Vulnerabilità sismica degli edifici: cos’è e come si valuta?

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Cos’è la vulnerabilità sismica di un edificio?

La vulnerabilità sismica indica quanto è vulnerabile, ovvero predisposto a subire danni e crolli, in base a come è stato progettato, ai materiali usati, al livello di manutenzione… Maggiore è la vulnerabilità più gravi saranno le conseguenze sulla struttura, in caso di terremoto.

Qual è la differenza tra rischio sismico e vulnerabilità sismica?

Il rischio sismico è dato dal prodotto della pericolosità (P) per la vulnerabilità (V), moltiplicato a sua volta per l’esposizione (E), ovvero si ottiene applicando la formula: R = P x V x E.

Pericolosità ed esposizione sono due caratteristiche del territorio su cui si può fare poco per diminuire il rischio sismico. La vulnerabilità sismica degli edifici, invece, può essere ridotta attraverso attività di prevenzione del rischio sismico e messa in sicurezza degli edifici.

Ogni anno si tiene la giornata nazionale della prevenzione sismica proprio per informare tutti i cittadini sulle attività che possono essere messe in campo per mettere in sicurezza gli edifici.

Quale iter procedurale seguire per valutare la vulnerabilità sismica degli edifici?

Ecco l’insieme di procedure da seguire per valutare la vulnerabilità sismica di un edificio basato sul paragrafo 8.5 “Valutazione della sicurezza” delle NTC – Norme Tecniche per le Costruzioni.

  • Indagine conoscitiva: si eseguono rilievi plano-altimetrici, strutturali per valutare lo stato di fatto in cui si trova l’edificio, eventuali danni e deformazioni della struttura
  • Analisi storico-critica: progettista ricostruisce lo stato di sollecitazione attuale in base alle modifiche e gli eventi accaduti nel tempo
  • Materiali: viene valutata la capacità di resistenza dei materiali tramite indagini, in sito o in laboratorio e si definiscono coefficienti riduttivi delle proprietà meccaniche dei materiali.
  • Analisi strutturale e determinazione della vulnerabilità del sistema strutturale esistente
  • Proposte di interventi per adeguare la struttura e metterla in sicurezza, in caso di terremoto.

Sismabonus e Superbonus per la messa in sicurezza degli edifici

Lo Stato mette a disposizione due agevolazioni fiscali per diminuire la vulnerabilità sismica:

  • Sismabonus 2020: che prevede detrazioni IRPEF dal 50 all’85% per interventi di miglioramento del profilo sismico dell’edificio, compresa la valutazione per la classificazione sismica
  • Superbonus 110%: consiste in detrazioni IRPEF del 110%; oltre a migliorare il profilo sismico permette di intervenire sull’edificio con una maxi riqualificazione a un costo veramente bassissimo.

In entrambi i casi, inoltre, il Decreto Legge 77/2020 (ex Decreto Rilancio) permette di scegliere l’alternativa dello sconto in fattura e della cessione del credito a terzi, tra cui fornitori, banche e intermediari finanziari.

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