Quale spazio per geometri diplomati e geometri laureati? Quale futuro per la professione di Geometra?

Geometri diplomati e geometri laureati: i giovani che si affacciano a questa professione riescono ad ottenere l’indipendenza economica più facilmente rispetto a ingegneri e architetti

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I protagonisti, le analisi, gli scenari e le prospettive. Ecco i temi che hanno caratterizzato la prima sessione di lavoro di “Valore geometra, una professione in campo per il Paese”, che si è svolto all’Auditorium Antonianum di Roma. Il Presidente della Cassa Italiana di Previdenza e Assistenza dei Geometri Fausto Amadasi e il moderatore Francesco Giorgino hanno accolto, ascoltato e insieme con loro commentato, gli interventi degli esponenti del mondo economico, universitario e i rappresentanti di categoria, che si sono alternati al podio. E’ questo il format che ha caratterizzato la prima sessione dell’edizione 2017 di “Valore geometra, una professione in campo per il Paese”. L’incontro annuale con i dirigenti di categoria sul territorio si è nuovamente svolto all’Auditorium Antonianum di Roma e ha richiamato oltre mille geometri diplomati e geometri laureati liberi professionisti per una giornata formativa e informativa sugli scenari futuri, che si prospettano a una categoria protagonista della vita del nostro Paese, nonostante la crisi economica degli ultimi anni.

E sono proprio i numeri a delineare una performance descritta dai professori del Dipartimento di Scienze politiche dell’Università degli Studi di Genova ,Enrico Ivaldi ed Elena Monorchio, che hanno illustrato gli esiti di una ricerca dalla quale emergono risultati importanti. Uno su tutti: la fondata polivalenza professionale del geometra ha permesso ai suoi rappresentanti di affrontare le contrazioni del mercato e mantenere meglio la diminuzione del reddito, modificando la tipologia dei servizi di consulenza offerti e confermando quella capacità di adattamento alle nuove esigenze di questa figura, che ha iniziato ad annoverare in portafoglio le imprese, gli enti territoriali, i condomini, oltre alla Pubblica Amministrazione e ai clienti privati.

Un altro aspetto da sottolineare è la rapidità con cui i giovani che si affacciano a questa professione riescono ad ottenere l’indipendenza economica: tra gli under 35 oltre il 50% – secondo l’indagine dell’ateneo di Genova – risulta vivere fuori di casa, da solo, con un convivente e in alcuni casi già con una famiglia con uno o più figli. Una novità, quest’ultima, in controtendenza rispetto alla media del nostro Paese nel quale la netta maggioranza degli under 35 vive ancora con i genitori.

Ciò però non vuol dire, ovviamente, che per i geometri diplomati e geometri laureati il presente e il futuro siano tutti rose e fiori. Le questioni da affrontare non mancano, così come i punti di debolezza. Innanzitutto, per riprendere le parole del Presidente Fausto Amadasi, occorre far sì che vi sia “una maggiore qualificazione professionale della categoria, anche attraverso un apposito e specifico percorso di laurea”. Da questo punto di vista non ci sono dubbi: “La formazione professionale specialistica consente ai giovani di ottenere maggiori fatturati e maggiori volumi d’affari”.

Sempre sotto il profilo dei passi in avanti ancora da fare, a porre in risalto un altro elemento fondamentale, è stato Diego Buono (Vice Presidente Cassa Previdenza e Assistenza Geometri liberi professionisti), il quale ha posto l’accento sulla necessità di intensificare il processo di aggregazione tra i geometri diplomati e geometri laureati, con l’obiettivo di fornire prestazioni integrate ai clienti e di aumentare il fatturato dei singoli professionisti. Pure in questo caso sono i numeri a far emergere con chiarezza l’importanza del passaggio disegnato dal Vice Presidente Diego Buono: i redditi percepiti dai geometri diplomati e geometri laureati che lavorano in studi aggregati sono, infatti, nettamente superiori a quelli ottenuti in media.

“Un discorso che vale per tutte le fasce d’età, compresi gli under 35”, ha evidenziato ancora Diego Buono. Ad esempio, nel 2016 il reddito medio dei geometri è stato di 23mila euro, mentre per chi lavora in uno studio associato di quasi 40mila. Una considerazione da estendere anche alle STP – le società tra professionisti, a proposito delle quali, è stato presentato alla platea anche uno dei più virtuosi esempi italiani: quello di Urbique, rappresentata dall’amministratore delegato Roberto Brunialti. Il manager ha raccontato dal palco il successo di questa esperienza nella quale i benefici per i geometri soci sono numerosi, a partire dai guadagni annui che riescono ad ottenere. “Almeno il 75% dei ricavi è girato direttamente al professionista”, ha spiegato Roberto Brunialti.

Ma come sta cambiando e cambierà ancora in futuro la figura dei geometri diplomati e geometri laureati? A questa domanda ha risposto il sociologo e Presidente di Future Concept Lab Francesco Morace che ha indicato le sfide dell’oggi e del domani. “Il tempo è diventato il principale lusso”, ha sottolineato prima di osservare come i geometri possano diventare sempre più “facilitatori della vita delle persone”. Una missione ben resa con poche, semplici e chiare espressioni: “Rigenerare, riqualificare, sostenere i clienti e semplificare la loro vita”. E, quindi, il radicamento del professionista nel territorio e alla comunità di riferimento – una delle caratteristiche principali di questa professione – rafforzerà la peculiarità di sapersi aggiornarsi e formarsi in modo continuo e specifico. Un modus che dall’esperto viene riassunto così: “Il saper fare rimane decisivo, ma bisogna anche saper imparare”.

Geometri diplomati e geometri laureati: nonostante la crisi i giovani geometri hanno perso solo il 7 per cento del mercato

Il centro ricerche del mercato dell’edilizia ha rilevato tra il 2008 e il 2015 una riduzione del reddito annuo degli architetti, professione parente e avversaria, pari al 41 per cento. Un tracollo. Nello stesso periodo i geometri hanno perso SOLO il 7 per cento. Lo stipendio di un geometra è definito “più alto di quello di un impiegato”. Non è un caso che oggi i giovani contabili di catasto siano relativamente autonomi. Iniziano a guadagnare dopo un corso di sei mesi post-diploma (o un tirocinio di diciotto mesi in uno studio), quindi tra i venti e i ventidue anni.

La risposta positiva della professione alla doppia crisi (generale e poi edilizia) è arrivata con l’allargamento del campo d’azione. I nuovi geometri hanno preso quote ai mestieri “affini e laureati” (architetti e ingegneri, a cui a volte tolgono la “direzione dei lavori”) e ad altri apparentemente lontani (commercialisti e notai). Oggi solo il tre per cento dei geometri, afferma la ricerca del Cresme ha la laurea, ma tutti hanno diversificato gli interventi. Le pratiche catastali e i rilievi topografici restano dominanti, ma scendono di tre punti rispetto a dieci anni fa. Nello stesso periodo si sono moltiplicate per quattro le certificazioni energetiche. E in generale si richiede l’intervento della figura per i test acustici, i rilievi architettonici, le dichiarazioni di successione, le pratiche fiscali e quelle burocratiche, la digitalizzazione delle procedure professionali.

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.