Il Codice di Prevenzione Incendi: le opinioni degli Ingegneri

A quasi 4 anni dalla sua entrata in vigore, il Codice è stato oggetto di un nuovo sondaggio del CNI che ne ha analizzato tutti gli elementi cruciali nonché il suo grado di applicabilità e di conoscenza

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Il tema della prevenzione degli incendi e l’applicazione delle norme del Nuovo Codice sono di notevole attualità. Secondo le statistiche ufficiali dei Vigili del Fuoco, nel 2018 gli interventi sono stati 325.941 tra incendi ed esplosioni. Questo dato significa 893 casi al giorno: il numero è risultato in aumento rispetto sul 2016 di ben il 33,7% e addirittura del 45,9% considerando la media dell’ultimo quinquennio. Dalla gestione e dalla tutela delle criticità del territorio, dalla messa in sicurezza degli edifici e dalla loro conformità alle regole più moderne in materia di prevenzione degli incendi, derivano anche innumerevoli opportunità di lavoro per i professionisti del settore.

Nel corso degli anni il legislatore ha inteso dotare i professionisti di strumenti sempre più accessibili ed efficaci nella gestione delle situazioni di rischio e nella messa in sicurezza di edifici di nuova costruzione o strutture già esistenti; la più recente riforma strutturale delle tecniche di prevenzione incendi, il D.M. 03/08/2015 entrata in vigore nel Novembre 2015, si è mossa nella direzione dell’innovazione.

Il Nuovo Codice del 2015 ha infatti apportato una serie di cambiamenti molto importanti rispetto alla precedente normativa che di fatto mutano concettualmente le metodologie di approccio al concetto stesso di rischio.

Il Codice è costruito su una filosofia progettuale innovativa che si basa sui seguenti capisaldi:

  • generalità: metodologie comuni applicabili a tutte le attività.
  • semplicità: sono privilegiate soluzioni semplici.
  • modularità: la complessità della materia è scomposta in moduli.
  • flessibilità: ricchezza di soluzioni progettuali.
  • standardizzazione: secondo standard internazionali.
  • inclusione: le diverse disabilità (motorie, sensoriali, cognitive, …) temporanee o permanenti sono parte integrante della progettazione.
  • aggiornabilità: seguendo il continuo avanzamento tecnologico, seguendo anche i principi della formazione continua dei professionisti

Tra le innovazioni principali introdotte le più rilevanti sono state:

  • la disposizione di un testo unico in luogo di innumerevoli regole tecniche che di fatto semplifica le regole di prevenzione incendi. La presenza di un testo unico con disposizioni precise, infatti, rende l’approccio per il professionista più chiaro. Il Codice prevenzione incendi prosegue sulla strada maestra di “semplificazione” già avviata, per gli aspetti amministrativi, con il D.P.R. n. 151/2011 che tiene conto, tra l’altro, dell’introduzione della SCIA, in base al quale ogni atto di “autorizzazione” (comunque denominato) è sostituito da segnalazione corredata da dichiarazioni/attestazioni/asseverazioni di tecnici abilitati e elaborati.
  • la valorizzazione del lavoro dei professionisti attraverso l’utilizzo di regole meno prescrittive, più prestazionali; L’approccio prestazionale a differenza del prescrittivo (rigido e inadeguato soprattutto per situazioni complesse ove spesso è difficile rispettare prescrizioni) consente una valutazione quantitativa oltre che qualitativa del livello di sicurezza antincendio. L’analisi diventa così più mirata, consente di ottenere risultati più aderenti alla realtà e di commisurare le misure di protezione antincendio alle reali necessità.
  • l’individuazione di regole sostenibili, proporzionate al rischio reale che garantiscano comunque un pari livello di sicurezza; pur operando uno snellimento e semplificazione, tali regole sono in grado di garantire comunque un livello di sicurezza antincendio equivalente alle regole tecniche prescrittive
  • flessibilità e possibilità per i professionisti di scegliere fra diverse soluzioni che favoriscono l’utilizzo dei metodi dell’ingegneria antincendio. Il codice prevede flessibilità e possibilità di scegliere fra diverse soluzioni.

Nello specifico la metodologia di progettazione valuta attraverso l’individuazione dei livelli prestazionali le modalità di soluzioni adatte alla specifica struttura o situazione andando a creare un “vestito” idoneo al singolo caso. In questo modo viene valorizzato il lavoro dei professionisti tramite l’approccio prestazionale, in quanto incrociando le diverse metodologie si possono raggiungere gli stessi obiettivi utilizzando soluzioni progettuali diverse.

Già nel 2016 il Consiglio Nazionale Ingegneri realizzò il primo sondaggio per testare la conoscenza ed il gradimento del Codice di prevenzione incendi. Ora, a quasi 4 anni dalla sua entrata in vigore, il Codice è stato oggetto di un nuovo sondaggio che ne ha analizzato tutti gli elementi cruciali nonché il suo grado di applicabilità e di conoscenza. L’indagine, a cui hanno partecipato quasi 5mila ingegneri, è stata effettuata rivolgendo domande in forma anonima esclusivamente ai professionisti antincendio iscritti all’Albo. L’iniziativa è stata curata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale ingegneri, con il supporto del gruppo di lavoro sicurezza e prevenzione incendi del CNI.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.