Cos’è l’energia nucleare e quali sono i vantaggi e gli svantaggi

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Energia nucleare: pro e contro. Il tema è molto dibattuto e, spesso, ci si trova davanti a posizioni assolutamente polarizzate, per cui diventa difficile farsi un’idea chiara della situazione attuale. Cerchiamo allora di offrire il nostro contributo al dibattito, dando una breve panoramica sulla questione: partiremo quindi dalla definizione stessa di energia nucleare, per poi elencare i principali vantaggi e svantaggi della fissione nucleare fino ad arrivare alle prospettive per il futuro.

Cos’è l’energia nucleare?

L’energia nucleare è generata dal nucleo degli atomi, tramite due processi: la fissione, dove i nuclei si dividono, e la fusione, dove invece si uniscono. Oggi, il processo per produrre elettricità sfrutta il fenomeno della fissione nucleare, mentre il secondo è ancora in fase di studio. Il materiale chiave in questione è l’uranio, un metallo leggermente radioattivo che si trova all’interno della crosta terrestre.

Per produrre energia, l’uranio arricchito viene inserito in barre di combustibile all’interno di reattori nucleari ad acqua pressurizzata, attualmente i più diffusi a livello globale. Qui, i neutroni colpiscono le barre di uranio, scatenando la scissione dei nuclei e dando così il via ad una reazione a catena. Il calore rilasciato riscalda l’acqua nel reattore, generando vapore che muove le turbine. Queste a loro volta azionano un generatore elettrico, che produce l’elettricità poi distribuita nella rete elettrica.

Ma l’energia nucleare è rinnovabile? Secondo la legislazione dell’Unione Europea, non può essere considerata una fonte rinnovabile perché, benché le centrali siano molto efficienti, l’impiego di uranio causa la produzione di scorie. Si tratta di materiali con una carica radioattiva, che richiedono dunque uno stoccaggio in zone sicure per un lungo periodo di tempo prima dello smaltimento definitivo.

L’accordo del COP28 individua questa fonte energetica, proprio per i suoi numerosi benefici, come una delle alternative pulite agli attuali combustili fossili più utilizzati (carbone, petrolio e gas naturale). Quali sono però realmente vantaggi e svantaggi del nucleare? Vediamolo insieme.

Energia nucleare: i pro

L’uscita dei combustibili fossili impone nel nostro paese, ma non solo, un cambiamento nelle modalità di produzione di energia. Nell’ottica della sostenibilità ambientale, le centrali nucleari sembrano rappresentare un’ottima opzione per la creazione di energia pulita. Ma, come abbiamo accennato all’inizio, il nucleare produce spesso nelle discussioni posizioni in antitesi tra loro, tanto da rendere difficile capire quale delle due parti detenga la “verità”. Tentiamo quindi di riassumere i pro e i contro dell’utilizzare l’energia nucleare nel modo più oggettivo possibile. Partiamo con i vantaggi.

Zero emissioni di CO2

Al contrario dei combustibili fossili classici, il processo di fissione nucleare non produce anidride carbonica o altre sostanze inquinanti atmosferiche per creare energia elettrica. Non bisogna scordarsi però che l’estrazione e la raffinazione del combustibile, ovvero dell’uranio, ha un certo impatto sull’ambiente. Tuttavia, nel complesso, può essere considerata una fonte energetica “pulita”.

Estrazione da paesi politicamente stabili

L’utilizzo dell’uranio presenta anche un altro punto a favore: esso, infatti, viene estratto in paesi stabili dal punto di vista politico, come Australia e Canada. I combustibili fossili tradizionali, al contrario, nella maggior parte dei casi si trovano in aree con una forte instabilità politica, se non addirittura coinvolti in conflitti: stiamo parlando, per esempio, di Russia, Libia e Algeria.

Occupazione ridotta del suolo

Confrontandola con altre fonti di energia, il nucleare impiega una porzione di suolo contenuta. Secondo il Dipartimento dell’Energia statunitense, una centrale nucleare occupa un’area 360 volte più piccola di un parco eolico e 75 volte inferiore a un impianto fotovoltaico.

