Equo compenso, stop ai bandi a 1 euro

Un emendamento al Dl semplificazione vieta alla PA il conferimento di incarichi professionali sotto costo. Stella: Riconosciuto il valore della professione

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Stop ai furbetti dei bandi gratuiti. «Le pubbliche amministrazioni non possono conferire incarichi professionali, né affidare opere pubbliche nell’ambito delle quali siano previsti incarichi professionali, il cui compenso pattuito non sia proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto».

È quanto prevede un emendamento del Governo al Decreto Semplificazione, in discussione in queste ore al Senato, che vincola le amministrazioni pubbliche al rispetto dell’equo compenso a favore dei liberi professionisti, pena la nullità dei contratti d’opera.

«Il Governo ha accolto la nostra richiesta di una norma più stringente sull’equo compenso già introdotto con la Legge di Bilancio 2018» ha affermato il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella. «Ci auguriamo che l’emendamento possa essere accolto per mettere la parola fine al malcostume di molte amministrazioni locali, che ha causato pesanti conseguenze non solo ad architetti e ingegneri, ma anche a commercialisti, avvocati e notai costretti a compensi irrisori per prestazioni professionali complesse».

L’emendamento governativo specifica inoltre che il compenso della prestazione professionale deve anche tener conto «dei parametri per la liquidazione giudiziale dei compensi», venendo incontro proprio a una delle istanze avanzate da Confprofessioni nel corso dell’audizione parlamentare sul Decreto Semplificazione dello scorso 8 gennaio.

Definita la cornice macroeconomica, il legislatore è ora chiamato all’impegnativo compito di calarsi nella vita concreta delle realtà economiche, per condividerne aspettative ed esigenze, e rimuovere le difficoltà e gli ostacoli con cui esse si confrontano quotidianamente.

“Nel nostro Paese, alle difficoltà tipiche dell’attività economica, si aggiungono enormi difficoltà di ordine amministrativo. Questo appesantimento di adempimenti ed oneri, assieme alla lentezza della giustizia civile ed in particolare nel recupero dei crediti commerciali, rappresenta un vero e proprio spread burocratico che grava sul nostro Paese, rallentando l’attività d’impresa e allontanando gli investimenti esteri.”

Eppure per risolvere alcuni problemi basterebbero interventi ben calibrati di carattere normativo. Citiamo a titolo esemplificativo il procedimento di acquisto della personalità giuridica delle società a responsabilità limitata che potrebbe essere anticipato al momento della stipulazione dell’atto costitutivo, piuttosto che a quello dell’iscrizione nel registro delle imprese, consentendo così all’impresa di diventare operativa in tempi più rapidi.

Di recente abbiamo anche avuto modo di segnalare al Parlamento e al Governo gli oneri sproporzionati che gravano sui professionisti – alcuni introdotti negli ultimi mesi – come in materia di privacy e di sicurezza sul lavoro. Si tratta di complessi normativi spesso frutto di recepimento di normative europee, modellate su diverse realtà operative, come le grandi aziende, e che non si adattano al panorama economico prevalente in Italia. Anche sulle semplificazioni in materia fiscale abbiamo illustrato al Parlamento diverse possibili semplificazioni con ricadute virtuose tanto sui privati quanto sull’amministrazione fiscale

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Mauro Melis

Giornalista, Fotoreporter, Copywriter, Blogger, Web Writer, Addetto Stampa per giornali, riviste, enti pubblici e blog aziendali. Provo a descrivere il loro mondo e le loro storie, le loro passioni e le loro idee. "Tutto quello che ho per difendermi è l’alfabeto; è quanto mi hanno dato al posto di un fucile" P.R.