Corruzione in Italia: combatterla con la norma UNI 37001

Corso Anticorruzione

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I dati della corruzione in Italia 2020

L’Italia si è classificata al 51° posto nel mondo con un punteggio di 53/100 secondo l’Indice di Percezione della Corruzione – CPI – 2019. 

Il Corruption Perceptions Index, reso pubblico nel 1995, è usato per

misurare la percezione della corruzione nel settore pubblico in diversi Paesi di tutto il mondo da parte di uomini d’affari e di esperti nazionali. Gran parte della corruzione è sommersa dunque la percezione è l’unico modo per fare confronti tra Paesi.

Come dimostra il grafico di Transparency International Italia – Associazione contro la corruzione – l’Italia era riuscita a guadagnare dei punti a partire dal 2012 ma l’anno scorso, nel 2019 c’è stata una brusca frenata dovuta principalmente a tre tematiche:

  • criminalità organizzata, come testimoniano i recenti fatti di cronaca avvenuti fatti, da Foggia alle Madonie, da Reggio Calabria a Reggio Emilia
  • regolamentazione del lobbying e dei conflitti di interesse
  • appalti pubblici.

Quanto costa la corruzione in Italia?

Secondo quanto riportava l’Espresso nel 2018 la corruzione ci costa 230 miliardi l’anno 

Il nostro Paese ha il livello più alto di corruzione in Europa: ogni anno perdiamo circa il 13% del PIL,  Prodotto Interno Lordo. Le nostre perdite sono pari al doppio di quelle della Francia.

Certificazione UNI ISO 37001: a cosa serve e la sua validità

La Certificazione UNI ISO 37001 permette alle aziende di dimostrare di tenersi lontana dal rischio della corruzione e di praticare una cultura di integrità, conformità e trasparenza.

La norma, infatti, indica le misure e i controlli necessari per controllare le proprie attività e prevenire il rischio di corruzione. La certificazione ha validità di tre anni.

Vantaggi di un sistema certificato

I vantaggi di certificarsi secondo la UNI ISO 37001:

  • adottare un approccio specifico verso la prevenzione e al contrasto della corruzione, seguendo il metodo “Plan – Do – Check – Act”
  • gli amministratori di un’impresa potranno dimostrare di aver lavorato per la prevenzione dei rischi connessi alla corruzione
  • dimostrare l‘etica e l‘integrità nei rapporti con azionisti e investitori
  • avere strumento di difesa da parte dell’organizzazione, a livello internazionale
  • una prova del possesso del requisito di cui all’art. 3, comma 2, del Regolamento attuativo del Rating di Legalità
  • si tratta di requisito premiante nel caso di contratti con soggetti pubblici.
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