Nuove regole per i dispositivi di protezione individuale

Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio riguardanti i dispositivi di protezione individuale

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Sulla 11 marzo 2019 n. 59 è stato pubblicato il Decreto legislativo 19 febbraio 2019, n. 17 recante “Adeguamento della normativa nazionale alle disposizioni del regolamento (UE) n. 2016/425 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, sui dispositivi di protezione individuale e che abroga la direttiva 89/686/CEE del Consiglio”.

A fronte del regolamento UE 2016/425 sui DPI, vengono adeguate le disposizioni nazionali, modificando il decreto legislativo 4 dicembre 1992, n. 475 e il decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81 (art. 74 e 76), con novità relative al mercato dei DPI, alla procedura di valutazione della conformità, alla loro marcatura CE, ed alla conseguente vigilanza del mercato dei dispositivi di protezione individuale e relative sanzioni.

In tal modo vengono coordinate le disposizione generali in materia di mercato, sicurezza e conformità dei prodotti, includendo quelli in precedenza esclusi, nonchè semplificando e adeguando i requisiti essenziali di sicurezza previsti dalle norme vigenti, secondo principi di praticabilità e proporzionalità.

Le tre categorie di Dpi Dispositivi di Protezione Individuale

Vengono individuate tre categorie di Dpi che variano a seconda delle tipologie di rischio rispetto alle quali il dispositivo di protezione individuale offre protezione. Ovviamente, le procedure di valutazione della conformità sono diverse per ognuna delle categorie di rischio e vengono individuate dal Regolamento Dpi (art. 19) al quale il nuovo DLgs rimanda. Inoltre, i Dpi di qualsiasi categoria sono oggetto della dichiarazione di conformità Ue.

Categoria 1

La categoria I comprende esclusivamente i seguenti rischi minimi:

  • a) lesioni meccaniche superficiali;
  • b) contatto con prodotti per la pulizia poco aggressivi o contatto prolungato con l’acqua;
  • c) contatto con superfici calde che non superino i 50 °C;
  • d) lesioni oculari dovute all’esposizione alla luce del sole (diverse dalle lesioni dovute all’osservazione del sole);
  • e) condizioni atmosferiche di natura non estrema.

Categoria 2

La categoria II comprende i rischi diversi da quelli elencati nelle categorie I e III.

Categoria 3

La categoria III comprende esclusivamente i rischi che possono causare conseguenze molto gravi quali morte o danni alla salute irreversibili con riguardo a quanto segue:

  • a) sostanze e miscele pericolose per la salute;
  • b) atmosfere con carenza di ossigeno;
  • c) agenti biologici nocivi;
  • d) radiazioni ionizzanti;
  • e) ambienti ad alta temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di almeno 100 °C;
  • f) ambienti a bassa temperatura aventi effetti comparabili a quelli di una temperatura dell’aria di – 50 °C o inferiore;
  • g) cadute dall’alto;
  • h) scosse elettriche e lavoro sotto tensione;
  • i) annegamento;
  • j) tagli da seghe a catena portatili;
  • k) getti ad alta pressione;
  • l) ferite da proiettile o da coltello;
  • m) rumore nocivo.

Le sanzioni per il mancato rispetto della disciplina dei Dispositivi di Protezione Individuale

Il nuovo DLgs riscrive anche le sanzioni e le disposizioni penali da applicare ai fabbricanti e ai distributori che non rispettano le norme. Chi promuove pubblicità per Dpi che non rispettano le prescrizioni del regolamento Dpi è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da mille e 6mila euro.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.