Tasse sulla casa: l’IMU e la TARI 2020

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La tassa unica sulla casa: IMU 2020

Fino al 2019 esistevano due differenti tipi di tasse da pagare per le seconde case: IMU  e TASI. C’era anche la TARI – TAssa sui RIfiuti – da pagare sia per prime sia per seconde case.  Per il 2020 Tasi e Imu sono state accorpate in un’unica tassa chiamata IMU. Si continuerà a pagare la TARI.

IMU 2020: le scadenze per il 2020

Si può pagare l’IMU in un’unica rata entro la prima scadenza, fissata per il 16 giugno, o in due rate, la prima il 16 giugno e la seconda il 16 dicembre 2020. Nel caso del pagamento in due rate, la prima sarà più leggera perché riferita alla metà dei versamenti per Imu e Tasi per il 2019, la seconda, invece, verrà calcolata in base al conguaglio deciso dal Comune.

IMU 2020: quanto si paga

L’IMU viene calcolata per l’anno in corso in proporzione alla percentuale di possesso mensile, ovvero in base al possesso di un bene per un certo numero di mesi e per più della metà dei giorni del mese.

Se si riceve in eredità un’abitazione a febbraio 2020 allora l’IMU è calcolata da marzo in poi. Nel caso di vendita, dal giorno del rogito è l’acquirente a pagare l’IMU e parità di giorni di possesso durante il mese di trasferimento con il venditore quel mese risulta a suo carico.

Esenzione dall’IMU causa Covid

Se il gestore dell’attività turistica è anche il proprietario di un immobile tra quelli elencati sotto c’è l’esenzione dal pagamento della prima rata IMU 2020. In particolare non avrebbero dovuto pagare nulla – come previsto dallarticolo 177 del Decreto Rilancio – i proprietari e gestori di:

  • alberghi e pensioni (categoria catastale D2)
  • stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali
  • stabilimenti termali
  • agriturismo
  • villaggi turistici
  • ostelli della gioventù
  • rifugi di montagna
  • colonie marine e montane
  • affittacamere per brevi soggiorni
  • case e appartamenti per vacanze
  • bed & breakfast;
  • residence;
  • campeggi.

Una notizia di pochi giorni fa, inoltre, prevede il rimborso della prima rata qualora questa fosse stata pagata, nonostante l’esenzione.

TARI: cos’è, chi la paga e come si paga

La TARI è l’imposta sui rifiuti per coprire i costi del servizio di raccolta e smaltimento. L’importo da pagare cambia da  Comune a Comune.

La deve pagare chiunque possiede – o ha un diritto di qualsiasi tipo – sia su locali sia su aree scoperte che comportano la produzione di rifiuti. Non si paga la TARI per aree accessorie come: cantine, locali di sgombero, scale di accesso, parti comuni del condominio. La si paga per il giardino, ma non per il posto macchina scoperto.

Chiunque vive in un immobile deve comunicarlo all’ufficio tributi del Comune entro il 20 gennaio dell’anno seguente a quello di occupazione tramite l’apposito modulo. 

La tariffa da pagare viene stabilita annualmente dal Comune in base al costo del servizio e alla quantità e qualità medie ordinarie di rifiuti prodotti per unità di superficie calpestabile, risultante dal Catasto.

Il Comune invia il bollettino o il modello F24 per il pagamento direttamente a casa insieme all’avviso di pagamento con l’opzione di scegliere tra una o più rate, a seconda del Comune.

Ci sono agevolazioni ed esenzioni per:

  • abitazioni con unico occupante; 
  • abitazioni e locali per uso stagionale; 
  • abitazioni occupate da persone che hanno la residenza – o stanno fuori casa -, per più di sei mesi all’anno, all’estero
  • fabbricati rurali ad uso abitativo.

Se si riesce a provare con apposita documentazione che una seconda casa è disabitata e inutilizzabile – non ci sono allacci a rete elettrica, idrica o fognaria – si può avere l’esenzione dal pagamento della TARI.

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Redazione

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