprese e l’applicazione delle pertinenti condizioni di occupazione e di lavoro per i loro lavoratori.

L’obiettivo “zero infortuni” nel settore della sicurezza e della salute sul lavoro deve rimanere l’obiettivo principale per il buon funzionamento del mercato del lavoro. In qualità di parte sociale UE ufficialmente riconosciuta per l’industria delle costruzioni, in rappresentanza dei datori di lavoro, la FIEC crede in un costruttivo dialogo sociale settoriale dell’UE con la EFBWW, che rappresenta i lavoratori, rispettando le condizioni del mercato del lavoro nazionale e l’autonomia delle parti sociali nazionali.

Le richieste alle istituzioni dell’UE

Promuovere e sostenere la cooperazione con e tra le parti interessate, al fine di aggiornare regolarmente i programmi di formazione esistenti per tener conto degli sviluppi tecnici e dell’innovazione, compresa la digitalizzazione.

Promuovere e sostenere strumenti e iniziative per rafforzare il riconoscimento reciproco delle qualifiche, senza abbassare gli standard, al fine di facilitare la mobilità dei servizi, degli studenti e dei lavoratori nel mercato interno.

Promuovere gli investimenti nella formazione iniziale e permanente, nonché i programmi di apprendistato, tra l’altro, attraverso il Semestre europeo.

Proseguire la lotta contro le pratiche fraudolente garantendo la corretta applicazione della legislazione UE in materia di prestazioni transfrontaliere di servizi e facilitando la cooperazione amministrativa tra le amministrazioni.

Sostenere le iniziative volte a sviluppare una cultura della prevenzione tra le imprese di costruzione e i lavoratori e a rafforzare la sicurezza e la salute sul lavoro, tenendo conto delle specifiche circostanze settoriali.

Facilitare e sostenere le iniziative delle parti sociali. L’UE deve rispettare rigorosamente il principio di sussidiarietà e le competenze degli Stati membri in materia di lavoro, in particolare per quanto riguarda la contrattazione collettiva.

Costruire un’Europa sostenibile.

I cambiamenti climatici rappresentano un rischio significativo per gli edifici e le infrastrutture, poiché le nuove e sempre più gravi catastrofi naturali minacciano di compromettere le strutture costruite prima che tali rischi fossero evidenti. Gli edifici e le infrastrutture nuove ed esistenti devono essere in grado di resistere ai cambiamenti climatici.

Il passaggio a un’economia circolare deve essere accelerato, perché le risorse naturali, molte delle quali sono spesso utilizzate nell’edilizia, sono in via di esaurimento. Allo stesso tempo, i materiali tossici e/o non riutilizzabili non possono essere riciclati, il che significa che finiscono per diventare rifiuti. Anche la mancanza di impianti di riciclaggio adeguati in prossimità dei cantieri edili costituisce un ostacolo al riciclaggio.

Le misure di efficienza energetica hanno avuto notevole spazio nei recenti programmi di lavoro legislativi, ma l’enfasi sull’energia ha assunto una tale priorità che altri miglioramenti edilizi, talvolta essenziali, sono stati trascurati. Recenti casi di questo tipo hanno avuto conseguenze disastrose, con la perdita dei benefici previsti dalla ristrutturazione.

Le richieste alle istituzioni dell’UE

Garantire che la ricerca sui cambiamenti climatici comprenda anche lo sviluppo di metodi di costruzione innovativi per la protezione degli edifici e delle infrastrutture dagli effetti climatici. I pertinenti programmi dell’UE dovrebbero inoltre continuare a finanziare l’attuazione dei risultati della ricerca ad applicazioni reali.

Quando si introducono obiettivi obbligatori nella legislazione sui rifiuti e in altre politiche pertinenti di economia circolare, tenere conto dei potenziali compromessi tra le emissioni generate durante il trasporto dei rifiuti di demolizione agli impianti di riciclaggio disponibili (spesso situati lontano dal sito) e gli effettivi benefici del riciclaggio. Si tenga anche conto del fatto che molti edifici esistenti in Europa contengono materiali tossici che erano consentiti al momento della costruzione, che non possono essere riciclati e devono essere smaltiti in modo sicuro. 

Invece di concentrarsi solo sull’efficienza energetica, passare a una ristrutturazione olistica, che assicura che altri problemi siano risolti durante la ristrutturazione profonda, con il risultato di edifici strutturalmente sicuri, sani, accessibili ed efficienti dal punto di vista energetico.

Punto unico di coordinamento della Commissione.

Le questioni relative alle costruzioni vengono affrontate in molte Direzioni Generali della Commissione europea, il che spesso rende molto difficile il coordinamento.

Le richieste alle istituzioni dell’UE

Incaricare un vicepresidente della Commissione europea con il compito di garantire una collaborazione efficiente e coordinata di tutte le DG interessate dalle tematiche relative al settore nell’intera Commissione.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.