Elevata produzione energetica

Bisogna sottolineare anche l’elevata resa dell’uranio come combustile: 1 kg di questo materiale, difatti, è in grado di produrre la stessa energia che otterremmo con ben 120 tonnellate di carbone, 80 di petrolio e 60 di gas naturale. Questo rendimento potrebbe essere ulteriormente migliorato con l’arrivo dei reattori di quarta generazione, che sono capaci di usare anche l’uranio 238 (non solamente il 235), trasmutandolo in plutonio 239. Così facendo 1 kg di uranio potrebbe portare ad avere la stessa quantità di energia prodotta da 3000 tonnellate di carbone.

Energia continua

Infine, il nucleare è una fonte continua di energia. Le centrali possono lavorare al loro massimo senza mai interrompersi. Ciò ovviamente significa non essere influenzati dalle condizioni naturali, come succede invece per l’energia solare ed eolica.

Energia nucleare: i contro

Ovviamente non esiste solo il lato positivo della questione. Analizziamo quindi gli svantaggi di questa tipologia di energia, in modo da avere un quadro più completo della situazione.

L’uranio è una risorsa non rinnovabile

Il nucleare, oggettivamente, non è una fonte di energia rinnovabile. Il processo di fissione nucleare, infatti, dipende dall’uso dell’uranio come combustibile, una risorsa limitata nel nostro pianeta. Con il succedersi degli anni, perciò i giacimenti di uranio arriveranno lentamente ad esaurirsi, portando a un rialzo dei costi e a un maggiore impatto ambientale per la sua estrazione. Allo studio però, ci sono reattori maggiormente performanti che riusciranno ad ottimizzare la resa dell’uranio, quindi a produrre più energia con meno combustibile.

Elevati costi di partenza

Sul lungo periodo il costo della produzione dell’energia nucleare è contenuto, tuttavia l’investimento iniziale non è assolutamente da sottovalutare. Si tratta infatti di costruire strutture molto elaborate e complesse, che necessitano di sistemi di sicurezza all’avanguardia, con un conseguente aumento dei prezzi.

Scorie radioattive

Altra questione spinosa è quella delle scorie radioattive. Non è possibile al giorno d’oggi eliminare la radioattività dai rifiuti nucleari, perciò l’unica soluzione possibile è quella di confinare le scorie in aree protette e schermate in modo da contenere tutte le radiazione dannose per l’uomo. Nel corso del tempo la radioattività diminuirà in modo naturale. Tuttavia questo tempo può variare notevolmente, dalle frazioni di secondo ai millenni.

Possibilità di incidenti

Per quanto si tratti di eventualità molto rare, gli incidenti sono comunque possibili. Fortunatamente, sono pochi gli incidenti che fino ad oggi hanno riguardato le centrali nucleari, ancora meno quelli che hanno causato vittime, ma un aumento del loro numero a livello mondiale ovviamente alza statisticamente le probabilità che questi si verifichino.

Tempistiche di costruzione

Ultimo fattore negativo riguarda il tempo necessario per la costruzione di una nuova centrale. Si tratta di un tempo molto lungo, in media 7 anni, ma ci sono centrali nucleari per cui ci sono voluti 10/15 anni per entrare in funzione. Questo aspetto ovviamente non rende il nucleare l’energia adatta per sopperire alla crisi energetica nel breve periodo.

La situazione italiana

Anche l’Italia è stata produttrice di energia nucleare dal 1963 al 1990. Dopo questa data, però, le centrali italiano sono state tutte chiuse a causa del risultato del referendum del 1987, in cui vinse nettamente la posizione contro il nucleare. Grande fu l’impatto sull’opinione pubblica del disastro nucleare di Chernobyl nel 1986. Oggi, dunque, l’Italia non ha centrali nucleari attive ma importa energia nucleare dalla Francia.

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